Tesla Powerwall, arriva la batteria per alimentare la casa

Tesla Powerwall, arriva la batteria per alimentare la casa

Un progetto ambizioso che diventa realtà, proposto da Tesla a prezzi più vantaggiosi rispetto alla concorrenza. Scopriamo insieme prima di tutto di cosa si tratta, descrivendo alcuni scenari d'uso di questo accumulatore di energia per le abitazioni e le aziende

di Alessandro Bordin pubblicata il , alle 15:53 nel canale Scienza e tecnologia
Tesla
 

In molti conosceranno il marchio Tesla per l'accattivante supercar elettrica, ma il CEO Elon Musk ha recentemente precisato che le ambizioni vanno ben oltre, motivo per cui è scontato attendersi proposte in grado di coprire anche altre esigenze. L'automotive, insomma, è solo uno degli ambiti su cui Tesla ha messo gli occhi, essendo un'azienda che si prefigge di innovare in tutti i settori che coinvolgono l'energia.

La prova viene dalla concretizzazione di un progetto annunciato da tempo e che va sotto il nome di di Tesla Powerwall, di fatto una batteria ricaricabile ideata per l'utilizzo in casa o in azienda. Pensiamo alla batteria del nostri smartphone, immaginiamola molto più grossa e del peso di 100Kg da appendere su un muro ed avremo una prima, grossolana idea di cosa sia Tesla Powerwall.

Sembra una caldaia magra (dimensioni 130 cm x 86 cm x 18 cm), con capacità di 7 kWh oppure 10 kWh accumulati con al tecnologia a polimeri di litio, vendute negli USA rispettivamente a 3000,00 USD e 3500,00 USD, a cui aggiungerne circa 500 per la messa in opera. La tensione è di 350 – 450V con 5.8A nominali e 8,6A di picco.

Ora viene la domanda più importante, ovvero a cosa serve, seguita da altre che possano meglio inquadrarla in un contesto casalingo o aziendale. Andiamo con ordine. Come ben sappiamo, molti dei problemi legati alla produzione di energia e al suo successivo utilizzo sono legati alla non contemporaneità dei due eventi. Esistono picchi di utilizzo quando l'energia magari non viene prodotta a sufficienza, inoltre è possibile immagazzinarne solo una piccolissima parte per un successivo utilizzo.

L'ambizioso progetto Tesla Powerwall si propone di risolvere almeno parte dei problemi in un colpo solo. Sia chiaro: esistono già in commercio soluzioni simili della concorrenza, ma con prezzi molto più elevati e con una vita media della batteria decisamente inferiore, tanto da non essere ritenute ancora convenienti nemmeno nel lungo termine. Tesla promette invece una vita media di Powerwall di 10 anni, con un prezzo decisamente inferiore. Da qui il motivo dell'ampio risalto mediatico che si sta meritando questo prodotto: almeno sulla carta è la prima proposta di questo tipo a risultare conveniente e potenzialmente molto interessante. 

I vantaggi maggiori si avranno in abbinamento a sistemi fotovoltaici o microeolici, ma non smettete di leggere ora se queste soluzioni non vi hanno mai convinto fino in fondo, perché Powerwall serve anche ad altri. Il vantaggio per chi possiede strumenti di autoproduzione di energia sono evidenti: il surplus di energia che ora viene rivenduto a prezzi stracciati ai grandi distributori può essere dirottato su Powerwall, che sarà in grado di erogarla quando servirà nell'arco della giornata o della notte.

Questo si traduce immediatamente in un minor esborso per acquistare direttamente energia quando i pannelli non bastano, oltre ad utilizzare le batterie quando i pannelli non producono nulla o quasi, come avviene ad esempio di notte. I vantaggi non finiscono qui: chi non possiede pannelli solari può sempre scegliere di caricare Powerwall quando l'energia costa meno, utilizzando quella accumulata nelle fasce orarie in cui l'energia ha un costo più elevato.

Vantaggio non di poco conto è anche la possibilità di avere energia in caso di blackout, poiché di base può fungere come da gruppo di continuità per il sistema casa o azienda. Per queste ultime è possibile installarne anche più di una, ovviamente. Nella testa di alcuni appassionati sarà forse nata una domanda, ovvero se sono state prese contromisure contro il surriscaldamento: la risposta è sì, poiché Tesla nomina un sistema di controllo a liquido nella pagina delle specifiche.

La commercializzazione non avverrà solo negli USA, nel corso dell'estate, ma arriverà subito dopo anche in Germania. A seguire Tesla Powerwall arriverà anche in altri paesi europei fra cui l'Italia. Con la speranza che i grandi distributori e il fisco non si inventino qualcosa per rendere questo prodotto conveniente più per loro che per noi.

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195 Commenti
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giomini04 Maggio 2015, 16:23 #1
Ogni volta che viene usata la parola "voltaggio", Alessandro Volta muore.
zappy04 Maggio 2015, 16:26 #2
Interessante, ma le "normali" batterie al litio non "vivono" per circa 500 cicli di carica/scarica? Come fa a durare 10 anni (cioè indicativamente 3600 cicli)?
Mparlav04 Maggio 2015, 16:28 #3
La parte più innovativa di questo prodotto Tesla è data dal prezzo: un sistema d'accumulo con batterie Li-Po da 7-10 KWh con un prezzo di lancio di 3000-3500 $ e durata 10 anni (inverter, installazione e tasse escluse), darà una bella scossa al mercato.

Un prodotto simile è il BOSCH BPT-S 5 HYBRID:
http://www.solarenergypoint.it/shop...-bpt-s-5-hybrid

(con potenza nominale di 5kW e capacità compresa tra 4,4kWh  e 3,2kWh), sempre Li-Po, durata 20 anni. Costa 12.500 euro (senza IVA, installazione ma è incluso l'inverter che incide per un 7-800 euro).
Simonex8404 Maggio 2015, 16:28 #4
"voltaggio" a parte, ho avuto anche un conato nel leggerla, mi sembra una buonissima soluzione per una casa sempre più green
piererentolo04 Maggio 2015, 16:29 #5
Comoda per gli appartamentini di villeggiatura! Togliere il contratto elettrico permette di risparmiare anche sulla tariffa rifiuti. Ci vuole solo il vicino che la faccia ricaricare quando è empty
Alessandro Bordin04 Maggio 2015, 16:39 #6

Pur essendoci anche nella Treccani (http://www.treccani.it/vocabolario/voltaggio/) ho messo "tensione" al posto di "voltaggio", per i palati fini.

the_joe04 Maggio 2015, 16:43 #7
http://www.treccani.it/vocabolario/voltaggio/

voltàggio
Vocabolario on line
voltàggio s. m. [der. di volta3, sul modello del fr. voltage]. – Francesismo usato talora in luogo di tensione elettrica o di differenza di potenziale elettrico o anche di forza elettromotrice: v. di una pila; alto, basso v., ecc.

A parte questo, per chi ha un impianto fotovoltaico potrebbe essere una buona soluzione.
La durata deve essere lunga altrimenti non recuperi mai l'investimento anche perchè durante la notte quanto un impianto fv non produce la corrente costa di meno.....

EDIT scritto assieme a Bordin ;-)
Simonex8404 Maggio 2015, 16:46 #8
Originariamente inviato da: Alessandro Bordin
Pur essendoci anche nella Treccani (http://www.treccani.it/vocabolario/voltaggio/) ho messo "tensione" al posto di "voltaggio", per i palati fini.


lo sai che siamo degli squali, appena vediamo una parvenza di "errore" ci fiondiamo al volo
Mparlav04 Maggio 2015, 16:51 #9
Tesla dichiara 10 anni per il suo sistema, tempo che sei arrivato ad ammortizzare la spesa, che devi cambiarlo

Diciamo che occorre valutare con MOLTA attenzione l'opportunità di un sistema d'accumulo; ad esempio in impianti isolati dove il costo d'allacciamento può essere elevato.

E valutando sistemi tipo fotovoltaico+micro eolico oppure fotovoltaico+geotermico.

La strada è stata aperta da tempo usando batterie più economiche ma anche di minore "densità".
Con le Litio a quei prezzi, c'è un'ulteriore salto di qualità/prezzo, ma sarei molto cauto.
Alessandro Bordin04 Maggio 2015, 16:54 #10
Originariamente inviato da: Simonex84
lo sai che siamo degli squali, appena vediamo una parvenza di "errore" ci fiondiamo al volo



Lo so, ma vi voglio bene così :P

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