MIT, una shakerata e il cellulare autoassemblante è servito

MIT, una shakerata e il cellulare autoassemblante è servito

Self Assembly Lab, un laboratorio di ricerca del MIT, illustra i progressi compiuti nel settore delle tecniche dei prodotti autoassemblanti. Primi test su un cellulare che si assembla senza intervento umano e senza l'ausilio di complessi sistemi robotici.

di Salvatore Carrozzini pubblicata il , alle 16:31 nel canale Scienza e tecnologia
 

Il Self Assembly Lab, un laboratorio di ricerca del MIT, è attualmente impegnato per sperimentare un sistema che potrebbe consentire alle aziende impegnate nel mercato dei di dispositivi elettronici consumer di ridurre i costi di produzione, mediante un sistema di autoassemblaggio dei componenti. Le prime sperimentazioni a riguardo si concentrano sulla possibilità di procedere all'assemblaggio automatico di un cellulare. La tecnica utilizzata non manca di catturare l'attenzione: i singoli componenti vengono inseriti in un cilindro rotante e, dopo, diverse rotazioni, trovano l'assetto ottimale in autonomia. 

mit auto assembly

I tre componenti del cellulare impiegato per i test prima dell'assemblaggio automatico (il secondo fotografato anteriormente e posteriormente)

Al momento, il gruppo di ricerca è riuscito a gestire correttamente l'assemblaggio automatico e contemporaneo di due cellulari, ciascuno formato da tre componenti. L'operazione, a seconda della velocità di rotazione del cilindro, può essere portata a termine in meno di un minuto. Naturalmente, trattandosi di componenti elettronici, le velocità devono essere regolate in modo tale da non compromettere l'integrità degli elementi autoassemblanti, fermo restando che l'interno del cilindro è stato opportunamente rivestito con un materiale che attenua gli urti. 

Altro elemento essenziale riguarda gli accorgimenti introdotti per far sì che i singoli elementi entrino a contatto l'uno con l'altro nei punti giusti. Per l'esperimento iniziale, i ricercatori hanno utilizzato un sistema basato su magneti. Il video riportato di seguito illustra con sufficiente chiarezza come opera il sistema di autoassemblaggio appena descritto. 

I dispositivi utilizzati per l'esperimento sono rappresentati da semplici cellulari dal degin non propriamente raffinato, non da sofisticati smartphone. Si tenga conto, tuttavia, che si tratta dei primi test e che il progetto può essere considerato, al momento, una proof of concept suscettibile di ulteriori affinamenti.

Il progetto del MIT tuttavia parte da premesse che potrebbero essere prese in considerazione dalle aziende che operano nel settore dell'industria hi-tech e parte dalla constatazione che:  l'assemblaggio dell'elettronica di consumo richiede una grande quantità di lavoro manuale o di robotica altamente specializzata, ciò porta ad un aumento dei costi, del tempo di assemblaggio e del consumo di energia e porta le aziende a cercare manodopera a basso costo. Una soluzione come quella proposta potrebbe quindi rappresentare un'interessante alternativa rispetto ai tradizionali metodi di assemblaggio. 

Skylar Tibbits, uno dei ricercatori del MIT coinvolto nel progetto ritiene possibile l'impiego del metodo descritto nella produzione di massa, fermo restando che ogni elemento del progetto dovrà essere ulteriormente affinato per raggiungere lo scopo. Un obiettivo che potrebbe non essere del tutto irraggiungibile, anche tenuto conto che a supportare le attività del Self Assembly Lab è stata la stessa DARPA, l'agenzia del governo americano per i progetti avanzati di difesa. I finanziamenti ricevuti dalla DARPA sono stati impiegati dal laboratorio del MIT per sperimentare tecniche di autoassemblaggio di materiali e dei prodotti differenti, compresa la sedia autoassemblante

9 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
MARROELLO23 Agosto 2016, 16:48 #1
La mia donna fa nella borsetta da anni ESATTAMENTE l'operazione inversa...
andbad23 Agosto 2016, 17:41 #2
sarò ottuso.
Ma a me pare una minchiata.

By(t)e
Rubberick23 Agosto 2016, 18:26 #3
Originariamente inviato da: MARROELLO
La mia donna fa nella borsetta da anni ESATTAMENTE l'operazione inversa...


per una volta non è il tuo falegname sotto casa (cit.)
djfix1323 Agosto 2016, 20:44 #4
ma a dire il vero io vedo solo che 2 pezzi di plastica (cover) sono stati incastrati grazie alla forza centrifuga su un cellulare premontato e saldato e funzionante: ma cosa caspita vuol dire??
io credo che una persona veramente ci metta meno ad assemblarlo a manina!!
GiGBiG23 Agosto 2016, 22:31 #5

Eh?

No, ma sul serio?! Il 1 Aprile è ancora lontano.
SoxxoZ23 Agosto 2016, 23:05 #6
Come al solito, tutti ingegneri ed economisti qui.
icoborg23 Agosto 2016, 23:28 #7
MIT.... a napoli te lo fanno con uno stuzzicadenti
Eress24 Agosto 2016, 03:07 #8
Cos'è, l'inverso dell'entropia?
andbad24 Agosto 2016, 09:28 #9
Originariamente inviato da: SoxxoZ
Come al solito, tutti ingegneri ed economisti qui.


No senti... ma davvero ti pare un'invenzione geniale?
Capisco il concetto originale, ma definirlo PoC mi pare mooooooolto esagerato.
Metto due pezzi già montati da qualcuno in una centrifuga che in tot minuti te li assembla.
1- costa meno e fa prima un operatore umano
2- i pezzi non si graffiano nella centrifuga
3- comunque i pezzi andranno incollati o avvitati a mano.
4- si potrebbe fare altrettanto con un volgarissimo braccio robotico computerizzato

Comprendo il problema e apprezzo l'idea, ma la soluzione è sbagliata.

By(t)e

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^