Roombots: arrivano i robot modulari autoassemblanti

Roombots: arrivano i robot modulari autoassemblanti

Dalla Svizzera arrivano i robot modulari, capaci di vincolarsi assieme per creare elementi d'arredo: è il risultato di un progetto di ricerca nel campo della robotica che potrebbe avere interessanti sviluppi futuri

di Andrea Bai pubblicata il , alle 15:07 nel canale Scienza e tecnologia
 

Un futuro dove gli elementi d'arredo si possano autoassemblare ed adattare all'ambiente circostante, mutando forma e funzionalità, potrebbe essere più vicino di quanto si possa pensare: il Biorobotics Laboratory dell'Ècole Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) ha dato vita ai Roombots, robot modulari che usano uncini retraibili per vincolarsi insieme autonomamente e che possono servire come banco di prova per sviluppi futuri.

Auke Ijspeert, responsabile del BIOROB, ha spiegato: "Il progetto Roombot è un progetto un po' pazzo dove ci piace usare il concetto della robotica modulare per realizzare mobilio adattivo capace di cambiare le sue forme e le sue funzioni e di muoversi nello spazio. Si potrebbero ad esempio costruire sgabelli che si spostano nell'ambiente che possono formare una panca una volta che si incontrano, la quale a sua volta può diventare un tavolo".

Ciascun Roombot è composto da quattro emisfere da 22 centimetri unite al centro e provviste di batterie, tre motori e connessioni wireless per comunicare tra loro. Ciascun modulo Roombot può collegarsi ad altri usando come piattaforma di giunzione una qualsiasi delle quattro facce piane, mediante una serie di uncini retrattili. I Roombot possono inoltre vincolarsi ad elementi passivi come una mensola od un muro, ad esempio.

"Noi speriamo che i Roombot vengano utilizzati in una vasta gamma di applicazioni, ma una delle principali che abbiamo in mente sono le tecnologie assistive, dedicate a persone anziane o ad individui con problemi di mobilità. Questo signfica la possibilità di realizzare un tavolino che si può avvicinare all'individuo per trasportare medicine o acqua, per esempio. Nel complesso speriamo di offrire una sorta di 'Lego' che le persone possono usare per inventarsi una tipologia d'uso o che artisti o designer inventino i loro modelli d'uso e di applicazione" ha commentato Ijspeert.

Il team di ricercatori intende realizzare una famiglia intera di Roombot e componenti passivi, che consentano di creare una gamma completa di mobilia adattiva. Gli studenti del BIOROB hanno già individuato una serie di casi d'uso, come ad esempio vasi da fiore che si spostano seguendo la luce solare o sistemi di illuminazione e diffusione audio che seguono i loro utenti.

Attualmente la programmazione dei Roombots è complicata e non alla portata di tutti, ma i ricercatori stanno lavorando ad un sistema che permetta agli utenti di usare un tablet per progettare l'allestimento e l'arredamento di una stanza e istruire i Roombot per concretizzare il progetto in maniera autonoma.

Un parziale finanziamento all'attività è stato fornito dal National Center for Competence in Research Robotics dello Swiss National Science Foundation di Losanna.

5 Commenti
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Raghnar-The coWolf-27 Maggio 2014, 15:50 #2
Con attuatori meccanici, 8000 euro di sedia.

interessante concetto, ma siamo cosi' lontani che pensarci e' assurdo.
Avatar028 Maggio 2014, 11:01 #3
Per la serie: noi li abbiamo inventati ma non sappiamo a cosa servano, per quello pensateci voi
megawati28 Maggio 2014, 11:27 #4
Concetto molto interessante. LEGO robotici. Bello, ma quanto costa un modulo? E poi: la programmazione di 'sta roba come si fa? Ci sono un pò di cosette da capire bene, prima di farci qualcosa. Però sono interessanti, molto.
Epoc_MDM28 Maggio 2014, 11:35 #5
Originariamente inviato da: megawati
Concetto molto interessante. LEGO robotici. Bello, ma quanto costa un modulo? E poi: la programmazione di 'sta roba come si fa? Ci sono un pò di cosette da capire bene, prima di farci qualcosa. Però sono interessanti, molto.


"OK Google, sedia!!!" oppure "OK Google, alabarda spaziale".
Qualcosa del genere

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