Cool-Flo: raffreddamento a liquido per server a prova di perdite

Cool-Flo: raffreddamento a liquido per server a prova di perdite

Un sistema di raffreddamento in grado di operare ad una pressione inferiore a quella atmosferica, in modo tale che qualunque danneggiamento ai tubi non comporti una perdita dei liquidi

di Andrea Bai pubblicata il , alle 15:32 nel canale Server e Workstation
 

Il California Institute for Telecommunications and Information Technology (CALIT2) e l'University of California San Diego hanno dato il via ad un test per mettere alla prova una nuova tecnologia di raffreddamento a liquido destinata ad installazioni server.

La particolarità del nuovo sistema è rappresentata dal fatto che la circolazione dei fluidi interni avviene ad una pressione inferiore a quella atmosferica, caratteristica che consente di scongiurare la perdita di liquidi nel caso di eventuali danneggiamenti e che risulta particolarmente importante negli ambienti server dove è necessario assicurare l'affidabilità dei sistemi.

Il sistema, che può essere utilizzato su server di qualsiasi form factor, è stato installato su tre server ad 1 unità situati presso la sala server del CALIT2 con lo scopo di sondare sia l'efficacia dell'apparato, sia il miglioramento dell'efficienza energetica impiegando il sistema di raffreddamento a liquido.

Lo sviluppatore di questo sistema è l'azienda Flometrics, realtà specializzata nella realizzazione di soluzioni di fluidodinamica. Il sistema di raffreddamento fa uso della pompa Cool-Flo, il cui progetto è derivato dalle tecnologie di raffreddamento impiegate per i motori a reazione ed è stato sviluppato grazie al supporto del programma NASA dedicato alle attività di ricerca e innovazione portate avanti da realtà di piccole dimensioni. Il sistema di raffreddamento è inoltre caratterizzato da un meccanismo hot-swap a prova di perdite, che consente di effettuare interventi di manutenzione senza dover disattivare l'intero sistema.

Steve Harrington, CEO di Flometrix, spiega: "Non solo si ha un risparmio energetico del 25% o 35%, ma si abbassano le temperature di esercizio di 30 gradi, consentendo di incrementare la densità nei data center. Cool-Flo è adatto alle esigenze dei server di CALIT2, a fronte dell'impegno dell'istituto di ridurre l'impatto energetico del campus IT e di migliorare l'efficienza energetica". La riduzione del consumo energetico, rispetto all'impiego di tradizionali soluzioni di raffreddamento, deriva dal minor utilizzo di sistemi di condizionamento dell'aria, da una minor energia dissipata dai processori e da un minor uso delle ventole di aerazione dei server.

3 Commenti
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Vodka27 Settembre 2012, 20:41 #1
Ho provato a guardare i link nell'articolo ma mi sfugge il funzionamento di questa tecnologia, ma ammetto di non aver ricercato a fondo.

Posso solo immaginare che per permettere un circolo adeguato del liquido di raffreddamento ad un livello di pressione di quella atmosferica, ci sia un numero di pompe nettamente maggiore di quelle normalmente utilizzate.

Posso anche ipotizzare che sia orientato ad un sistema senza tanica e senza aria, sotto vuoto.

misterfrederx27 Settembre 2012, 23:31 #2
Forte.. rompi il tubo la pressione ritira il liquido e... (ipotizziamo siano disattivate le funzioni di monitoraggio temperatura) la macchina fonde
Vodka28 Settembre 2012, 15:07 #3
I server raffreddati, o meglio immersi, in olio dielettrico sono già utilizzati.

Probabilmente questa tencologia permetterà costi e spazi minori, e manutenzione più semplice, rispetto alla immersione.

Ora non so la densità/viscosità degli oli dielettrici migliori , ma probabilmente potrebbero anche usarlo in questo sistema, sebbene dubito che sia pompabile mantendendo una pressione bassa.

Alla fine un sistema a liquido è più rischioso sugli accordi, dove una pressione alta e gomma non benissimo bloccata rischiano "getti" di liquido durante una manutenzione in "mani da muratore".

Ma tra agganci idraulici hot swap e rubinetti è molto arginata.
Sinceramente un impianto a liquido richiede una manutenzione quasi nulla, quindi dubito che per un aggiornamento di ram un omino si armi di pinze e cominci ad attaccarsi a tubicini random manco fosse un Tarzan con nostalgia di liane.

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