Sino a 8 server in 4 unità rack per la massima densità di elaborazione

Sino a 8 server in 4 unità rack per la massima densità di elaborazione

I sistemi FatTwin abbinano in uno chassis rack a 4 unità sino ad un massimo di 8 server dual socket indipendenti: è questo un sistema orientato alla massima densità di elaborazione possibile, estensibile anche ad architetture di GPU per il calcolo parallelo

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 12:08 nel canale Server e Workstation
 

In concomitanza con l'E4 HPC Workshop 2012, evento che l'azienda emiliana ha organizzato quale luogo di confronto tra gli operatori di settore impegnati nel calcolo parallelo ad elevate prestazioni, Supermicro ha mostrato in funzione la propria nuova generazione di sistemi di calcolo ad elevata densità.

Il nome scelto è quello di FatTwin, cioè "gemelli grassi". Il punto di partenza di queste soluzioni è quello delle soluzioni Twin, con le quali in un singolo chassis rack a 1 unità sono inseriti due server x86 indipendenti ciascuno dotato di 2 socket. In seguito si è passati a 4 server in uno chassis rack a 2 unità, sino a FatTwin che integra in alternativa 8 server con due socket ciascuno in uno chassis da 4 unità rack, oppure senza variare lo chassis proponendo una versione con 4 server a doppia altezza con i quali poter installare anche GPU accanto alle CPU con architettura x86.

Un sistema di questo tipo, basato su processori Intel Xeon, permette di avere a disposizione una notevole potenza di calcolo in uno spazio complessivamente ridotto, proponendo una struttura che è molto simile concettualmente a quella dei blade server ma senza avere la complessità in termini di comunicazione tipica di queste soluzioni.

Un sistema FatTwin può venir utilizzato al meglio prendendo i singoli server come soluzioni a se stante, anche collegate tra di loro ma tendenzialmente prese come nodi singoli, sfruttando in questo la possibilità di installare per ogni nodo sino a 6 unità di storage da 2 pollici e 1/2. Rimane ovviamente sempre aperta l'opzione di collegare i sistemi tra di loro in forma più evoluta rispetto a quella ethernet integrata, necessaria quando i vari nodi devono comunicare tra di loro ad elevata bandwidth e ridotta latenza.

Da segnalare anche la possibilità di avere a disposizione una versione di questi sistemi dotati di certificazione per operare sino a temperatura ambiente di 47 gradi centigradi. In questo modo la temperatura del datacenter, quantomeno per quanto concerne la parte dei server e non quella dello storage NAS, può essere incrementata rispetto a quella standard nei centri di calcolo con un considerevole risparmio in termini di consumi complessivi.

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