CPU e GPU in un sistema scalabile di HP

CPU e GPU in un sistema scalabile di HP

Con ProLiant SL6500 Scalable System HP estende il proprio concetto di sistema scalabile: uno chassis rack a 4 unità nel quale inserire sino ad un massimo di 8 sistemi

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 14:34 nel canale Server e Workstation
HP
 

HP ha annunciato la disponibilità della propria serie ProLiant SL6500 Scalable System, soluzione in chassis blade desinata specificamente per quegli utenti che massimizzano la densità di elaborazione e che vogliono sperimentare anche l'utilizzo di GPU per calcoli paralleli in ambito scientifico.

La particolarità di questi nuovi sistemi HP è quella di bilanciare elevata densità di elaborazione con livelli di prezzo che non vogliono essere quelli per certi versi anche proibitivi di molte soluzioni blade di fascia alta. L'obiettivo è quello di fornire un bilanciamento ideale ai propri clienti, rimuovendo quei componenti che in ambio HPC non sono indispensabili in un nodo di calcolo.

Il sistema SL6500 Scalable System si compone del singolo nodo ProLiant SL170 Server series, con un ingombro pari a mezza unità rack (due unità di questo tipo affiancate hanno un ingombro complessivo di 1 unità rack), oppure di quello ProLiant SL390 G7 Server series, con ingombro che può essere pari a mezza unità rack oppure a 2 messe unità rack.

Nel Giugno 2009 HP aveva presentato una propria prima versione di sistema server scalabile, nella forma della serie ProLiant SL6000 della quale abbiamo parlato in questa notizia. In quel caso lo chassis rack a 2 unità poteva ospitare due distinti server, con alimentazione e sistema di raffreddamento condivisi, scelti tra 3 differenti proposte in funzione del livello di elaborazione richiesto. La proposta attuale prevede l'impiego di uno chassis rack a 4 unità, con il quale condividere sistema di raffreddamento e alimentazione con tutti i nodi che possono venir implementati.

Il nodo ProLiant SL170 è basato su chipset Intel 5520, abbinato a processori Intel Xeon serie 5500 (quad core) oppure Xeon 5600 (6 core) con 16 slot memoria DDR3 per un massimo di 192 Gbytes di memoria che possono venir instalati. Dal versante storage troviamo predisposizione per un massimo di 4 hard disk da 2 pollici e mezzo, oppure 2 da 3 pollici e mezzo, collegati al controller Smart Array B110i RAID integrato sulla scheda madre.

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Passando al nodo SL390 G7, sempre con form factor a mezza unità rack, troviamo le stesse tipologie di CPU della precedente serie con un massimo di 12 moduli memoria che possono venir installati, lasciando inviariata anche la flessibilità di combinazione per periferiche storage. A differenziare questo prodotto alcune funzionalitò di management più sofisticate, oltre all'integrazione del servizio Integrated Lights Out 3 (iLO 3). Onboard è inoltre presente una predisposizione, attraverso un adattatore Mellanox, per un link InfiniBand da 40 Gbytes al secondo, oppure due schede di rete 10 Gigabit.

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L'ultima configurazione proposta da HP prevede il nodo SL390 G7 a 2 unità rack di altezza, all'interno del quale è possibile ospitare sino ad un massimo di 3 schede video NVIDIA Tesla M2050 oppure M2070 per elaborazioni GPU Computing. Con questo tipo di nodo è possibile configurare, in un singolo chassis a 4 unità rack, un massimo di 4 sistemi indipendenti a doppio socket con ciascuno 6 core, con 3 GPU presenti all'interno di ogni sistema: nel complesso 12 GPU e 48 core di processore.

Questi sistemi sono alla base del nuovo supercomputer Tsubame 2, annunciato lo scorso mese di Maggio e la cui costruzione è in atto al momento attuale. Il committente, Tokyo Institute of Technology, ha scelto quindi di utilizzare nodi SL390 a 2 unità rack di altezza ciascuno con 3 GPU al proprio interno, così da massimizzare la potenza di elaborazione massima di picco tenendo in considerazione precisi limiti in termini di consumo complessivo. Nel complesso Tsubame 2 prevederà l'utilizzo di circa 1.400 nodi SL390.

1 Commenti
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hermanss07 Ottobre 2010, 15:34 #1

Bel sistemino non c'è che dire!

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