Intel MIC: poco interessante per le reali esigenze dell'HPC?

Intel MIC: poco interessante per le reali esigenze dell'HPC?

Secondo il CEO di Maxler le caratteristiche delle architetture MIC non rispondono alle reali esigenze dell'industria High Performance Computing

di Andrea Bai pubblicata il , alle 15:13 nel canale Server e Workstation
Intel
 

Knights Ferry e Knights Corner, le architetture Many Intel Core che l'azienda di Santa Clara sta sviluppando per gli ambiti dell'High Performance Computing, potrebbero non rappresentare in toto ciò che il settore HPC dell'industria chiede veramente.

E' questa l'opinione di Oskar Mencer, CEO di Maxeler, che viene raccolta dal sito web The Inquirer. Maxeler è una realtà che lavora all'interno del panorama HPC progettando e sviluppando acceleratori High Performance Computing basati su soluzioni Field Programmable Grid Array (FPGA).

Secondo Mencer Intel sta percorrendo una strada che non rispecchia esattamente le esigenze dell'industria HPC: con la proposta delle architetture MIC l'obiettivo di Intel è quello di semplificare le attività di programmazione delle macchine ma, sottolinea Mencer, la clientela interessata all'acquisto di soluzioni HPC si concentra molto di più sull'aspetto prestazionale (le performance-per-watt in particolare) e sui costi operativi.

Intel, come avevamo già avuto modo di osservare, sottolinea da tempo come nell'industria HPC sia opportuno rendere disponibili architetture e strumenti compatibili x86 in maniera tale da consentire a sviluppatori e programmatori di approcciarsi alle soluzioni HPC con la stessa logica applicata alla programmazione delle normali CPU x86, sfruttando però al contempo le potenzialità e le caratteristiche offerte dall'elevata parallelizzazione.

Chiaramente l'obiettivo di Intel è togliere spazio a quelle architetture parallele derivate direttamente da soluzioni GPU, tra le quali spiccano le famiglie di prodotti FireStream di AMD o Tesla di NVIDIA, anche se il CEO di Maxeler è convinto che i programmi l'azienda di Santa Clara in merito all'ambito HPC siano più volti al voler mettere una bandierina di presenza in questo mercato e continuare a concentrarsi sul business dei processori per sistemi desktop, notebook e server.

Mencer riconosce comunque che le architetture derivate da GPU, così come quelle basate su FPGA, richiedano maggiori sforzi di programmazione rispetto a quanto promesso dalle architetture MIC, ma precisa inoltre che lo sforzo aggiuntivo richiesto è ampiamente compensato dai vantaggi prestazionali offerti da tali soluzioni.

3 Commenti
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CrapaDiLegno21 Luglio 2011, 17:22 #1
Originariamente inviato da: "
Difficile (se non impossibile) per Intel competere con questi mostri utilizzando la solita architettura x86.

Non solo per prestazioni, ma anche e sopratutto per efficienza. Le GPU hanno piccoli core per fare calcoli che consumano relativamente poco e sono disponibili in grandissimo numero. Perché un core x86 possa eguagliare la potenza di calcolo di questi oggetti serve una sua completa rivisitazione che la porterebbe a non essere più l'architettura x86 che conosciamo. Tanto vale quindi usarne direttamente un'altra che non soffre dei problemi di evoluzione che ha avuto questa.

Intel più che fare in modo che sia la sua architettura (inefficiente) a fare la differenza, semplicemente propone un approccio alla programmazione diversa, quella dove non c'è dicotomia tra un algoritmo che gira sulla CPU rispetto a quello che gira sulla GPU. Questo effettivamente può migliorare le prestazioni in molti ambiti, sopratutto là dove la parallelizzazione spinta non è possibile evitando le latenze congenite nel modello proposto da nvidia.
Il punto debole di questa proposta è che non è sufficiente a raggiungere la concorrenza in prestazioni là dove la parallelizzazione degli algoritmi è possibile, che la propria architettura è inefficiente e chiunque con un processore simile ma non x86 può ottenere risultati migliori (è di poco la notizia che vi sono altre aziende che stanno creando micro multi core non x86 based, ma lo stesso Cell ha già dimostrato il proprio valore nell'efficienza e potenza raggiungibili usando approcci diversi da quelli qui proposti) e che nvidia non ha certo l'intenzione di continuare con questa divisione tra i due mondi CPU-GPU così come è oggi dal momento che sta sviluppando il progetto Denver.
D1o21 Luglio 2011, 17:48 #2
non sono d'accordo.

nvidia al momento domina perche non c'è alternativa. gli accelleratori attualmente in commercio sono soluzioni estremamente costose e proprietarie e non possono beneficiare di una economia di scala e di una base di utenti. ed i vari cavalieri sono ancora al di la dall'essere commercializzati.

inoltre cuda richiede la riscrittura del sw (cosa non agevole quando si ha a che fare con codici che vivono da 10+ anni e sono composti da centinaia di migliaia di righe)

va tenuto presente che gli enormi vantaggi prestazionali vengono anche da questo, una riscrittura da capo, magari con l'esperienza maturata nel frattempo ed avendo gia bene chiara tutta la situazione.

inoltre le soluzioni cuda vanno bene solo per una certa classe di problemi, mentre le proposte intel DOVREBBERO essere una via di mezzo tra cpu e gpu, quindi senz'altro piu deboli nelle applicazioni massivamente parallele, ma piu all-around. con il vantaggio gia accenntao che non è necessario riscrivere il codice per sapre che miglioramenti ci saranno (potrebbero essere del 100% come del 5%, è gia successo) ma basta farlo girare as-is.
Pleg21 Luglio 2011, 17:50 #3
Originariamente inviato da: Sir.TEO
Non c'è niente da fare... in questo settore Nvidia domina


Non molto: nVidia fa qualche centinaio di milioni di dollari l'anno con le soluzioni Tesla, e il TAM del mercato HPC credo sia intorno alla decina di miliardi di dollari l'anno. A dominare e' Intel con gli Xeon.
Ci sono mercati in cui Tesla sta conquistando spazi importanti (oil&gas, certi supercomputer) ma ha ancora parecchia strada da fare prima di diventare quello che nVidia vuole che diventi.

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