Sicurezza, scanner facciali verranno utilizzati per la finale di Champions League contro i terroristi

Sicurezza, scanner facciali verranno utilizzati per la finale di Champions League contro i terroristi

La finale di Champions League a Cardiff vedrà in campo non solo i giocatori ma anche le più importanti misure di sicurezza contro il terrorismo. Nella capitale del Galles saranno predisposti appositi dispositivi per il riconoscimento facciale evitando sorprese dai malintenzionati.

di Bruno Mucciarelli pubblicata il , alle 14:21 nel canale Scienza e tecnologia
 

La finale di Champions League si avvicina e con essa anche la preoccupazione, visti gli ultimi attentati, di problematiche legate proprio alla sicurezza di tutti i tifosi che si muoveranno nella capitale del Galles di Cardiff durante i giorni della partita del 3 giugno. In questo caso le autorità locali stanno studiando un piano strategico che permetta di garantire la maggiore sicurezza sia in campo che al di fuori dello stadio riuscendo a bloccare ogni sorta di iniziativa terroristica. Ecco che la Polizia del South Wales ha già annunciato l'utilizzo degli ultimi ritrovati in fatto di tecnologia che aiuteranno a riconoscere possibili attentatori.

Per controllare tutti i tifosi che si recheranno al Principality Stadium di Cardiff, la polizia territoriale, ha dichiarato di voler utilizzare un nuovo sistema di riconoscimento facciale automatico denominato AFR ossia Automated Facial Recognition, il quale permetterà velocemente di scansionare i volti delle persone nei pressi dello stadio quindi elaborarli e chiaramente confrontarli con il database che la polizia possiede. Il confronto permetterà di scandagliare oltre 500.000 persone di interesse memorizzati appunto negli archivi telematici. Al momento per la finale sono attese oltre 70.000 persone tra tifosi della Juventus, del Real Madrid ma anche affiliati degli sponsor. In particolare la polizia ha fatto sapere che i filtri di sicurezza con scansione automatica del viso saranno adottati anche alle zone del villaggio degli sponsor e dunque non solo nella zona rossa vicina allo stadio.

L'utilizzo di questa nuova tecnologia ha chiaramente già aperto alcune discussioni inerente la privacy dei tifosi che parteciperanno alla partita e non solo. Una polemica annosa che chiaramente si concentra sull'acquisizione di immagini e in questo caso del volto delle persone che sia avvicineranno alla zona dello stadio durante il periodo della partita. Il direttore politico per i diritti umani e le libertà civili, Rachel Robinson, ha dichiarato come: "Il divario tra la tecnologia di sorveglianza sempre più avanzata e la mancanza di tutela legale per il pubblico è sempre più diffusa e più allarmante. La tecnologia di riconoscimento facciale istantaneo con il potenziale di identificare chiunque in una folla di migliaia di individui fa accumulare alla polizia un enorme numero di fotografie di persone innocenti, il che risulta in una combinazione seriamente intrusiva".

A riguardo il Commissario per la Sorveglianza del Regno Unito, Tony Porter, ha voluto rassicurare evidenziando come la Polizia utilizzerà gli scanner facciali nel pieno rispetto delle normative sulla riservatezza utilizzando dunque i dati raccolti esclusivamente per motivi di sicurezza. In questo caso il funzionamento dello scanner biometrico è quanto mai semplice e assolutamente non invadente per il tifoso che verrà registrato a distanza con una telecamera la quale tramite un sofisticato algoritmo rivelerà alcune caratteristiche come la distanza tra gli occhi o la distribuzione e il posizionamento sul viso della bocca o del naso confrontandole precisamente con quelle presenti nel database. In questo caso i dati saranno trattenuti solamente per il periodo della gara venendo eliminate poi a posteriori.

Resta aggiornato sulle ultime offerte

Ricevi comodamente via email le segnalazioni della redazione di Hardware Upgrade sui prodotti tecnologici in offerta più interessanti per te

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

10 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
Kri3g24 Maggio 2017, 14:35 #1
Quindi finalmente stiamo rivalutando Lombroso e ammettendo che esistono alcune fisionomie che portano inevitabilmente a comportamenti criminali?

Era ora.
s-y24 Maggio 2017, 14:37 #2
è rispetto a un db di soggetti attenzionati...
speriamo non tornino mai certe 'pulsioni'
dr-omega24 Maggio 2017, 15:32 #3
Originariamente inviato da: Kri3g
Quindi finalmente stiamo rivalutando Lombroso e ammettendo che esistono alcune fisionomie che portano inevitabilmente a comportamenti criminali?

Era ora.


Spero tu stia trollando, perché:
1) Lombroso non sapeva quello che sappiamo oggi, per cui ciò che ha scritto circa la propensione al "delitto" legata all'aspetto è pura fantasia.
2) I software in oggetto confrontano, hanno un database di veri o presunti criminali che utilizzano per cercare se essi siano presenti all'evento. Non giudicano, non valutano, non fanno altro.

E comunque l'articolo lo spiega bene...
Kri3g24 Maggio 2017, 16:00 #4
Originariamente inviato da: dr-omega
Spero tu stia trollando, perché:
1) Lombroso non sapeva quello che sappiamo oggi, per cui ciò che ha scritto circa la propensione al "delitto" legata all'aspetto è pura fantasia.
2) I software in oggetto confrontano, hanno un database di veri o presunti criminali che utilizzano per cercare se essi siano presenti all'evento. Non giudicano, non valutano, non fanno altro.

E comunque l'articolo lo spiega bene...


Ah beh i database hanno funzionato alla grande fin ora eh, ogni attentatore avuto in EU era già conosciuto ai servizi di intelligence, ma nonostante tutto si trovava sul territorio europeo.
OttoVon25 Maggio 2017, 02:46 #5
Gli attentatori, dell'ultimo periodo, sono cittadini stranieri che vivono e lavorano, in Europa, da anni.
aqua8425 Maggio 2017, 08:33 #6
diciamo che è possibile ragionarci sopra e arrivare ad una soluzione.
vediamo un po'... chi sarà il prossimo a farsi saltare in aria in mezzo a tanta gente; le possibili risposte sono:

- uno svizzero cattolico praticante
- un indiano buddista
- un inglese ateo
- un tedesco amante del bondage
- un egiziano convertito all'islam, andato in siria a "studiare" e ritornato ben preparato
- un italiano senza lavoro
- un francese con la puzza sotto il naso
- un russo ubriaco

lo so, non è facile, ma una squadra di investigatori credo che troverebbe tra quelli la persona che si farà esplodere.
s-y25 Maggio 2017, 08:56 #7
come spiegato nell'articolo, e in qualche commento, non si tratta di un check 'etnico', ma di un sistema aggiuntivo che confronta le rilevazioni in real time con un db di riferimento con soggetti già attenzionati precedentemente

tra l'altro fosse l'unico sistema di sicurezza, saremmo a posto... è peculiare semplicemente perche è la prima volta che viene implementato

e tra l'altro se qualcuno venisse intercettato con questo sistema, vorrebbe dire che il servizio ha fallito. io non sono per niente esperto, ma non ci vuole molto a capire che il lavoro che conta è quello fatto nei mesi precedenti, e che i controlli agli ingressi sono solo l'ultimo livello, che si spera sempre non serva mai.

cmq sia non è semplice la situazione. spargere il contagio con la paura indiscriminata è esattamente l'obbiettivo degli attentati, e 'ghettizzare' alcuni sulla base della provenienza avrebbe l'effetto di dare più manovalanza (che ora è solo in potenza) a 'sti maledetti invasati. c'è un esempio anche non troppo lontano dall'europa
Mars4ever25 Maggio 2017, 10:19 #8
Originariamente inviato da: OttoVon
Gli attentatori, dell'ultimo periodo, sono cittadini stranieri che vivono e lavorano, in Europa, da anni.

L'ho già sentita tante volte questa, in abbinamento all'affermazione "quindi i clandestini che arrivano non c'entrano niente coi terroristi".

Nel 2039 sentiremo dire che il terrorismo non c'entra con i clandestini perché gli attentatori di oggi erano arrivati nel 2015.
dr-omega25 Maggio 2017, 12:03 #9
Originariamente inviato da: Kri3g
Ah beh i database hanno funzionato alla grande fin ora eh, ogni attentatore avuto in EU era già conosciuto ai servizi di intelligence, ma nonostante tutto si trovava sul territorio europeo.


Perchè spetta alle FDO nazionali decidere se agire o meno in caso di prove certe.
Se il tizio in questione fino al giorno prima ha vissuto una vita "comune" come può la polizia andare ad arrestarlo?
Ogni attentatore poi...certo certo e pure la famosa marmotta.

Però si può fare come dici tu, sbattiamo in galera tutti quelli con la faccia losca...
dr-omega25 Maggio 2017, 12:18 #10
Originariamente inviato da: Mars4ever
L'ho già sentita tante volte questa, in abbinamento all'affermazione "quindi i clandestini che arrivano non c'entrano niente coi terroristi".

Nel 2039 sentiremo dire che il terrorismo non c'entra con i clandestini perché gli attentatori di oggi erano arrivati nel 2015.


Girala come vuoi, ma se gli attentatori sono figli o nipoti di immigrati, quindi nati e cresciuti tra gli occidentali che puoi fare?
E che mi dici di quella famiglia di Napoli radicalizzata?
Il problema non è di facile soluzione e i rimedi che si sentono dai vari politici che tirano acqua al proprio mulino servono solo a far eccitare gli elettori.

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^