Google, le cancellazioni misteriose e i dati pubblici

Google, le cancellazioni misteriose e i dati pubblici

Un banale problema ai servizi Google ha cancellato le impostazioni personali relative al servizio Google Personalized Home. Alcuni utenti, invece, conservano nel proprio Calendar di Google pubblico il proprio login

di Fabio Boneschi pubblicata il , alle 11:27 nel canale Software
Google
 

Negli scorsi giorni vari utenti hanno rilevato problemi nell'accesso ad alcuni servizi forniti da Google. Pare che l'anomalia più comunemente segnalata riguardi la Google Personalized Home Page creata da chi possiede un account Google.

La Google Personalized Home Page permette di creare una pagina personalizzata che permette di accedere ai vari servizi offerti da Google: posta, feed RSS e altro ancora. Questa pagina viene costruita utilizzando vari gadget tra loro integrabili che permettono di raggiungere un buon grado di personalizzazione.

Creare una Google Personalized Home Page richiede tempo agli utenti e, soprattutto, questi spererebbero di dover effettuare l'operazione di tweaking una sola volta. L'increscioso problema di Google ha quindi creato non pochi malumori.

Questa è la cronoca di quanto accaduto, per altro non giustificato da Google. La notizia, ripresa anche da ComputerWorld.com, si presta però a qualche riflessione in merito ai servizi offerti dal colosso di Mountain View e alla loro recente popolarità.

Da più parti si sollevano perplessità in merito al rispetto della privacy e alla sicurezza dei propri dati, ma la notizia dei giorni scorsi deve far scattare un nuovo campanello di allarme: quanto è sicuro affidare a Google i propri dati? Quanto sono sicuri i propri messaggi email, calendar e servizi simili? La comodità si tali servizi, relativa alla disponibilità di accesso da una qualsiasi postazione internet, può far sottovalutare questi aspetti e l'utente deve quindi accettare in modo consapevole il possibile rischio.

Il servizio Google Personalized Home Page non ha importanza strategica e il suo rimpiazzo è solo una perdita di tempo. Immaginiamo però la situazione in cui ad essere danneggiato fosse un account GMail, un Calendar: le conseguenze sarebbero decisamente peggiori. L'incidente occorso a Google deve suggerire un comportamento consapevole e un uso cauto dei servizi remoti qualora su tali sistemi non si abbia un diretto controllo.

Sempre in merito a Google e in particolare al servizio Calendar alcuni blog sollevano nuovi allarmi, ma in questo caso le colpe non sono imputabili al big di Mountain View bensì agli utenti stessi. Pare che in alcuni Google Calendar vengano anche conservati dati sensibili come ad esempio login e password per l'accesso a vari servizi, ma ciò che è ancor più grave è che questi Calendar sono stati resi pubblici dall'utente stesso.

Google permette di creare un Calendar e renderlo accessibili a tutti gli utenti: tali pagine possono essere utilizzate per gestire in maniera flessibile un calendario di appuntamenti o condividere l'agenda di particolari giorni. Questo era lo scopo di Google. Alcuni utenti, probabilmente per comodità personale o forse per distrazione, hanno deciso di rendere pubblico il proprio Calendar personale contenente dati sensibili, non curandosi del pericolo a cui si espone il proprio account.

In questo caso la colpa è sicuramente imputabile agli utenti ancora poco sensibili a proteggere i dati sensibili o forse immaturi nel saper correttamente gestire gli strumenti messi a loro disposizione. Questa situazione potrebbe anche suggerire a Google la creazione di apposite campagne educative e di sensibilizzazione.

19 Commenti
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WarDuck30 Aprile 2007, 11:55 #1
Ecco uno dei motivi perché sono contrario ai nuovi servizi offerti dal web 2.0... il far gestire i dati a terzi, tale comodità nn può assolutamente prescindere dalla sicurezza dei dati.
pingalep30 Aprile 2007, 12:07 #2
google potrebbe permetere il backup delle impostazioni agli utenti, così da permettere anche un giro di file di impostazioni già completi per chi non si vuole sbattere.
claudegps30 Aprile 2007, 12:17 #3
La settimana scorsa ho avuto anche io problemi con la mia personalized home page che pero' e' tornata a posto oggi, senza alcun intervento da parte mia.
Cimmo30 Aprile 2007, 12:19 #4
A me sembra una morale un po' presa con le tenaglie: cosa vuol dire questa news? Che siccome forse hanno avuto un problema tecnico bisogna stare attenti alla privacy? Perche'?

Io credo che tutti i servizi online vadano presi per come sono, "AS IS", e se uno si deve mettere problemi di privacy allora non aprirebbe mai manco una casella di posta da nessuna parte e dovrebbe iniziare innanzi tutto ad usare software solo open-source che almeno SAI quello che fa e molti occhi possono tenerlo sotto controllo e non solo pochi.
nuclearstrenght30 Aprile 2007, 12:41 #5
@ Cimmo

secondo me la news non mette in relazione i problemi della homepage con quello della privacy, li pone come due cose separate e vole far riflettere che anche i sistemi piu' avanzati (i datacenter di google) possono sbagliare oltre al fatto che non garantiscono privacy.

privacy privacy privacy, come lo vogliamo capire che NON ESISTE, NON ESISTE, NON ESISTE....a partire dalla tessera fedeltà del supermercato fino ad arrivare alla cartella delle tasse, chi ha i mezzi (e secondo me non si tratta solo di persone autorizzate da un giudice....IPRED2) puo' già ora mettere in relazione tutti questi database ed estrapolarne un sacco di informazioni.

se qualcuno vuole tenersi per sè dei dati che non li scriva mai e poi mai su un qualsivoglia PC, poi ci sono cose contro le quali non possiamo niente, ad esempio i database dei ministeri a cui volenti o nolenti arrivano un sacco di nostri dati.

io sarei per una gestione trasparente del tipo:
"tanto vi indicizziamo lo stesso a tutti, non rompete e mettiamoci d'accordo su cosa si puo' e cosa non si puo' fare con questi dati, a noi servono per le seguenti finalità: antiterrorismo, vendita dei profili a scopo di marketing, analisi di mercato, analisi politiche(non so se il termine è giusto, intendo dire studio delle opinioni delle persone a fini politici)

facendo finte leggi che non tutelano il diritto alla privacy non si placano gli animi e non si tutela, almeno se le cose fossero come ho scritto sopra non mi sentirei preso per i fondelli, non trovate?
Pr|ckly30 Aprile 2007, 13:04 #6
In questo caso la colpa è sicuramente imputabile agli utenti


Utonti, agli utonti.
Hitman07930 Aprile 2007, 13:09 #7
[FONT="Verdana"]mmmh.....oggi sono proprio felice....mi viene da escalamare...yahoo...[/FONT]
WarDuck30 Aprile 2007, 13:37 #8
Non è tanto per la privacy, quanto per la perdita di dati come in questo caso... e cmq personalmente preferirei avere i miei dati (di qualunque natura siano) sul pc piuttosto che online.

Anche perché vista la situazione di connettività presente in italia nn mi sembra una gran pensata almeno per il nostro paese.

Per il resto in ogni contratto si trova in piccolo qualcosa approposito del trattamento di dati...
k0nt330 Aprile 2007, 13:51 #9
questa della privacy su internet sta diventando una sorta di caccia alle streghe.. e inizia anche a annoiare
se comunque sono stati persi dei dati è perchè erano dati di importanza relativa, semplicemente una cosa così su gmail o google docs non sarebbe accaduta. quando io conservo un file sui server di google so che come minimo ci sono 10 copie del file localizzate in posti lontani migliaia di kilometri tra loro, mentre se me li tengo sul mio pc so che ce n'è una copia e localizzata nel mio harddisk.. beh chiunque capisce cosa è più sicuro e cosa no.
indipendentemente da questo è anche ovvio che non c'è la privacy assoluta e quindi è all'utente che spetta la decisione di utilizzare o meno quel servizio! se sono cose di una certa segretezza strategica di sicuro ci sono altri sistemi per conservarle..
ora continuate pure la caccia alle streghe
Cimmo30 Aprile 2007, 13:53 #10
Quoto k0nt3, tra l'altro anche la mia homepage e' stata malmessa per 1 giorno salvo poi tornare perfettamente come prima, quindi la copia di backup c'era eccome.

Ritengo ancora una volta questa news fuori luogo...

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