Ricerca scientifica: la Cina supererà presto gli Stati Uniti?

Ricerca scientifica: la Cina supererà presto gli Stati Uniti?

Interessante rapporto pubblicato dalla Royal Society di Londra, che prevede la leadership della Cina nel campo della pubblicazione scientifica già entro qualche anno

di Alessandro Bordin pubblicata il , alle 17:04 nel canale Scienza e tecnologia
 

La Royal Society di Londra ha pubblicato un resoconto molto interessante legato al mondo della ricerca scientifica e alle pubblicazioni ad essa legate, mettendo in mostra alcuni segnali che arrivano soprattutto da oriente. La classifica della ricerca scientifica mondiale rimane per ora nelle mani salde degli Stati Uniti, ma c'è grande fermento nelle posizioni a seguire.

Ad essere presi in esame, e successivamente messi a confronto, sono i periodi 1999-2003 e 2004-2008, riportati nel grafico che indica la percentuale delle pubblicazioni scientifiche per stati. A colpire sono le performance della Cina, salita al secondo posto dal sesto precedente, passando da un 4% su fino al 10%. Rimangono ben saldi al comando gli Stati Uniti d'America, passando però dal 26% al 21%.

Certo, Gli Stati Uniti possono vantare ancora più di un quinto delle pubblicazioni a livello mondiale, ma è facile dedurre dai numeri in calo netto in termini percentuali. Stabile la percentuale della Gran Bretagna, mentre interessata al calo anche l'Italia, che passa dal 4% al 3%. In calo anche il Giappone, che passa dall'8% al 6%, mentre nella top 10 troviamo l'India con il 2%, che non figurava nella classifica del primo periodo analizzato.

Il grande passo avanti della Cina ha diverse origini, non ultimo gli investimenti da oltre 100 miliardi di Dollari USA all'anno, aumentati negli anni con un tasso di circa il 20%. Una forte correlazione quindi fra investimenti e risultati ottenuti, che non fanno che presagire un sorpasso della Cina ai danni degli USA in questa particolare classifica ben prima del 2020 ipotizzato negli anni passati.

L'intero studio, molto interessante, è consultabile a questo indirizzo in formato PDF. Sono diverse, in ogni caso, le argomentazioni fatte nello studio e i motivi alla base delle differenze di crescita per le varie aree geografiche. Se da una parte è vero che gli Stati Uniti rimangono saldamente al loro posto, è anche vero che la produzione scientifica è in mano a poche università d'élite, mentre la Cina apre le proprie scuole a tutti, mettendo molti nella condizione di esprimere il proprio talento, includendo quindi anche chi non può permettersi i migliori centri di studio.

Alla base delle migliori performance in termini di crescita, fra cui spiccano realtà come Iran e Turchia oltre ovviamente alla Cina, vi sarebbe quindi un buon livello dell'università pubblica, supportato ovviamente da congrui finanziamenti dello stato per la ricerca.

53 Commenti
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MasterXanto30 Marzo 2011, 17:36 #1
l' Italia è settima, ma i ricercatori italiani sono pagati nulla, quindi prevedo per i prossimi anni:

1) sempre meno giovani sceglieranno la carriera del ricercatori
2) i pochi giovani che intraprenderanno questa carriera emigreranno

Evviva l' Italia !! -.-"
misocurdo30 Marzo 2011, 17:54 #2
L'Italia (60,6 milioni di abitanti) è già stata raggiunta dalla Spagna (46,2 milioni) e superata dal Canada (34,4 milioni)... Praticamente siamo l'unica nazione insieme alla Russia ad aver avuto un calo così vistoso (-25%) tra le prime... Altro da dire non c'è...
Jorgensen30 Marzo 2011, 18:09 #3
Il resoconto non contempla però l'importanza delle ricerche, cioè se ad esempio nell'anno 1916 la Cina avesse pubblicato 6000 ricerche sui pinguini sarebbe stata "migliore" dell'America se quest'ultima avesse pubblicato unicamente la teoria della relatività generale di Einstein? Classifica inutile!
Dcromato30 Marzo 2011, 18:23 #4
Originariamente inviato da: MasterXanto
l' Italia è settima, ma i ricercatori italiani sono pagati nulla, quindi prevedo per i prossimi anni:

1) sempre meno giovani sceglieranno la carriera del ricercatori
2) i pochi giovani che intraprenderanno questa carriera emigreranno

Evviva l' Italia !! -.-"


La ricerca una volta era una soddisfazione personale...
AleLinuxBSD30 Marzo 2011, 18:33 #5
Non credo che avverrà questo superamento.

Riguardo l'Italia, fanno benissimo i ricercatori ad espatriare, considerando che qui gli investimenti in ricerca sono da sempre inferiori rispetto alla media europea, e non c'è nessun futuro di nessun tipo.
Aggiungiamo poi stipendi miserabili e precariato finché dura.
Antonio2330 Marzo 2011, 18:36 #6
a fare numero i ricercatori cinesi sono bravissimi (grazie al cazzo, sono 1 miliardo di persone... :asd... ma su certi articoli di ricercatori cinesi ci sono scritte delle cose che..... brrrr...

penso che la qualità aggiunta alla quantità statunitense/anglosassone sia difficilmente eguagliabile.
RaZoR9330 Marzo 2011, 18:36 #7
Originariamente inviato da: Dcromato
La ricerca una volta era una soddisfazione personale...
La ricerca è anche una soddisfazione personale per, credo, la maggioranza dei ricercatori, ma è assolutamente giusto fornire i fondi necessari non solo per finanziare la scienza, ma anche chi "la fa".
Dcromato30 Marzo 2011, 19:30 #8
Originariamente inviato da: RaZoR93
La ricerca è anche una soddisfazione personale per, credo, la maggioranza dei ricercatori, ma è assolutamente giusto fornire i fondi necessari non solo per finanziare la scienza, ma anche chi "la fa".


Si è giusto fornire i fondi, però personalmente sono anche un po stufo di sentire lamentele da neolaureati perchè prendono 1500 euro in campo di ricerca.

Poi che questo paese sia un cesso nella ricerca sono totalmente d'accordo.
Kharonte8530 Marzo 2011, 19:51 #9
E' solo una questione di tempo: gli USA sono in declino e la Cina se manterrà questi ritmi diverrà LA superpotenza.

In Italia ormai la ricerca scientifica è ridotta a brandelli.
v1nline30 Marzo 2011, 19:51 #10
non solo sicuramente la cina supererà gli stati uniti nella ricerca, ma c'è già un numero esagerato di pubblicazioni di studenti asiatici nelle università americane, almeno nel mio campo (chimica-fisica). quasi tutte in effetti. certamente molti saranno cittadini americani, ma molti sono koreani, cinesi, indiani...

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