IBM zEnterprise: un sistema enterprise virtualizzato

IBM zEnterprise: un sistema enterprise virtualizzato

Con la nuova serie di soluzioni zEnterprise IBM propone sistemi di calcolo estremamente complessi, capaci di interfacciarsi con sistemi blade Power7 e System X utilizzando un approccio virtualizzato all'elaborazione

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 09:31 nel canale Server e Workstation
IBM
 

I sistemi zEnterprise di IBM, presentati ufficialmente alcuni giorni fa, rappresentano una importante novità nel settore delle soluzioni mainframe. Per la prima volta, infatti, server mainframe, Power7 e System X dell'azienda americana possono condividere risorse, venendo gestiti come se si trattasse di un grande unico sistema virtualizzato.

Il sistema abbina due nuove tecnologie, IBM zEnterprise BladeCenter Extension e IBM zEnterprise Unified Resource, ad una nuova architettura hardware mainframe zEnterprise. Accanto all'incremento prestazionale dato dall'utilizzo di una nuova generazione di processori IBM, quindi, troviamo nuovi approcci di gestione che permettono una condivisione di risorse e tangibili incrementi prestazionali in quegli scenari che vedono l'utilizzo parallelo di differenti architetture di calcolo sulle stesse tipologie di dati.

Cuore fisico delle nuove soluzioni zEnterprise è il processore z196, soluzione che va a sostituire di fatto la proposta quad core z10 utilizzata sino ad ora nelle architetture mainframe di IBM. La tecnologia produttiva passa dai precedenti 65 nanometri agli attuali 45 nanometri con l'impiego di tecnologia SOI per la costruzione, ferma restanto l'architettura alla base di tipo quad core.

ibm_zenterprise_shot.jpg (27324 bytes)

La principale differenza architetturale tra z196 e z10 risiede, oltre nella tecnologia produttiva, nell'integrazione di un set di 100 nuove istruzioni oltre ad alcune ottimizzazioni della pipeline per migliorare l'efficienza nell'esecuzione delle istruzioni. Per ogni core sono presenti 1,5 Mbytes di cache L2, mentre ogni processore integra al proprio interno memoria cache L3 di tipo eDRAM in quantitativo di 24 Mbytes: è proprio grazie all'utilizzo di memoria eDRAM che è stato possibile implementare ben 24 Mbytes di cache L3 per ogni processore.

IBM monta 6 di questi processori quad core su un singolo package chiamato central processor o CP, utilizzando quindi un design di tipo Multi Chip Module, di forma quadrata con lato da 9,6 cm; su ogni package sono montati anche 2 chip shared cache o SC, logiche di interconnessione tra i vari processori che integrano al proprio interno anche 4 blocchi di cache L4 da 24 Mbytes ciascuno. In un sistema completo IBM integra 96 di questi moduli MCM, per un totale di 2.304 core e 18.434 Mbytes di cache L4; per ogni MCM è possibile assegnare sino ad un massimo di 3 Terabytes di memoria configurata in Raid, oltre a 32 porte di Input/Oputput per un massimo di 288 Gbytes al secondo di bandwidth.

Un sistema zEnterprise può utilizzare sino ad un massimo di 80 CP per eseguire elaborazioni in parallelo; i restanti vengono indirizzati alla gestione di sistemi posizionati in cluster, delle periferiche di Input/Output oltre alle tecnologie di hot spare.

Il video è uno di quelli messi a disposizione da IBM nel proprio canale Youtube dedicato alle soluzioni zEnterprise; evidenzia gli elementi alla base delle nuove proposte della serie zEnterprise.

3 Commenti
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Narkotic_Pulse___27 Luglio 2010, 15:45 #1
che tamarrata però sembra un astronave
supertigrotto27 Luglio 2010, 18:18 #2

ma ci gira pacman in modo fluido?

o bisogna ottimizzarlo?
Tasslehoff09 Agosto 2010, 20:51 #3
Originariamente inviato da: Narkotic_Pulse___
che tamarrata però sembra un astronave
Astronave in tutto però, non solo esteticamente

Scherzi a parte, dal cliente dove sono a lavorare da un paio di anni (e dove rimarrò per un altro annetto almeno) c'è uno zSeries, per la precisione uno Z9 business (quindi il fratellino minore della serie mainframe precedente alla z10 che questo nuovo modello va a sostituire).

Ebbene, io non ci lavoro direttamente ma mi interfaccio soltanto con alcuni dei servizi esposti da quella macchina (o da una macchina virtuale che ci gira dentro), eppure devo ammettere che è impressionante la solidità e l'affidabilità di quell'oggetto.
Ovviamente parte del merito va anche al software che ci è stato sviluppato o installato sopra, però in oltre 7 anni di lavoro più o meno continuativo con quel cliente non abbiamo mai mai mai mai rilevato anche la minima discrepanza o problema, figuriamoci interruzioni
Fa venire i brividi

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