Domain Name Front Running, l'ICANN indaga

Domain Name Front Running, l'ICANN indaga

L'ICANN avvia un'indagine per stabilire la diffusione e la portata delle pratiche di domain name front running, un meccanismo che ha particolari affinità con le operazioni di insider trading finanziario

di Andrea Bai pubblicata il , alle 14:28 nel canale Software
 

Insider trading anche nel mondo dei domini internet? Così pare, almeno secondo una serie di lamentele e accuse che hanno convinto l'Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, l'organismo che si occupa della gestione mondiale dei nomi di dominio e meglio noto ai più con l'acronimo di ICANN, ad avviare un'indagine al fine di accertare quale sia l'entità del problema.

Per i meno adusi alla terminologia finanziaria, ricordiamo che con i termini "insider trading" viene indicata quella pratica per la quale un individuo compie operazioni di compravendita di titoli di una determinata società, traendone beneficio, dopo essere venuto a conoscenza di informazioni riservate e altresì non di pubblico dominio per via della propria posizione professionale.

Pare che la stessa pratica si stia diffondendo nell'ambito della registrazione dei domini internet, assumendo il nome di "domain name front running" (DNFR): alcuni utenti e aziende hanno infatti comunicato all'ICANN di aver riscontrato episodi simili, dove alcuni individui interni alle diverse realtà che si occupano della registrazione e dell'assegnazione dei nomi di dominio hanno sfruttato informazioni tecniche (risultati di ricerche relative a nomi di dominio, tentativi accessi a nomi di dominio non registrati e via discorrendo) al fine di identificare gli eventuali domain name particolarmente popolari per registrarli a proprio nome ed, eventualmente, rivenderli in seguito a scopo di lucro.

Sebbene questo meccanismo sia illegale quando applicato al mercato finanziario, diversa è la situazione nel contesto della registrazione dei domini per via della presenza di un vuoto normativo proprio in questo ambito: l'ICANN non vieta in modo esplicito il monitoraggio di determinate informazioni che possano permette di stabilire se un nome di dominio è appetibile o meno e, in mancanza di un divieto esplicito, l'opera di monitoraggio non può essere (per ora) considerata illecita ai sensi di alcuna legge:

"Based on currently available information, the various acts of collecting names of interest from DNS, WHOIS, domain name availability checks, and other resources to preemptively register a domain name may appear be unfair, improper and even criminal to registrants but none of these assertions have been established by fact, policy or law."

L'indagine avviata dall'ICANN avrà lo scopo di verificare quale sia l'estensione e la portata del problema ed eventualmente provvedere alla scrittura di una serie di norme atte a regolare con precisione determinate pratiche ed operazioni.

Il Security and Stability Advisory Committee dell'ICANN, responsabile dell'inchiesta, ha messo a disposizione un indirizzo e-mail al quale comunicare eventuali episodi di DNFR comprensivi di tutte le informazioni necessarie e disponibili al fine di identificare con precisione e correttezza ogni singolo caso.

9 Commenti
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NoX8325 Ottobre 2007, 15:19 #1
Eh bè, vuoi a tutti i costi un nome a dominio azienda multimiliardaria? Paghi, e paghi bene Era mica successo con " l' AI FON? "
fmortara25 Ottobre 2007, 15:30 #2
Non credo sia corretto. è come se io mi registro il dominio fiat.it e poi mi faccio pagare per cederlo alla fiat. sopratutto se per farlo riesco a vedere dei documenti riservati che indicano che per quel determinato nome di dominio ci sono 100.000 richieste di accesso.
L'esempio della fiat nono è il migliore ma non me ne venivano altri per ora...
Diablix25 Ottobre 2007, 15:31 #3
Non oso immaginare quanti soldi c'ha fatto certa gente...

Originariamente inviato da: fmortara
Non credo sia corretto. è come se io mi registro il dominio fiat.it e poi mi faccio pagare per cederlo alla fiat. sopratutto se per farlo riesco a vedere dei documenti riservati che indicano che per quel determinato nome di dominio ci sono 100.000 richieste di accesso.
L'esempio della fiat nono è il migliore ma non me ne venivano altri per ora...


Che sarà vietato è sicuro, ma per quanto possa essere fastidioso, da quel punto non lo vedo così scorretto..
In fin dei conti non è di certo un'estorsione, per restare al tuo esempio niente e nessuno costringe la fiat a comprarsi il dominio fiat.it
Se la fiat accetta di pagare quei soldi è perchè comunque ritiene che ne valga la pena economicamente parlando.

La vera scorrettezza sta nell'aver fatto quei soldi grazie ad un'informazione che una persona qualunque non potrebbe mai avere... insomma, come per il mercato azionario facciò centinaia di migliaia se non milioni di euro/dollari sulle spalle di azionisti inconsapevoli traendo vantaggio da qualcosa che non dovrei assolutamente sapere..
Nockmaar25 Ottobre 2007, 16:36 #4
E intanto Luca Armani se l' è presa in quel posto. Senza nemmeno aver voluto lucrare sul suo cognome...

radioamatore26 Ottobre 2007, 04:20 #5
Le problematiche relative all'assegnazione dei nomi a dominio non sono facilmente risolvibili poichè riguardano decine di paesi diversi che hanno leggi diverse... Ricordo anni fa che fu presentato dall'Ulivo un disegno di legge (il famoso ddl Passigli) che poi non fu approvato perchè assolutamente laconico e impossibile da applicare... Secondo me deve valere la regola che un dominio è di chi lo registra per primo, punto e basta. Il problemi sono ben altri, e quelli si dovrebbero risolvere: ad esempio registrare un dominio è troppo facile e spesso si possono usare dati di intestatario assolutamente falsi/inventati, soprattutto per i domini .com e .net c'è un vero e peroprio far west.
giulioski26 Ottobre 2007, 09:32 #6
C'è gente davvero ottusa che non ha ancora capito come va avanti il mondo: il sistema ti frega oppure te freghi il sistema.
jekomac26 Ottobre 2007, 09:40 #7
[QUOTE=giulioski]"C'è gente davvero ottusa che non ha ancora capito come va avanti il mondo: il sistema ti frega oppure te freghi il sistema"

Già, già... ma ormai siamo agli sgoccioli: il tempo stringe e rimarrà solo la prima affermazione. Quando? Adesso siamo mucche al pascolo, domani siamo mucche di allevamento e neanche te ne accorgi...

Scusate l'O.T.
uvz26 Ottobre 2007, 18:23 #8
Ancora? Ancora? E' da anni che ogni tot di tempo si parla della vendita dei domini per farci i soldi. Anni fa ne parlavano come se lo avessero risolto; di consequenza davo per scontato, forse per mia ingenuità, che avessero vietato la vendita dei domini. Quindi la volta successiva che ne parlarono mi stupì parecchio; oggi mi girano semplicemente le scatole (o solo le palle quelle che girano?).

Quanto ci vuole a risolvere questa situazione (la vendita dei domini)? O forse non la voglio risolvere. Magari di nascosto le aziende che affittano i domini ci fanno tanti soldi con le aziende grosse.

Dovrebbero, in caso fossero interessate veramente a risolverlo, vietare la vendita dei domini a terzi. Io faccio richiesta di avere un dominio. E' libero? Bene. Lo prendo e pago l'affitto annuale, o trimestrale o quello che è. Arriva un'altra persona, ente, azienda, ecc. e fa la stessa mia richiesta e gli rispodono che è occupato. Allora si mette in lista di attesa. Così il secondo che richiede lo stesso dominio, poi il terzo, il quarto e così via.
Ad un certo punto non mi interessa più tenere il dominio e lo lascio libero. Allora l'"autorità dei domini" chiede al primo della lista se è ancora interessato. Mo, non li interessa più. Allora lo chiedono al secondo e lui lo prende e paga.
Chi prima arriva prima alloggia. Non è uno dei principi della democrazia? O del buon convivere?

Sono contrario a darli in affitto con le aste perchè i "piccoli" e i privati sarebbe esclusi categoricamente dai domini interessati alle aziende.

ALTRO:
Tanti anni fa, quanto Internet era molto meno diffusa di oggi, vidi un piccolo negozio di abbigliamento con scritto nella insegna MONDADORI. Allora pensai "se il negozio aprisse il sito prima della Mondadori?
Facciamo questo esempio: quel negozio apre il sito www.mondadori.it. Poi arriva la famosa casa editrice, fa la richiesta all'autorià e si attacca; perchè il negoziante la registrato prima lui, è il suo cognome e il negozio è aperto da anni, molto prima che Internet fosse conosciuto ai più. Quindi ha tutto il diritto di possedere quel dominio e alla Mondadori non li resta che mettersi in lista di attesa (anche se a un singolo "insignificante" negozio di un sito internet non se ne fa niente). O altrimenti potrebbe pagare il negozio per avere un link/banner nella prima pagina del sito per quelli che invece cercano la casa editrice.

Se invece il cognome del negoziante non è Mondadori,il nome del negozio è un altro, allora la Mondadori puù richiedere di avere il dominio attualmente posseduto da un negoziante che non ha niente a che fare con la parola [u]mondadori[/u].

Il sistema non è perfetto. Uno potrebbe pagare una "tangente" sottobanco per far lasciare il dominio. O per essere il primo della lista. Certo, il mondo non è perfetto. Inoltre ci sono tanti aspetti più specifici che, non essendoci dentro per mestiere, non conosco. Ma così come lo descritto io, secondo me, ci sarebbero meno caso fraudolenti.
Lucas Malor26 Ottobre 2007, 18:35 #9
L'unico modo per far si' che il sistema sia equo e' rendere queste informazioni disponibili a tutti.

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