Intel guarda ai datacenter del futuro anche con nuovi chip

Intel guarda ai datacenter del futuro anche con nuovi chip

Intel delinea la propria strategia del futuro per i datacenter e anticipa quelle che saranno le future generazioni di chip, fatte anche di proposte SoC: grande attenzione al risparmio energetico ma senza sconti sulla potenza di calcolo

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 12:31 nel canale Server e Workstation
Intel
 

Il futuro delle soluzioni per datacenter passa, nella strategia di Intel, attraverso la propria gamma di CPU della famiglia Xeon affiancare da proposte SoC, System On a Chip, caratterizzate da livelli di consumo estremamente contenuti. Nella serata di ieri l'azienda americana ha annunciato per il prossimo anno il debutto del chip noto con il nome in codice di Broadwell, proposto in sistemi server in una declinazione standard affiancata da una con architettura SoC.

La prima andrà a prendere il posto delle proposte Haswell, di fatto rimpiazzando le tradizionali CPU della famiglia Xeon che integrano un elevato numero di core x86 con un altrettanto ampio quantitativo di memoria cache. La seconda è invece destinata a sistemi maggiormente integrati, con ambiti di utilizzo che vanno dai tradizionali server ad elevata densità di elaborazione spingendosi sino a proposte quali sistemi di networking e storage.

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Accanto a queste proposte Intel presenterà anche le soluzioni indicate con il nome in codice di Denverton, proposte della famiglia Atom a più basso consumo che andranno a prendere il posto di quelle Avoton. In questo caso il target di riferimento è quello delle proposte microserver, nelle quali si richieda una potenza di calcolo non elevata in assoluto per ogni processore ma questo venga accompagnato ad un alto numero di core integrati in ogni singolo chassis. Per tutte e 3 queste future generazioni di chip Intel adotterà tecnologia produttiva a 14 nanometri, con evidenti benefici in termini sia di dimensioni complessive sia di consumi.

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Abbiamo parlato di Deventon come successore di Avoton; quest'ultimo chip è atteso al debutto nel corso della seconda metà dell'anno con il nome commerciale di Atom C2000. Tra le caratteristiche tecniche segnaliamo la presenza in alcune versioni di un massimo di 8 core di processore, l'integrazione della componente di Input/Output, il supporto ai 64bit e alla correzione ECC della memoria oltre alla possibilità di gestire per ogni singolo processore sino ad un massimo di 64 Gbytes di memoria di sistema. La risultante sarà quella di mettere a disposizione dei clienti e dei partner una soluzione della famiglia Atom estremamente potente, adatta alla nuova generazione di sistemi microserver, con prestazioni per ogni watt consumato pari a 4 volte quelle fornite dall'attuale generazione di proposte Atom per sistemi microserver.

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Oltre questo Intel ha voluto rimarcare quale sia la propria strategia per il futuro dei datacenter, basata su un approccio flessibile dei sistemi rack. Ogni armadio verrà diviso in blocchi dedicati a storage, I/O, calcolo e memoria, così da meglio corrispondere alle differenti esigenze di ogni specifico ambito della infrastruttura a partire dal sistema di raffreddamento. Il sistema di alimentazione verrà condiviso tra i vari blocchi, mentre le interconnessioni avverranno con collegamenti in fibra ottica. La risultante finale sarà, nei piani di Intel, quella di incrementare l'efficienza complessiva dei singoli armadi rack, arrivando sino ad avere componenti di calcolo con processori sprovvisti di memoria locale e collegati ad un sistema di memoria condivisa ad elevata capienza che vada a servire tutti i nodi di calcolo presenti nell'armadio.

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