Il router ADSL lo installa un tecnico

Il router ADSL lo installa un tecnico

Una legge del 1992 impone che le installazioni di apparecchiature di rete vengano effettuate da personale qualificato. La normativa si estende anche ai router adsl casalinghi e alle piccole reti Wi-Fi

di Fabio Boneschi pubblicata il , alle 15:46 nel canale Software
 

L'assetto giuridico italiano spesso cerca di rincorrere il progresso tecnologico, le nuove opportunità ed servizi resi disponibili dalle varie società. Purtroppo capita che tali normative non siano puntuali e soprattutto non vengono aggiornate, lasciando utenza e operatori nella confusione.

Alcuni operatori del settore ci segnalano una di queste controverse situazioni citiamo ad esempio la legge 28 marzo 1991, n.109 e il D.M. 23 maggio 1992, n. 314. Questi due documenti di fatto regolamentano il delicato settore delle installazioni telefoniche e dati nel nostro Paese.

Ciò che colpisce sin dalla prima lettura è che gli impianti vengano divisi in macrocategoria: dati e fonia. Nessun particolare riferimento al fatto che l'installazione sia in ambito residenziale piuttosto che aziendale e proprio questo particolare sta creando confusione.

Nei documenti sopraccitati si specifica che l'utente finale può provvedere all'installazione di un massimo di due apparecchi voce. Nessun riferimento quindi a collegamenti internet.

La data in cui tale normativa è stata varata e il particolare riferimento a "2 linee" richiama alla memoria la tecnologia ISDN e suggerisce che tale testo non sia più stato rivisto. Non si può però negare che tali leggi non sia ancora state abrogate e quindi siano vigenti, compresi i dispositivi in merito all'installazione da parte di personale non autorizzato.

Provando ad esemplificare il discorso ci si trova nella situazione in cui un router all'interno di un'abitazione o di un piccolo ufficio dovrebbe essere installato da un tecnico con precisi requisiti, anch'essi definiti dalla normativa.

Riferendosi poi all'emergente settore delle connessioni Wi-Fi si rimane ancorpiù disorientati: la normativa pare assegnare tale tipologia di installazioni solo alle aziende in possesso della più alta qualifica prevista. Anche in questo caso non viene tenuto conto se l'installazione prevede un semplice router o una rete di access point all'interno di un aeroporto.

I fatti di tutti i giorni dimostrano che la normativa non viene considerata da utenti finale e operatori, ma rimane comunque in vigore e quindi potenzialmente si potrebbe incorrere in provvedimenti sanzionatori.

Questa è la situazione. Siamo sicuri che questo argomento suggerirà parecchi commenti e magari anche qualche chiarificazione costruttiva; ci riserviamo quindi di ritornare sul discorso per successivi approfondimenti.

61 Commenti
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IlTurko23 Ottobre 2006, 15:52 #1
Meno male che ci vuole un "alta qualifica"...
Parlando di reti wireless, mi chiedo quale percentuale di esse in Italia venga dbitamente "chiusa" dal tecnico a fine installazione con la sua brava password. Ho messo due access point in casa mia (chiuso tutto, ovviamente) e alla prima accensione, BAM! mi ha agganciato immediatamente la rete wi di una attivita' commerciale che sta al pianterreno dello stabile, oltre alla mia rete. Se volessi, potrei connettermi con la loro.
Per non parlare delel grandi citta': un collega mi diceva che a Milano lui ha solo l'imbarazzo della scelta: usare la connesisone del notaio della porta di fronte o quella dell'agenzia viaggi di sotto, oppure lo studio dentistico a lato?
Son problemi....

guerret23 Ottobre 2006, 15:52 #2
E di grazia, quali sarebbero queste elevatissime qualifiche? Un tecnico semi-ignorante che sa fare le due o tre cose di routine ma come cambia qualcosa non sa dove sbattere la testa, ma siccome ha fatto un corso di due ore sull'assegnamento degli IP di un router si è preso il suo certificatino e può fare cose che gente molto più competente non può?
Freisar23 Ottobre 2006, 15:53 #3
Una sola cosa:

Se aspetto il tecnico faccio prima a sposarmi, avere dei figli e dei nipoti!

Fai da te è la soluzione migliore (e si impara pure qualcosa!)!
FAM23 Ottobre 2006, 15:55 #4
Vabbè, in Australia è obbligatorio per legge un tecnico pure per cambiare le lampadine.
Spero non rispettino una legge così idiota, ma vivessi io in Australia...

Nel nostro caso, se dovesse essere un tecnico a configurarmi router ed AP...
... senza mezzi termini se la fà sotto a vedere come li ho già sistemati
GaeGiN23 Ottobre 2006, 16:05 #5
Nel momento in cui qualcuno verrà sanzionato per un motivo simile, si intenterà un ricorso che probabilmente solleverà la questione e porterà ad un adeguamento della normativa.
ronthalas23 Ottobre 2006, 16:09 #6
in teoria avrei dovuto chiamare un tecnico di Telecom per installare un 56k sul mio PC?
Mah... poi al Governo si scannano per la legge TV, l'iniquo compenso SIAE, la legge elettorale, la Finanziaria, il CdS...
MA CHE VI PAGHIAMO A FARE? (30k euro esentasse/mese!)
Wonder23 Ottobre 2006, 16:09 #7
un collega mi diceva che a Milano lui ha solo l'imbarazzo della scelta: usare la connesisone del notaio della porta di fronte o quella dell'agenzia viaggi di sotto, oppure lo studio dentistico a lato?
Magari multiplexi su tutte e tre
lycenhol23 Ottobre 2006, 16:12 #8
Vorrà dire che se iniziano a sanzionare, finalmente mi servirà a qualcosa avere la qualifica di ingegnere dell'informazione
Nockmaar23 Ottobre 2006, 16:15 #9
Non mi dimentichero' mai l' "alta specializzazione" dei tecnici Telecom ( ovviamente subappaltati del subappalto ) che attaccarono al modem 56k il plug della cornetta, meravigliandosi poi del fatto che non componeva il numero...

Eeeeh, lo fanno, lo fanno....
baruk23 Ottobre 2006, 16:15 #10
Il problema al solito è che chi fa queste leggi di queste cose non capisce una mazza! tanto per dire, le antenne wifi esterne non sono nemmeno contemplate nel regolamento comunale della mia città (Pisa) che pure vanta una discreta storia passata e attuale di tecnologie informatiche.

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