Oracle potrebbe sospendere il supporto a Red Hat e SUSE

Oracle potrebbe sospendere il supporto a Red Hat e SUSE

Dopo aver sospeso lo sviluppo di software per le piattaforme Itanium, l'azienda guidata da Larry Ellison potrebbe presto sospendere anche il supporto alle distribuzioni Linux più popolari

di Andrea Bai pubblicata il , alle 12:16 nel canale Server e Workstation
 

Dopo l'annuncio della sospensione dello sviluppo software per le piattaforme Itanium-based, Oracle potrebbe presto decidere di non supportare più le distribuzioni Linux Red Hat e SUSE e di garantire il supporto solamente alla propria versione Oracle Linux.

E' un analista di Forrester Research, Rich Fichera, a ventilare l'ipotesi, basata tra l'altro su alcuni elementi concreti. L'analista infatti afferma, sulle pagine di ZDnet: "Esiste una continua confusione sulla volontà di Oracle di supportare Red Hat o SUSE, con diversi clienti che fanno sapere che venditori Oracle hanno comunicato che non verrà supportata alcuna di queste distribuzioni in futuro, ma solamente Oracle Linux".

Resta da capire quale sia la posizione ufficiale di Oracle in questo frangente, ma se anche questa ipotesi dovesse essere confermata dai fatti diventerebbe un ulteriore passo nella strategia di consolidare la propria posizione sul mercato dei sistemi mission-critical con le proprie soluzioni Sun SPARC, di fatto la medesima motivazione che ha spinto Oracle a sospendere lo sviluppo software per le piattaforme Itanium.

Ricordiamo inoltre che nel corso delle passate settimane HP e i partner hanno pesantemente criticato Oracle per la decisione presa, accusandola di adottare pratiche non corrette per avvantaggiare il proprio giro d'affari legato alle soluzioni hardware.

14 Commenti
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s0nnyd3marco28 Aprile 2011, 12:27 #1
Ho i miei dubbi che chiudersi sulla propria piattaforma (hw + os + db) possa pagare. Capisco che dopo l'acquisizione di sun voglia spingere sulla vendita di solaris e di workstation sparc, ma chiudere cosi la porta ai partner e a chi aveva gia' speso un sacco di soldi per i loro prodotti la trovo una scelta discutiible.
Asterion28 Aprile 2011, 12:43 #2
E' un analista di Forrester Research, Rich Fichera, a ventilare l'ipotesi, basata tra l'altro su alcuni elementi concreti. L'analista infatti afferma, sulle pagine di ZDnet: "Esiste una continua confusione sulla volontà di Oracle di supportare Red Hat o SUSE, con diversi clienti che fanno sapere che venditori Oracle hanno comunicato che non verrà supportata alcuna di queste distribuzioni in futuro, ma solamente Oracle Linux".


Arroccarsi sulla propria posizione non credo porterà Oracle molto lontano, come diceva anche Sonny.
Specialmente quando si parla di Linux e del mondo open source dove la collaborazione è il vero motore del miglioramento.
Tasslehoff28 Aprile 2011, 13:16 #3
Dal punto di vista tecnico la cosa è ridicola anche soltanto considerando che la distribuzione linux di Oracle è di fatto una RedHat Enterprise rimarchiata.

A parte questo sarebbe una bella zappa sui piedi, IBM non aspetta altro.

Prima IBM ha rilasciato DB2 9.7 (detto appunto "ammazzaoracle" vista la compatibilità pl/sql pressochè totale), poi la piattaforma hardware X5 per scalare pressochè all'infinito con le risorse senza dover aumentare i nodi su cui distribuire il carico, ora questa potrebbe diventare la scusa perfetta per convincere i clienti che usano Oracle a passare a DB2.

Forza Ellison, se vuoi chiudere baracca e burattini sei sulla strada giusta!
Tedturb028 Aprile 2011, 13:30 #4
Originariamente inviato da: Tasslehoff
Dal punto di vista tecnico la cosa è ridicola anche soltanto considerando che la distribuzione linux di Oracle è di fatto una RedHat Enterprise rimarchiata.

A parte questo sarebbe una bella zappa sui piedi, IBM non aspetta altro.

Prima IBM ha rilasciato DB2 9.7 (detto appunto "ammazzaoracle" vista la compatibilità pl/sql pressochè totale), poi la piattaforma hardware X5 per scalare pressochè all'infinito con le risorse senza dover aumentare i nodi su cui distribuire il carico, ora questa potrebbe diventare la scusa perfetta per convincere i clienti che usano Oracle a passare a DB2.

Forza Ellison, se vuoi chiudere baracca e burattini sei sulla strada giusta!


spero anch'io
Oracle si sta qualificando come una delle aziende della peggior specie, pronta a spillare soldi in qualunque modo.
Ci credo che e' diventata una delle aziende con maggior liquidita' a wall street, ma mi auguro che i clienti non siano tanto scemi da pagare solo perche' oracle lo vuole, e invece cerchino alternative valide, che esistono eccome
mc1228 Aprile 2011, 13:31 #5
la vedo proprio come una sorta di suicidio. il tutto si appoggia su macchine che nel bene e nel male necessitano di Red Hat e Suse per mere questioni di supporto tecnico(vedi Dell), il che sappiamo bene essere fondamentale in questo ambito.
s0nnyd3marco28 Aprile 2011, 13:38 #6
Originariamente inviato da: Asterion
Arroccarsi sulla propria posizione non credo porterà Oracle molto lontano, come diceva anche Sonny.
Specialmente quando si parla di Linux e del mondo open source dove la collaborazione è il vero motore del miglioramento.


Senza considerare che qualcuno ha gia' un infrastruttura esistente e non vuole essere obbligato a prendere l'intero pacchetto hw os db da oracle. La modularita' e' un fattore fondamentale imho.
Relok28 Aprile 2011, 13:52 #7
Originariamente inviato da: Tedturb0
spero anch'io
Oracle si sta qualificando come una delle aziende della peggior specie, pronta a spillare soldi in qualunque modo.
Ci credo che e' diventata una delle aziende con maggior liquidita' a wall street, ma mi auguro che i clienti non siano tanto scemi da pagare solo perche' oracle lo vuole, e invece cerchino alternative valide, che esistono eccome


Beh che Oracle fosse una spilla soldi non è che sia una grossa novità.

Infatti soprattutto nel campo dei Database e delle Distro Linux le alternative ci sono eccome !
filippo198028 Aprile 2011, 13:58 #8
mah... anche a me non piace questo "forzare" le proprie soluzioni, sia ben chiaro, lo capisco perfettamente, ma mi sarei aspettato qualcosa di più "soft"...
MacLinuxWinUser28 Aprile 2011, 19:35 #9
A tutti è chiaro come vadano le cose quando uno chiude il mondo tecnologico e di software rendendo tutto propietario.

Abbiamo esempi di successo, apple che stava per chiudere e poi si è inventata qualcosa che le ha dato nuova linfa e sony, che solo dopo anni di tesardaggine, si è dovuta consociare a google per il sw nella lotta delle console e degli smartphone.

Ora mi domando cosa abbia in serbo oracle, nel senso che se da una parte sta chiudendo il suo software, magari dall'altra tirerà fuori nuove prestazioni da nuovo hardware oppure dirà alla gente di migrare gratis alle prime release del suo SO (se davvero è una versione commericale di red hat forse red hat verrà pagata comunque immagino)

Se non mi sbaglio red hat è di ibm, o è molto vicina all'azienda, visto che sviluppa linux per sistemi Z IBM. Pensate che oracle voglia aiutare i suoi rivali?

Forse la scelta di cui ci stiamo lamentando è la conseguenza del binomio IBM - RED HAT
mixmax9928 Aprile 2011, 21:11 #10
un po' di inesattezze nei vari commenti. Oracle linux non e' un semplice rebrand di redhat, ora Oracle ha la proprio versione del kernel ottimizzata per l'esecuzione dei suoi prodotti (annunciata all'oracle open world del 2010).

Redhat con ibm non c'entra nulla, non mescoliamo le cose.

Certo e' che una chiusura cosi' mi lascia abbastanza perplessa. Visto che in ogni caso di tratta non di rumours, ma dell'opinione di un analista, direi di aspettare a fare commenti fino ad una posizione ufficiale di oracle.

Per quanto riguarda itanium, Era piu' lo sforzo di continuare lo sviluppo di itanium che il guadagno evidentemente. Non credo proprio che oracle rinunci ai $$$ solo per fare dispetto ad HP!

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