Samsung realizza una nuova struttura di transistor in grafene

Samsung realizza una nuova struttura di transistor in grafene

I ricercatori di Samsung riescono a realizzare un transistor funzionante impiegando il grafene, con un nuovo approccio all'impiego del materiale

di Andrea Bai pubblicata il , alle 10:01 nel canale Scienza e tecnologia
Samsung
 

Samsung Advanced Institute of Technology, la forza motrice delle attività di ricerca e sviluppo della coreana Samsung Electronics, ha sviluppato una nuova struttura di transistor impiegando il grafene. La ricerca, che è stata dettagliata in una pubblicazione su Science, rappresenta un passo avanti in direzione del superamento dei limiti fisici posti dal silicio, il materiale attualmente utilizzato per la realizzazione dei transistor.

L'industria della tecnologia ha fino ad ora aderito ad un unico approccio per incrementare le prestazioni dei processori in silicio: inseguire la miniaturizzazione dei transistor in maniera tale da ridurre il percorso lungo il quale si spostano gli elettroni. Questo approccio ha potuto funzionare a lungo, ma i ricercatori sono ora convinti che il silicio stia iniziando ad avvicinarsi ai suoi limiti fisici ed è pertanto necessario individuare strade alternative che consentano di progredire nella ricerca delle prestazioni.

L'alternativa principale è quella di impiegare materiali che abbiano una mobilità elettronica superiore a quella del silicio, ed in questo il grafene rappresenta un candidato molto promettente dal momento che la sua mobilità elettronica è circa 200 volte superiore a quella del silicio. Il principale inconveniente del grafene è che, a differenza dei convenzionali materiali semiconduttori, non è possibile impedire completamente il passaggio di corrente: si tratta di un requisito fondamentale per la realizzazione dei transistor dal momento che la rappresentazione logica dei valori binari 1 e 0 è legata agli stati di "acceso" e "spento" del transistor stesso, ovvero al passaggio o meno di corrente. I precedenti tentativi di modificare il grafene per renderlo semiconduttore hanno avuto delle influenze sulla sua mobilità elettronica, riducendola sensibilmente e vanificandone così il suo impiego.

I ricercatori Samsung sono stati in grado di sviluppare un dispositivo che può impedire il flusso di corrente nel grafene evitando, però di degradarne la mobilità elettronica, grazie all'impiego di un'interfaccia tra il grafene e il silicio idrogenato. In questo modo è stato possibile ottenere un rapporto on/off di 10^5 regolando la tensione del gate per controllare la barriera Schottky del grafene-silicio, che permette o impedisce il passaggio di corrente. Il nuovo dispositivo è denominato Barristor, proprio per via del principio di funzionamento basato sulla barriera controllabile.

Il SAIT ha già fabbricato barristor in grafene e altri elementi di circuiteria logica su un wafer da 150 millimetri di diametro. L'istituto ha la proprietà di nove brevetti correlati alla struttura e al metodo di operazione del barristor in grafene.

6 Commenti
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supertigrotto19 Maggio 2012, 12:29 #1

mah!

Chissà se combineranno qualcosa col grafene,ibm sosteneva che è meglio il silicene e che il grafene andrebbe meglio per generatori di onde ad alta frequenza.....
sbudellaman19 Maggio 2012, 12:42 #2

realizzano un transistor funzionante in grafene...

... di nuovo?? Ma che fanno lo reinventano decine di volte per farne una news ogni mese ?
Sfasciacarene19 Maggio 2012, 14:54 #3
Originariamente inviato da: sbudellaman
... di nuovo?? Ma che fanno lo reinventano decine di volte per farne una news ogni mese ?


Le stanno sparando grosse in questi ultimi 2 giorni, io continuo a credere sia per recuperare la botta di 10 miliardi che si è presa l'altro giorno.
Ormai con il grafene è da 20 anni si grida al miracolo, tra il prototipo di un transistor in laboratorio a fare integrati e cpu ne passa
II ARROWS19 Maggio 2012, 16:11 #4
20 anni?
Non ho memoria così vecchia, tu sì per affermarlo?

Il problema è che se brevettano sistemi per produrre le componenti basi, non si può progredire nulla perché ognuno deve inventare qualcosa completamente diverso per non infrangere i brevetti altrui... e si spendono ancora più soldi in ricerca per qualcosa inutilizzabile.
Sfasciacarene19 Maggio 2012, 18:29 #5
Originariamente inviato da: II ARROWS
20 anni?
Non ho memoria così vecchia, tu sì per affermarlo?

Il problema è che se brevettano sistemi per produrre le componenti basi, non si può progredire nulla perché ognuno deve inventare qualcosa completamente diverso per non infrangere i brevetti altrui... e si spendono ancora più soldi in ricerca per qualcosa inutilizzabile.


No era per dire che è da molto che si grida al miracolo con il grafene (dovevo spararla più grossa tipo 200 anni per rendere meglio l'idea), un pò come per la fusione a freddo in teoria però dovrebbero essere 7-8 anni ormai se non sbaglio.

Ad ogni modo ti do completamente ragione sui brevetti, e aggiungo che c'è un grave problema di fondo; l'esempio più eclatante è stato dell'avvocato australiano che ha brevettato la ruota.
zeropage19 Maggio 2012, 19:37 #6
Continuano la corsa per "migliorare" le prestazioni per supportare sistemi operativi e applicativi che sperperano il codice in maniera disumana. Il grafene è un materiale splendido per l'accumulo.In questa direzione dovrebbe volgere lo sviluppo di questo materiale a mio giudizio

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