Nanomagneti al posto dei transistor: sono questi i processori del futuro?

Nanomagneti al posto dei transistor: sono questi i processori del futuro?

La Virginia Commonwealth University riceve un finanziamento a sostegno di un progetto di ricerca per l'impiego di nanomagneti come elementi di switching all'interno di un processore

di Andrea Bai pubblicata il , alle 16:48 nel canale Scienza e tecnologia
 

1,75 milioni di dollari di sovvenzioni da parte della US National Science Foundation e dalla Nanoelectronics Research Initiative della Semiconductor Research Corporation: è questa la dimensione del finanziamento ricevuto dalla Virginia Commonwealth University a supporto di un progetto di ricerca che verte sulla realizzazione di processori dalla maggiore efficienza e dalla maggiore potenza operativa, in grado di abbattere sensibilmente il calore dissipato in fase di funzionamento e di aprire numerose possibilità di applicazione.

Il team che lavora al progetto di ricerca è coordinato dai ricercatori della VCU School of Engineering che collaborano con l'University of Virginia in Charlottesville, l'University of Michigan at Ann Arbor e l'University of Californa at Riverside allo scopo di concretizzare un lavoro teorico per ora fermo sulla carta e pubblicato sull'edizione di agosto 2011 di Applied Physics Letters.

Supriyo Bandyopadhyay, uno dei ricercatori impegnati nel progetto e professore di Electrical and Computer Engineering presso la VCU School of Engineering spiega: "L'obiettivo di questo lavoro è quello di stabilire un nuovo paradigma estremamente energy-efficient per il digital computing che ci permetterà di accorpare sempre più elementi computazionali su un chip senza doverci preoccupare dell'eccessiva produzione di calore. Questo ci permetterà di incrementare la capacità computazionale dei computer oltre i limiti odierni".


Immagine al microscopio elettronico di nanomagneti con diametro di 100nm

Il percorso di sviluppo dei microprocessori ha visto, fino ad ora, sostanzialmente un unico approccio per incrementare la potenza computazionale: ridurre la dimensione dei transistor in maniera tale da poterne accorpare sempre di più in un singolo chip. Questo approccio presenta però dei limiti: maggiore è il numero di transistor presenti, maggiore è il calore prodotto da un processore durante il suo funzionamento. Calore che deve essere opportunamente dissipato per consentire il corretto funzionamento del chip.

I ricercatori che lavorano a questo progetto partono invece da un approccio completamente differente: al posto dei transistor verrebbero infatti utilizzati speciali nanomagneti in grado di processare informazioni digitali e caratterizzati da una dissipazione termica da 1000 a 10000 volte inferiore rispetto a quella dei normali transistor.

Non solo: Jayasimha Atulasimha, assistente professore di Mechanical and Nuclear Engineering presso la VCU School of Engineering, afferma che il progetto di ricerca sta indagando anche la possibilità di realizzare processori capaci di raccogliere l'energia necessaria per il loro funzionamento dall'ambiente circostante e operar così e senza una fonte di alimentazione dedicata. I due ricercatori affermano che questo tipo di sistemi di computazione potrebbero rappresentare una soluzione ideale alla realizzazione di dispositivi medici da impiantare nei pazienti per il monitoraggio di particolari patologie, che potrebbero essere alimentati semplicemente dai movimenti del corpo umano.

11 Commenti
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Holy8702 Settembre 2011, 18:25 #1
È una bella notizia, ma non ci crederò fin quando non vedrò con i miei occhi che questa tecnologia sarà completa e funzionante.
utentenonvalido02 Settembre 2011, 21:39 #2
1,75 Milioni? Mi pare un po' poco. Non è che sono Miliardi di dollari?
Fire-Dragon-DoL03 Settembre 2011, 00:46 #3
Invece di dire "sono stato 12 ore al pc" potrò dire "ho fatto 12 ore di sport"? xD
Perseverance03 Settembre 2011, 11:46 #4
Mi viene il dubbio che con una calamita puoi far crashare questa CPU avvicinandocela!
Drest03 Settembre 2011, 15:25 #5
ho il sospetto che introdurre una calamita nel tuo case non faccia bene neanche ora.
galaverna03 Settembre 2011, 21:45 #6
bisogna vedere la vita utile di questi nanomagneti..........basta non presenta problemi analoghi di un disco rigido....in tal caso i dati viaggerebbero a maggiore velocità e con tempi piu rapidi creando non pochi problemi di magnetizzazione
galaverna03 Settembre 2011, 21:48 #7
Originariamente inviato da: Drest
ho il sospetto che introdurre una calamita nel tuo case non faccia bene neanche ora.


esatto,se la calamita è sufficentemente potente crerebbe non poche interferenze anche alla stessa alimentazione
Baboo8505 Settembre 2011, 09:42 #8
Originariamente inviato da: Drest
Originariamente inviato da: Perseverance
Mi viene il dubbio che con una calamita puoi far crashare questa CPU avvicinandocela!


ho il sospetto che introdurre una calamita nel tuo case non faccia bene neanche ora.





Comunque tempo fa si era parlato anche di processori fatti con metalli che producono elettricita' dal calore e che poteva abbattere i consumi attuali. Ma anche di quello, non se ne e' piu' sentito parlare.

E' la stessa storia delle batterie ad aria, batterie a vita infinita, ecc.

Se fosse per certe persone, avremmo veramente i dispositivi funzionanti a diesel anziche' ad energia elettrica
http://www.youtube.com/watch?v=LTRnVm7nuew
Piana C.05 Settembre 2011, 15:02 #9
Articolo interessante questo sui nanomagneti.
Chi sa di che cosa sono composti?
Si tratta di qualcuno dei 17 metalli chiamati "terre rare"?
galaverna05 Settembre 2011, 16:17 #10
Originariamente inviato da: Baboo85



Comunque tempo fa si era parlato anche di processori fatti con metalli che producono elettricita' dal calore e che poteva abbattere i consumi attuali. Ma anche di quello, non se ne e' piu' sentito parlare.

E' la stessa storia delle batterie ad aria, batterie a vita infinita, ecc.

Se fosse per certe persone, avremmo veramente i dispositivi funzionanti a diesel anziche' ad energia elettrica
http://www.youtube.com/watch?v=LTRnVm7nuew



il problema che si ha passaggio di soli poche decine di milliampere

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