AMD Open 3.0: un nuovo step per OpenCompute Server

AMD Open 3.0: un nuovo step per OpenCompute Server

AMD propone nuove specifiche per le schede madri adottate nei sistemi OpenCompute Server, grazie alle quali i produttori potranno sviluppare sistemi particolarmente flessibili a partire da una serie di componenti comuni

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 13:01 nel canale Server e Workstation
AMD
 

Si tratta di un'interessante iniziativa per il mercato dei sistemi server quella annunciata da AMD nella giornata di ieri. Ci riferiamo a AMD Open 3.0, nome che identifica una piattaforma standardizzata per sistemi server rack che punta ad offrire una elevata flessibilità d'uso mantenendo un design e un posizionamento dei componenti che sia il più possibile standard.

Tutto nasce dalle specifiche OpenCompute Server sviluppate da Facebook negli scorsi anni, alla base del design di server open che possano venir utilizzati nei datacenter dell'azienda americana. L'esigenza di realtà come Facebook, ma lo stesso vale per Google, è quello di abbinare elevata potenza di elaborazione ottenuta con più server che operano in parallelo bilanciando questo con un consumo che sia il più possibile contenuto. Tutto questo deve essere ottenuto con hardware ridotto al massimo così da ridurre i costi e allo stesso tempo con componenti che siano facilmente sostituibili in caso di malfunzionamento.

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Le specifiche 3.0 di AMD vanno nella direzione di rendere questa piattaforma sempre più adatta alle esigenze non solo di Facebook e di grandi realtà dei datacenter, ma più in generale adottata da produttori OEM e ODM per proprie proposte. Il design della scheda madre riprende una forma a T: questo permette di montare memoria e processori nella parte frontale, lasciando spazio per un sistema di alimentazione anche doppio che non porti calore addizionale all'interno del sistema ma venga espulso direttamente.

Un approccio di questo tipo permette anche di rendere disponibile un elevato numero di slot memoria per ciascun socket, caratteristica apprezzata in ambito server dove per molti scenari di utilizzo tipici una dotazione di memoria fisica molto elevata permette di ottenere prestazioni più elevate, o una superiore densità dei server virtuali presenti.

Nella parte posteriore della scheda madre sono presenti le tradizionali connessioni di rete Gigabit, oltre a varie tipologie di Slot PCI Express così da fornire adeguato supporto a schede di espansione. E' evidente come questa scheda madre sia stata sviluppata privilegiando la flessibilità di configurazione: a seconda delle esigenze dello specifico cliente sarà possibile integrare o meno alcuni dei componenti, riducendo i costi oltre a semplificare il mantenimento dell'infrastruttura nel suo complesso.

Un design di questo tipo è compatibile con chassis rack da 1 unità, 1,5 unità, 2 unità oppure 3 unità: la risultante è una notevole flessibilità nella configurazione dei differenti server, con modelli che possono essere utilizzati per ambiente cloud, per ambiti HPC oppure per lo storage in datacenter.

L'iniziativa OpenCompute Server, e di conseguenza anche quella AMD Open 3.0, vanno nella direzione di creare un ecosistema completo nel quale i componenti hardware possano venir facilmente installati nei sistemi server seguendo specifiche standard adottate da tutti i produttori. Il risultato è una semplificazione nel processo di costruzione dei prodotti oltre che nel mantenimento in funzione dei server, riducendo il numero di componenti che devono essere disponibili nei grandi datacenter per sostituzioni in caso di malfunzionamento. Un esempio viene dagli chassis rack adottati, che possono ospitare alternativamente schede madri con CPU AMD oppure Intel in quanto i punti di contatto e il posizionamento dei differenti componenti sono comuni.

Ulteriori informazioni su questa iniziativa sono disponibili sul sito AMD a questo indirizzo.

1 Commenti
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s0nnyd3marco17 Gennaio 2013, 15:30 #1
Questa e' veramente una bella iniziativa, spero anche produttori si decidano a seguirla.

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