Jimmy Wales: gli app store minacciano la libertà della rete

Jimmy Wales: gli app store minacciano la libertà della rete

Il fondatore di Wikipedia esprime dubbi sulla filosofia degli app store ed esprime una serie di considerazioni in occasione del 10mo anniversario dell'enciclopedia partecipativa

di Andrea Bai pubblicata il , alle 15:14 nel canale Software
 

I modelli di app store che si stanno diffondendo in questo periodo rappresentano una minaccia alla libertà della rete molto più immediata e pericolosa dei problemi riguardanti il tema della net neutrality. A sostenere questa opinione è Jimmy Wales, fondatore dell'enciclopedia partecipativa Wikipedia.

Wales, precisando come quanto affermato va inteso come un'opinione strettamente personale, ritiene che realtà come iTunes App Store rappresentino una congestione pericolosa e se sia arrivato il momento di chiedersi se questi modelli rappresentino una minaccia ad altri ecosistema vari e aperti. Il fondatore di Wikipedia sostiene che la proprietà del dispostivo è dell'utente e che dovrebbe essere questi l'unico ad avere la possibilità di controllarlo.

In un discorso più ampio, in occasione di un evento a Bristol, Wales prosegue oltre sul tema della net neutrality, affermando che dal suo punto di vista i problemi che vengono sollevati attorno a questo argomento sono ipotetici e non costituiscono un pericolo immediato e che sarebbe opportuno rapportarsi ad essi osservando il buonsenso ed il pragmatismo invece di seguire meramente le questioni di principio. Secondo Wales, inoltre, alcuni elementi della campagna a favore della net neutrality sono piuttost artificiosi ed incentrati su paure riguardanti ciò che potrebbe accadere piuttosto che considerare ciò che realmente sta accadendo.

Nel corso della sua presentazione della storia di Wikipedia, in occasione del 10mo anniversario (che cadrà domani, 15 Gennaio) Jimmy Wales ha citato un tweet di un insegnante: "Ieri ho chiesto ad uno dei miei studenti se sapesse che cosa fosse un'enciclopedia e mi ha risposto "è qualcosa di simile a Wikipedia?". Questo genere di dinamiche, ammette Wales, dimostrano come il livello qualitativo di Wikipedia rappresenti un importante problema culturale.

Wales ha poi fornito alcuni dati sulla composizione dei partecipanti a Wikipedia, dove l'87% circa è rappresentato da un pubblico maschile con un'età media di 26 anni e un tasso di titoli di studio di livello superiore (PhD) doppio rispetto alla popolazione generica. Il fondatore di Wikipedia ha spiegato che una delle principali sfide sta nella capacità di rendere più variegato il profilo degli utenti che partecipano attivamente a Wikipedia. Una strada per poter perseguire questo obiettivo potrebbe essere rappresentata dalla semplificazione degli strumenti di editing, introducendo un sistema più intuitivo del codice markup attualmente utilizzato: Wales, in particolare, ha definito "un incubo" la sintassi necessaria a gestire i layout di tabelle.

Wikipedia resterà fedele a quello che è il suo proposito primario: la condivisione della conoscenza. Wales afferma che l'aggiunta di funzionalità e caratteristiche come un servizio di email e di chat potrebbe facilmente incrementare il numero di visitatori al sito, ma parallelamente non rappresenta alcuna garanzia di miglioramento per il livello qualitativo contenuto in Wikipedia che, secondo Wales, dovrebbe ambire ad essere confrontabile a quello della celebre Enciclopedia Britannica se non, addirittura, superiore.

10 Commenti
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Freaxxx14 Gennaio 2011, 15:26 #1
"enciclopedia partecipativa" una definizione che calza a pennello per wikipedia, da quando poi la conoscenza enciclopedica sia "partecipativa" questo lo vorrei sapere dal fondatore della più grande fonte di ignoranza sul web; iniziamo col dire che magari se non avesse fondato questo sito farlocco che oramai si tiene su grazie a finanziamenti di San Google e poco altro, avremmo ancora l'istituto geografico De Agostini, la Larousse, l'Encarta, enciclopedie della scienza e della tecnica, tanto per dirne alcune.
wikipedia tutto deve fare tranne dare lezioni su "storpiature" e comportamenti devianti.

guardatevi le banconote e leggete quello che c'è scritto, neanche le banconote sono di proprietà dello Stato o del popolo, non sono neanche di proprietà delle banche centrali ( che poi sono spa ), come si può pensare a rendere libero un negozio di musica se neanche il fondamento dell'economia è libero.

la net neutrality non esiste, se Google e altri motori da domani cancellassero un sito, quel sito sarebbe morto, se cancellassero una news, quella news finirebbe cassata via, se ti spengono la macchina dove hai l'hosting tu non esisti più; internet è la cosa meno democratica che c'è al mondo, non solo, è una rete centralizzata con tanta burocrazia e politica sotto.
share_it14 Gennaio 2011, 15:32 #2
Io lo dicevo da tempo che sono un problema e la Apple è il nuovo peggior pericolo dell'informatica.
Non solo per una questione di libertà, ma anche per una questione economica. L'app store non è libero mercato è il contrario.
L'utente deve potere installare quel che vuole e gli sviluppatori devono poter fornire le applicazioni a tutti gli utenti che le vogliono.
Invece oggi certi utenti vogliono dei software (es VLC) e certi sviluppatori vogliono fornire quel software (es VLC), ma qualcuno dice no.
Tanta gente si è presa un abbaglio con le cromature di sti iPod!
Freaxxx14 Gennaio 2011, 15:38 #3
se è per quello il problema è anche più vistoso se vogliamo: non esiste attendibilità e non esiste una figura terza in questa "economia".

tu compri un brano su iTunes: chi controlla? chi è la mano che dal tabaccaio ti da lo scontrino e su iTunes verifica ogni transazione? chi controlla quanto vende iTunes ( ovviamente dico iTunes per dire qualsiasi store digitale, anche XBOX live e PSN, ad esempio ) ? Chi e cosa definisce il consumatore come tale e quindi gli attribuisce diritti? In realtà oggi non esistono consumatori, alle società conviene manifestare "buon cuore" per pura convenienza monetaria ed economica, ma provate voi ad esercitare gli stessi diritti della vita reale nel mondo digitale, provate ad immaginare diritti paritetici, non esistono.
Asterion14 Gennaio 2011, 16:06 #4
Originariamente inviato da: share_it
Io lo dicevo da tempo che sono un problema e la Apple è il nuovo peggior pericolo dell'informatica.
Non solo per una questione di libertà, ma anche per una questione economica. L'app store non è libero mercato è il contrario.
L'utente deve potere installare quel che vuole e gli sviluppatori devono poter fornire le applicazioni a tutti gli utenti che le vogliono.
Invece oggi certi utenti vogliono dei software (es VLC) e certi sviluppatori vogliono fornire quel software (es VLC), ma qualcuno dice no.
Tanta gente si è presa un abbaglio con le cromature di sti iPod!


Gli app store, secondo me, non sono un problema finché esiste la possibilità di installare nel proprio computer anche quello che non passa per questi store.

Il Mac Store per ora è solo un'opzione, vedremo cosa diventerà in futuro.
Come "opzione" hanno anche notevoli vantaggi: uno sviluppatore può raggiungere tutti gli utenti e avere pubblicità, mentre un utente può tenere aggiornati tutti i programmi tramite un'interfaccia sicura e avere sempre a disposizione i file di installazione, un po' come accade per i giochi Blizzard (li registri sul sito e puoi scaricare i file di installazione quando vuoi).
fendermexico14 Gennaio 2011, 16:16 #5
Originariamente inviato da: Freaxxx
chi è la mano che dal tabaccaio ti da lo scontrino e su iTunes verifica ogni transazione?


c'è un piccolissimo dettaglio: che si chiama VISA, AMERICAN EXPRESS....

se ad itunes o altri entrano 1,2 miliardi da visa e 5 da american express e ne dichiara 0,5... scattano le manette
(poi ovviamente ci saranno i modi, ma anche il tabaccaio ha i suoi modi, e comunque ci vuole fortuna a non esser beccati)
sbudellaman14 Gennaio 2011, 17:21 #6
Originariamente inviato da: Freaxxx
"enciclopedia partecipativa" una definizione che calza a pennello per wikipedia, da quando poi la conoscenza enciclopedica sia "partecipativa" questo lo vorrei sapere dal fondatore della più grande fonte di ignoranza sul web; iniziamo col dire che magari se non avesse fondato questo sito farlocco che oramai si tiene su grazie a finanziamenti di San Google e poco altro, avremmo ancora l'istituto geografico De Agostini, la Larousse, l'Encarta, enciclopedie della scienza e della tecnica, tanto per dirne alcune.
wikipedia tutto deve fare tranne dare lezioni su "storpiature" e comportamenti devianti.

Mah, sinceramente gli errori che trovo su wikipedia li trovo con la stessa incidenza su un'enciclopedia come encarta. Addirittura arrivare a parlare di "storpiature" e comportamenti devianti... che poi, prima per avere un'enciclopedia come encarta dovevi pagare 50 e passa euro per delle informazioni comunque limitate (e non proprio tutti se lo possono permettere), adesso invece chiunque può accedere ad una informazione quasi illimitata e mi sembra una bella cosa. Certo, non sarà un informazione "perfetta" ma col livello di istruzione che hanno alcuni direi proprio che è l'ultimo dei problemi.
Gnubbolo15 Gennaio 2011, 11:26 #7
dopo la trollata di Freaxxx mi vengono in mente alcune domande:
primo, mi chiedo se sia giusto l'accesso ad internet garantito a tutti senza un patentino che accerti la stabilità psicologica dell'internauta, perchè i trolls fanno sorridere, ma i mitomani possono diventare pericolosi se si aggregano ed anche peggio se vengono ignorati, può accadere che qualcuno alzi la posta passando al lato fisico della questione.
secondo mi chiedo se questi possano essere pagati per fare disinformazione, perchè in un mondo socio-capitalistico come quello in cui viviamo le lobbies si aggrappano a tutto per marketing virale o per distruggere qualcuno o qualcosa.

qua è chiaro che wikipedia pesta i piedi a tanta tanta gente, questo Trollexxx potrebbe essere un dipendente di AS per es.. stufo che la gente vada a leggersi le recensioni e le classifiche dei GP automobilistici senza passare più per il suo giornale.. ma pure il giornalino di Caccia e Pesca potrebbe iniziare a rosicare parecchio se qualcuno aprisse una sezione su wiki ben aggiornata..
BiG_BaBoL15 Gennaio 2011, 14:35 #8
Originariamente inviato da: Freaxxx
internet è la cosa meno democratica che c'è al mondo, non solo, è una rete centralizzata con tanta burocrazia e politica sotto.


Mi fai un esempio di qualcosa di attuale ke non abbia tanta burocrazia e politica sotto?

Originariamente inviato da: Gnubbolo
mi chiedo se questi possano essere pagati per fare disinformazione, perchè in un mondo socio-capitalistico come quello in cui viviamo le lobbies si aggrappano a tutto per marketing virale o per distruggere qualcuno o qualcosa.


Hai preso in pieno...QUoto...
Baboo8515 Gennaio 2011, 17:08 #9
Scusate ma e' la prima volta che non capisco una news...

Cosa c'entra il fondatore di Wikipedia con l'app store? Non ne capisco il nesso...
Arthens15 Gennaio 2011, 22:25 #10
Originariamente inviato da: Baboo85
Scusate ma e' la prima volta che non capisco una news...

Cosa c'entra il fondatore di Wikipedia con l'app store? Non ne capisco il nesso...


Non c'è alcun nesso diretto...
Semplicemente Jimmy Wales ha fatto un discorso riguardo internet libero e il suo futuro, e tra le sue considerazioni c'era una critica al modello degli app store

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