Storage ottico, codificata informazione in cinque dimensioni

Storage ottico, codificata informazione in cinque dimensioni

Particolari nanostrutture di quarzo consentono di stoccare l'informazione per un tempo praticamente illimitato, questa la scoperta dell'Università di Southampton

di Andrea Bai pubblicata il , alle 17:24 nel canale Scienza e tecnologia
 

L'impiego di vetro nanostrutturato ha permesso agli scienziati dell'University of Southampton di dimostrare sperimentalmente per la prima volta la registrazione ed il processo di recupero di dati digitali pentadimensionali tramite la scrittura laser ad impulsi ultra-brevi.

Questo tecnica permette di ottenere risultati senza precedenti nel campo dello storage, come ad esempio la possibilità di giungere ad una capacità di 360TB per disco, stabilità termica fino a 1000°C e una durata nel corso del tempo virtualmente senza limiti. L'informazione è stata registrata su un substrato caratterizzato da nanostrutture autoassemblate in quarzo fuso, che permette di conservare enormi quantità di dati per milioni di anni. La codifica dell'informazione è stata realizzata in cinque dimensioni: oltre alle tre dimensioni spaziali, sono state utilizzate anche la dimensione e l'orientamento delle nanostrutture in quarzo.

Con questo sistema i ricercatori hanno registrato una copia digitale di un file di testo da 300KB. La presenza delle nanostrutture modifica il modo in cui la luce viaggia attraverso il vetro, modificandone la polarizzazione. Queste variazioni possono essere lette da una combinazione di microscopi ottici e polarizzatori.

Jingyu Zhang, responsabile del progetto di ricerca, ha commentato: "Stiamo sviluppando una forma molto stabile e sicura di memoria portatile utilizzando il vetro, che potrebbe essere molto utile per le organizzazioni con grandi archivi. Al momento le compagnie devono replicare i propri archivi ogni cinque-dieci anni dal momento che la memoria hard-drive ha una vita relativamente breve. I musei che vogliono preservare informazioni o i luoghi come gli archivi nanzionali che posseggono numerosi documenti, potranno davvero beneficiarne".

La ricerca, portata avanti in forma congiunta con l'Eindhoven University of Technology, è stata presentata alla Conference on Lasers and Electro-Optics di San Jose. I ricercatori stanno ora cercando partner commerciali per poter portare sul mercato la nuova tecnologia.

7 Commenti
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supermario12 Luglio 2013, 18:07 #1
quindi in futuro saranno 1000 anni di sfiga a chi rompe il disco di vetro
PeK12 Luglio 2013, 19:02 #2
le memorie isolineari di star trek

http://en.memory-alpha.org/wiki/Isolinear_chip
Dumah Brazorf12 Luglio 2013, 19:20 #3
I cristalli del primo Superman no?
Drest12 Luglio 2013, 21:32 #4
tutto molto bello fino a
Queste variazioni possono essere lette da una combinazione di microscopi ottici e polarizzatori.

lo volevo per il desktop
alexdal15 Luglio 2013, 09:12 #5
Infatti: prima che un esperimento porti ad un prodotto commerciale ne passa di tempo.

In questo sito si legge almeno una volta alla settimane un annuncio di qualche esperimento ma fino ad ora non ho visto nulla di valido commercialmente almeno a livello consumer.

Pero' tanti ricerche alla fine portato ad una grande innovazione.

Quello che ho sempre pensato io e' perche' la memoria deve avere solo due stati?

Se un singolo bit invece di essere acceso o spento, +5v e -5v. 0 o 1 potesse avere 8 256 65000 stati, l'informazione sarebbe esponezialmente incrementata.

un CD considera buco o non buco, se invece il laser fosse molto preciso di potrebbe avere la profondita' di ogni buco sul singolo layer e anche di dimensioni variabili
quindi se pensiamo a 256 profondita' per 8 dimensioni su un singolo blu ray si arriverebbe a 100 Terabyte per disco a 4 layer
!fazz15 Luglio 2013, 11:32 #6
Originariamente inviato da: alexdal
Infatti: prima che un esperimento porti ad un prodotto commerciale ne passa di tempo.

In questo sito si legge almeno una volta alla settimane un annuncio di qualche esperimento ma fino ad ora non ho visto nulla di valido commercialmente almeno a livello consumer.

Pero' tanti ricerche alla fine portato ad una grande innovazione.

Quello che ho sempre pensato io e' perche' la memoria deve avere solo due stati?

Se un singolo bit invece di essere acceso o spento, +5v e -5v. 0 o 1 potesse avere 8 256 65000 stati, l'informazione sarebbe esponezialmente incrementata.

un CD considera buco o non buco, se invece il laser fosse molto preciso di potrebbe avere la profondita' di ogni buco sul singolo layer e anche di dimensioni variabili
quindi se pensiamo a 256 profondita' per 8 dimensioni su un singolo blu ray si arriverebbe a 100 Terabyte per disco a 4 layer


si con il costo per un lettore di qualche migliaia di euro e una robustezza agli errori pari a zero
tuttodigitale15 Luglio 2013, 15:56 #7
Originariamente inviato da: alexdal
Se un singolo bit invece di essere acceso o spento, +5v e -5v. 0 o 1 potesse avere 8 256 65000 stati, l'informazione sarebbe esponezialmente incrementata.

un CD considera buco o non buco, se invece il laser fosse molto preciso di potrebbe avere la profondita' di ogni buco sul singolo layer e anche di dimensioni variabili
quindi se pensiamo a 256 profondita' per 8 dimensioni su un singolo blu ray si arriverebbe a 100 Terabyte per disco a 4 layer

è quello che succede nelle memorie MLC e con la possibilità di salvare 2 bit per cella (4 sono gli stati possibili) la durata scende dalle 100.000 cicli di scritture delle SLC a circa 5000.
Per quanto riguarda il CD i problemi sarebbero diversi.
1) basta un piccolissimo, impercettibile alone sul disco per variare il valore dei bit..
2) i masterizzatori dovrebbero incidere le informazioni con la stessa identica potenza, in caso contrario si creerebbero problemi di incompatibilità.
3) il laser dovrebbe lavorare in un range di temperatura e umidità ben più ristretti, per garantire appunto che la potenza sia ben calibrata.
4) anche il circuito di alimentazione deve essere adeguatamente refrigerato ed essere composto da componenti con tolleranza minima..


Originariamente inviato da: alexdal
Se un singolo bit invece di essere acceso o spento, +5v e -5v. 0 o 1 potesse avere 8 256 65000 stati, l'informazione sarebbe esponezialmente incrementata.

Il problema rumore non lo consideri?
Perchè un segnale analogico per definizione è un segnale continuo nello spazio (e nel tempo) è composto da un numero infinito di bit. Eppure l'esperienza ci insegna che l'analogico non è proprio la soluzione ideale, quando si tratta di trasferire e immagazzinare, dati.
Con 65000 stati e (10V? si parla di 1,8 al massimo 3,3 per le memorie NAND http://download.micron.com/pdf/data...b_nand_m49a.pdf ) vuol dire avere una tolleranza di +-0,025 mV....E per quanto se ne dica, ad ogni ciclo il materiale si deteriora e con esso si modifica il funzionamento.
Notare che addirittura oggi è permesso un buon 10% di tolleranza nel voltaggio di alimentazione...

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