Sk Hynix posticipa l'avvio della produzione delle memorie ReRAM

Sk Hynix posticipa l'avvio della produzione delle memorie ReRAM

Non prima del 2015 l'avvio della produzione in volumi delle memorie a memristore, ma potrebbe essere ulteriormente posticipata nel caso i costi non siano competitivamente sostenibili

di Andrea Bai pubblicata il , alle 16:24 nel canale Scienza e tecnologia
 

La produzione delle memorie ReRAM da parte di SK Hynix non prenderà il via ne' quest'anno ne' il prossimo: la compagnia ha infatti affermato che solo nel 2015 si potrà pensare di realizzare questa innovativa memoria, ma solo se la sua produzione potrà essere sostenibile da un punto di vista dei costi.

Lee Jung Hoon, responsabile della divisione advanced device and process integration per SK Hynix, ha dichiarato in un'intervista a Bloomberg: "L'avvio o meno della produzione in volumi avverrà dalla competitività dei costi sul mercato. Avverrà non prima del 2015". SK Hynix ha collaborato con HP, IBM e Toshiba per lo sviluppo dei chip di memoria ReRAM. Di conseguenza le tre compagnie saranno le prime realtà a ricevere i frutti della produzione iniziale delle memorie ReRAM da parte di SK Hynix.

Le memorie ReRAM, o Resistive RAM, si basano sul memristore il quarto elemento di base dei circuiti teorizzato nel 1971 dal professor Leon Chua e dimostrato per la prima volta dai ricercatori HP Labs nel corso del 2006. Si tratta di memorie che richiedono meno energia, rispetto alle soluzioni attuali, per il funzionamento e che sono in grado di conservare l'informazione anche in assenza di corrente. Le memorie ReRAM sono contraddistinte da una serie di caratteristiche che le rendono un potenziale mezzo di stoccaggio dati universale, potendosi comportare cioè come memoria flash, come memoria RAM e anche come memoria di massa.

Lo scorso anno alcune previsioni avevano delineato un possibile impiego delle memorie ReRAM all'interno dei dispositivi consumer già per il 2014-2015. Alla luce degli attuali piani di SK Hynix, tuttavia, tale orizzonte temporale viene posticipato di almeno un anno.

4 Commenti
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LMCH27 Giugno 2013, 21:15 #1
Il memristore è un tipo di componente elettrico totalmente nuovo ma proprio nuovo-nuovo visto che "completa" la terna degli elementi passivi di base resistore, capacitanza, induttanza trasformandola in una quaterna; c'era da aspettarsi che in fase di industrializzazione incontrassero problemi.

Tutti i tool di analisi e gli strumenti di test, sino ad ora non tenevano conto delle particolarità dei memristori quindi oltre a mettere a punto le metodologie di produzione bisogna fare lo stesso per metodologie e strumenti di test e progettazione.

Solo che mi sembra ne stiano incontrando più del previsto.

O forse vogliono fare la transizione senza esporsi troppo economicamente in un momento in cui non si sa bene come andrà il mercato.
LMCH28 Giugno 2013, 03:00 #2
@M47AMP:
Se non sbaglio i primi chip di memoria basati su memristori avranno interfacce esterne (interfacce fisiche e protocolli) come i chip flash-eprom.
Poi il motivo per cui le memorie ed i circuiti logici "a più stati" non piacciono è che quelli attuali sono per loro stessa natura meno affidabili, i memristori invece promettono di essere più facili da gestire sul lato controllo degli errori ecc.

Anzi, per varie applicazioni le memorie a memristori promettono di essere molto interessanti proprio dal punto di vista di immunità "prevedibile" nei confronti di vari tipi di errori/malfunzionamento di lettura/scrittura e di memorizzazione nel tempo.

Considerando chi sta lavorando sulle memorie a memristori non credo che il resto dell'industria elettronica sia preoccupata o voglia mettergli i bastoni tra le ruote, semmai stanno a guardare per vedere se funziona e poi partono pure loro con la "rottamazione" delle flash-eprom.

Il "se funziona" è relativo ad eventuali problemi imprevisti che emergono durante l'ingegnerizzazione della produzione su larga scala e che magari fanno alzare troppo i costi di produzione o che fanno capire che i memristori non sono così competitivi come ci si aspettava.
LeaderGL228 Giugno 2013, 18:29 #3
...ai vari ed eventuali problemi bisogna aggiungere una osservazione non da poco: nuovi tipi di memoria non vedranno facilmente la luce se non possono essere inseriti in package compatibili con le interfacce esistenti.

Realizzi una nuova unità per l'immagazzinamento dei dati ma se non puoi usare interfacce già esistenti e standardizzate (utilizzate in tutti i dispositivi) come:
- DDR
- EMMC
- etc
non la venderai mai.
Willy_Pinguino29 Giugno 2013, 21:50 #4
C'è poco da dire, con le ReRam andrebbe riprogettato tutto, dall'hardware al software al firmware, visto che ora come ora il dato esiste come dato elaborato o dato registrato, mentre con le ReRam la differenza si può perdere (a meno che non si creino device diversi per una versione ReRam degli ssd e una versione ReRam al posto della ram di sistema, che comunque vorrebbe dire ridisegnare parte dei controllerram esistenti.

vedo molto più probabile l'arrivo di questo tipo di memorie nei sistemi mobile come smartfone e tablet dove ram e stoccaggio potrebbero essere integrate con ovvi vantaggi dal punto di vista energetico... ci vorrebbe un player come Apple che ne integri i frutti per lanciare la produzione di massa su un eventuale iPhone 6 o 7 o iPad 5 o 6 dove il prezzo della novità sarebbe assorbito dall'aspetto fashon del prodotto ma le quantità produttive sarebbero talmente elevate da lanciare e testare delle linee produttive di grande capacità...
poi dovendo riprogettare praticamente tutto, dal SO all'hardware, mi pare che Apple sia l'unica (forse ci potrebbero stare anche nintendo e sony in ambito game mobile) ad avere il totale controllo del prodotto.

altro ambito di evoluzione potrebbe essere l'ambito fotografico dove non servirebbe più una memoria temporanea ed una di stoccaggio ma tutto potrebbe essere integrato nello stesso dispositivo ed il fattore costo sulle linee professionali potrebbe assorbire con un certo agio l'alto costo di sviluppo iniziale.

manca in questo caso un ambito militare che faccia da volano alla ricerca iniziale, ma mi pare che la ricerca militare ormai non sia più il motore di sviluppo di molti ambiti della ricerca...
pare che finalmente la guerra non muova più direttamente la ricerca tecnologica umana!

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