Il settore sicurezza IT resisterà alla crisi: è il parere di alcuni analisti

Il settore sicurezza IT resisterà alla crisi: è il parere di alcuni analisti

Malgrado i venti di crisi, l'avvicinamento al mondo online di molte aziende rende cruciale l'attenzione verso i rischi correlati

di Alessio Di Domizio pubblicata il , alle 11:47 nel canale Software
 

In un mercato tecnologico che si prepara ad incassare le conseguenze della crisi economica, esiste un settore che, secondo alcuni analisti ed operatori del settore, non conoscerà crisi: la sicurezza IT.

L'indagine di NetworkWorld, mette infatti in luce l'intenzione delle aziende di mantenere o incrementare la propria spesa in sicurezza, a fronte di una generalizzata tendenza alla contrazione dei budget tecnologici.

M. Lobel, analista di PricewaterhouseCoopers, è dell'idea che la spesa in sicurezza non sia destinata a cambiare a causa della crescente proiezione di molte aziende sulla rete e dei rischi connessi.

I dati riguardanti la prevista tenuta dei budget destinati alla sicurezza IT, fanno il paio con un incoraggiante andamento - riportato giorni fa da eWeek - di un grande protagonista del mondo storage enterprise, EMC. Da questa crisi, a differenza di quanto avvenne ai tempi della new economy, sembra dunque emergere l'irrinunciabilità che almeno la parte più fondamentale degli investimenti IT, si è conquistata nel budget annuale delle aziende.

2 Commenti
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piccolokin29 Ottobre 2008, 12:06 #1
La gente comincia a capirne l'importanza e di conseguenza la disponibilità all'investimento aumenta. I prodotti EMC sono davvero validi, ben per loro!
freesailor29 Ottobre 2008, 14:40 #2
La ricerca prevede una non-decrescita se non addirittura una crescita nella spesa per la IT Security nel mondo, basandosi su interviste a professionisti e manager IT di 119 paesi.
Peccato che quello che interessa a noi è soprattutto ... l'Italia!
E a questo punto sarei davvero curioso di sapere qualcosa sul NOSTRO mercato, perchè se già sono scettico sull'aumento della spesa per la security nel mondo, su quella in Italia purtroppo sono super-scettico.
Perchè come consapevolezza del management, come rigore nelle metodologie, come attenzione alla qualificazione del personale, ecc. ecc., insomma in tutto noi siamo COME MINIMO cinque anni indietro rispetto al mondo anglosassone, probabilmente anche dieci anni indietro.
Da noi la sicurezza IT, per la stragrandissima maggioranza dei top manager, vuol dire tenere aggiornato l'antivirus, mettere un firewall a protezione della rete aziendale, mettere un filtro per i siti porno e ... STOP!

Tutto il resto (coinvolgimento del management, risk assessment su applicazioni ed infrastrutture, valutazione quantitativa dei benefici, coinvolgimento della security nell'intero ciclo di vita dei progetti, sensibilizzazione degli utenti, aggiornamento continuo delle policy, test periodici dei piani di sicurezza, ecc. ecc.) sono o illustri sconosciuti per chi dirige le aziende (a cominciare da molti responsabili IT!) o delle cose che "rompono le scatole", costano, fanno perdere tempo e costringono il management a prendersi delle responsabilità.
E spesso mi viene il sospetto che in tanti casi la security disturbi anche perchè, facendo "un pò troppi" controlli, magari rischia di scoprire qualche "magheggio" che si vorrebbe tenere nascosto (non necessariamente di rilevanza penale, basta pensare ai casi in cui contesta l'adeguatezza di progetti applicativi o infrastrutturali affidati senza gara ad "aziende amiche" non all'altezza).

Insomma, la IT Security, quella VERA, contrasta un pò troppo con
1) il modo approssimativo di lavorare che si ha nel 90% delle aziende italiane
2) parecchi malcostumi delle aziende italiane.

Un pò troppo per pensare che con questi chiari di luna siano molte le aziende italiane che NON riducano la spesa nella sicurezza, che da una parte costa e dall'altra "rompe le scatole" ai più.
Io, almeno, sono poco ottimista.
Ovviamente non ci si deve poi stupire se le nostre aziende perdono terreno ...

Fortunatamente, ci sono LEGGI che OBBLIGANO ad un minimo di COMPLIANCE a certe norme di sicurezza.
La spesa per raggiungere o mantenere questa compliance (che fortunatamente pone sui manager dei rischi anche penali, se no se ne fregherebbero allegramente) non diminuirà, per tutto il resto temo che la crisi sarà un'ottima scusa per ridurre i budget della security.

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