Scrivanie ad induzione? Presto una realtà

Scrivanie ad induzione? Presto una realtà

Due aziende annunciano un accordo per la realizzazione di particolari scrivanie in grado di ricaricare le batterie dei dispositivi elettronci presenti nelle vicinanze

di Andrea Bai pubblicata il , alle 10:42 nel canale Software
 

Quante volte recandoci in ufficio al mattino ci siamo accorti che la batteria del nostro cellulare sta ormai centellinando gli ultimi elettroni residui e ci ripromettiamo di provvedere alla sua ricarica non appena giunti sul luogo di lavoro?

Il buon proposito maturato durante il tragitto verso l'ufficio viene poi vanificato una volta arrivati alla scrivania, quando la frenesia e le urgenze della nostra attività ci assorbono completamente, con il risultato di arrivare a mezzogiorno con un cellulare inesorabilmente inservibile.

Molto presto potremo non incappare più in un problema simile, in quanto si potrà ricaricare il cellulare (ma anche ogni altro dispositivo come un palmare, un lettore multimediale portatile ed eventualmente anche un notebook) semplicemente appoggiandolo sulla scrivania. Herman Miller Inc., una società che si occupa della realizzazione di mobili per ufficio, e a Fulton Innovation, azienda specializzata nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, hanno infatti stretto un accordo per la produzione di scrivanie da ufficio che integrano una tecnologia chiamata eCoupled che, grazie ai principi dell' accoppiamento induttivo, permette di "trasferire" energia senza l'impiego di cavi.

Abbiamo messo tra virgolette il termine trasferire poiché non si stratta di un vero e proprio trasferimento: ad un circuito elettrico viene applicata una bobina che, percorsa appunto da corrente, genera un campo magnetico. Qualora in questo campo magnetico si vada a collocare una seconda bobina, esso indurrà (da qui i termini accoppiamento induttivo) corrente elettrica, che potrà essere utilizzata per il funzionamento di un dispositivo.

Attualmente l'accoppiamento induttivo è sfruttato per effettuare la ricarica di piccoli dispositivi come gli spazzolini da denti elettrici. Si tratta di "casi particolari" dal momento che per sfruttare in modo efficiente tali tecnologie i dispositivi trasmittenti e riceventi necessitano di essere "calibrati" con accuratezza tra loro: è necessario infatti stabilire a priori con precisione la posizione relativa dei due dispositivi, la loro distanza e la richiesta energetica del dispositivo ricevente.

La tecnologia eCoupled sviluppata e promossa da Fulton risolve i limiti sopra citati basandosi su una particolare caratteristica propria dei circuiti. Ogni circuito elettrico, infatti, è caratterizzato da una ben precisa frequenza di risonanza che la tecnologia eCoupled è in grado di rilevare. Una volta rilevata tale frequenza, il trasmettitore è in grado di autoconfigurarsi per indurre energia elettrica verso il ricevente. In questo caso non vi è la necessità di alcun vincolo spaziale, dal momento che le caratteristiche della trasmissione vengono determinate in base alla frequenza di risonanza.

Implementando tale tecnologia in una scrivania (che dovrà essere ovviamente collegata alla rete elettrica), diverrà quindi possibile ricaricare qualunque dispositivo elettronico (a patto che sia in qualche modo compatibile con la tecnologia eCoupled, ovvero sia dotato di un circuito in grado di sfruttare tale tecnologia) semplicemente appoggiandolo sul piano di lavoro. La produzione di questi nuovi mobili da ufficio pare essere già stata avviata, tuttavia Herman Miller non ha rilascato dettagli sui costi e sull'eventuale disponibilità sul mercato.

55 Commenti
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chaosbringer23 Gennaio 2007, 10:45 #1
una tecnologia chiamata eCoupled che, grazie ai principi dell' accoppiamento induttivo, permette di "trasferire" energia senza l'impiego di cavi.

E' la re-invenzione del trasformatore...
lbatman23 Gennaio 2007, 10:46 #2

COMODITA'!!!!

Andiamo verso un futuro molto prossimo... molto COMODO!!!

FANTASTICO!!
MaerliN23 Gennaio 2007, 10:51 #3
Già ora l'unica fatica che faccio è PC -> TV TV -> PC quando devo caricare il cellulare, perchè tutte le prese che ho vicino al pc sono occupate (telefono, sub, router, stampante, monitor, pc). Ora se mi mettono pure questa turbo scrivania, diventerò untutt'uno con la sedia..
ErminioF23 Gennaio 2007, 10:52 #4
Che bello, altri campi magnetici, chissà che noon ricarichino anche l'uomo, oltre ad aver altri effetti
andrineri23 Gennaio 2007, 10:54 #5
mmh... mi ricorda TANTO le tesi di Nikola Tesla, in versione piccola ma cmq ci siamo.

il trasmettitore produce RF ad una data frequenza, il ricevitore non è altro che un circuito LC accordato a quella freq, se sono vicini la resa è buonina... resta comunque da vedere se il campo rf emesso a... centinaia di KHz? è sano con le potenze in gioco... pressochè come avere attaccato un linearino + antenna per la BF...
rutto23 Gennaio 2007, 10:55 #6
ehh il buon vecchio Tesla continua ad essere musa ispiratrice per le "invenzioni" presenti e future!

alimentazione wireless... figata!
rutto23 Gennaio 2007, 10:56 #7
Originariamente inviato da: andrineri
mmh... mi ricorda TANTO le tesi di Nikola Tesla, in versione piccola ma cmq ci siamo.

il trasmettitore produce RF ad una data frequenza, il ricevitore non è altro che un circuito LC accordato a quella freq, se sono vicini la resa è buonina... resta comunque da vedere se il campo rf emesso a... centinaia di KHz? è sano con le potenze in gioco... pressochè come avere attaccato un linearino + antenna per la BF...


nooooooo mi hai anticipato!

cmq, lode al Genio!
Cloud7623 Gennaio 2007, 11:05 #8
Ovviamente non ci sono ancora studi su quanto questa cosa faccia "bene" al corpo umano... per uno che sta alla scrivania 8 ore... mmm
nullsoft23 Gennaio 2007, 11:14 #9
ma fa anche da micronde?
no perchè io mi sono stufato di alzarmi dalla sedia per arrivare alla cucina
Wilfrick23 Gennaio 2007, 11:22 #10
Dell'energia in più che si consuma per una roba del genere ce ne sbattiamo, tanto dalla bionda l'altro giorno hanno detto che il polo nord si scioglie e sotto si trova altro petrolio, quindi tutti felici a bruciarlo per mantenere accesi gli alimentatori attaccati a niente.

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