Video online in crescita ma con qualche dubbio

Video online in crescita ma con qualche dubbio

Alcune recenti ricerche indicano che il fenomeno del video online si afferma sempre più a discapito della tv. Le ultime vicende di cronaca invitano però a doverose riflessioni

di Fabio Boneschi pubblicata il , alle 10:38 nel canale Software
 

Il video online è ormai prossimo a stravolgere gli equilibri del ricco mondo legato all'advertising televisivo. Questo in estrema sintesi il risultato di una ricerca condotta da ICM survey secondo cui il fenomeno legato alla fruizione di video utilizzando la rete internet ha raggiunto cifre più che ragguardevoli. La ricerca afferma che il 43% degli intevistati ha affermato di trascorrere meno tempo davanti alla tv preferendo i contenuti video presenti in rete. Il fenomeno legato al video online deve quindi essere ben considerato in futuro anche se per il momento solo il 9% del campione coinvolto ha confermato un costante utilizzo di tali strumenti.

La tipologia di utenti che dimostra di gradire maggiormente l'offerta video su internet è ovviamente quella più giovane infatti ben il 30% ha un'età compresa tra i 16 e i 24 anni. Per valutare lo stesso fenomeno in ambito italiano ci viene in aiuto una recente analisi condotta da Nielsen//NetRatings che di fatto conferma l'andamento segnalato da ICM survey. Nielsen//NetRatings conferma la tipologia di utente che a livello italiano ha età compresa tra 12 e 35 anni mentre i sistemi di video sharing più diffusi e conosciuti sono Libero Video & Fun, YouTube, Google Video.

Questi risultati offrono lo spunto per alcune considerazioni che devono necessariamente essere analizzate in relazione ai più recenti fatti di cronaca. Stiamo ovviamente facendo riferimento alle vicende legali che vedono coinvolto il sistema YouTube e Google Video.

Il modello su cui si basa il successo di questi sistemi è chiaramente legato alla comunity e alla possibilità che gli utenti hanno di condividere i propri file video. Proprio questa peculiarità rischia di inficiare il successo sino ad oggi raccolto da questi sistemi di video sharing, infatti la condivisione di video coperti da copyright o la diffusione di video dai contenuti illegali stanno dando non pochi problemi ai gestori del servizio.

Uno dei maggiori pregi di Youtube, Google Video e simili rischia di rivelarsi un'arma a doppio taglio. Purtroppo i vari disclaimer appositamente redatti dai vari uffici legali si rivelano comunque inefficaci poichè devono essere collocati in specifici contesti dove la legislazione dei vari Paesi ha il sopravvento. Nei più recenti fatti di cronaca Google si è comportata secondo quanto previsto dalla normativa europea 2000/31/CE che prevede, qualora non fosse possibile a priori verificare l'illegalità di un contenuto, la rimozione immediata dalla rete. Il Garante della Privacy ha espresso in merito le proprie perplessità sollevando la necessità di strumenti maggiormente efficaci.

Limitarsi a dire che "la rete funziona così" non è sufficiente poichè gli strumenti del web non possono diventare canali per diffondere illegalità. Il problema deve necessariamente essere affrontato non tanto con lo strumento legislativo, quanto piuttosto con lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche capaci di "validare" in modo autonomo la liceità di un video. Google stessa si dichiara di questo avviso e conferma il proprio impegno in questo nuovo contesto. Non va dimenticato che Google ha acquisito Youtube e l'operazione non è stata propriamente economica; c'è da ipotizzare quindi che il leader della ricerca sul web abbia ben pianificato il proprio futuro.

In merito alla popolarità di certe vicende di cronaca recente che vedono coinvolta Google bisogna rilevare che alcuni contenuti video chiaramente illegali erano disponibili in rete anche da alcuni mesi. Questo particolare è un'aggravante sotto molteplici aspetti e significa che il metodo di "autocontrollo" da parte della comunity citato da Google non funziona a dovere. Va però precisato anche un'altro particolare ovvero che la notorietà al fatto e il maggior interesse alla vicenda è stato dato da parte di alcuni organi di informazione rei di aver ampiamente dato visibilità alla vicenda che, lo ricordiamo, prima di essere una notizia giornalistica è essenzialmente un reato.

Recentemente Eric Schmidt di Google si è pronunciato in merito alla delicata questione della privacy e delle responsabilità imputabili al gestore del servizio in merito al trattamento dei dati personali. In tale occasione a cui abbiamo accennato poche settimane fa Google dichiara che sta cercando di sviluppare un sistema che permetta la migrazione dei dati personali (identità, abitudini legate al web ma anche email contenute nei servizi webmail) verso altri servizi. In tal modo l'utente potrà avere il pieno controllo dei propri dati personali. Eric Schmidt ha però aggiunto che al momento nessuna iniziativa è ancora stata presa perchè il contesto normativo vigente non impone particolari vincoli ma ovviamente Google vuole essere lungimirante. L'esempio appena citato è puramente un esempio e un termine di confronto in merito a un'altra spinosa questione relativa a internet in netto contrasto con la già citata affermazione semplicistica "la rete funziona così".

10 Commenti
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Rubberick28 Novembre 2006, 10:47 #1
Essi' non c'e' dubbio finiremo cosi', vuoi uppare un video idiota? Dammi prima tutti i tuoi dati... e poi vediamo se con dati alla mano ti metti a fare il pirla e uppare certe cose quando la pula ti viene a prendere a casa...
soft_karma28 Novembre 2006, 10:54 #2
Il fenomeno è in forte aumento, dopo i "finti" reality arriva la realtà finta.
drakend28 Novembre 2006, 10:56 #3
Un buon compromesso sarebbe permettere l'upload di video ad utenti la cui identità è stata verificata avvertendo a caratteri cubitali, durante la fase di registrazione, dei rischi legali a cui si potrebbe andare incontro se si pubblicano video in cui sono rappresentati reati o lo sono essi stessi (per violazione di copyright ad es).
avvelenato28 Novembre 2006, 11:04 #4
Talvolta, su discussioni relative ai diritti d'autore, la linea della redazione mi pare decisamente reazionaria.
L'idea di mettere in discussione il concetto di copyright, il suo significato, i suoi limiti, non credo vada svilita.
Per quanto riguarda altri tipi di contenuti illegali, io sinceramente non vedo né problemi né vuoti normativi, a dispetto di ciò che è stato affermato da diverse personalità politiche. Ogni politico che ne avesse avuto occasione ha cavalcato il cavallo della demagogia con i recenti casi di violenze filmate per ribadire, in sintesi, che serve una strategia differente dalla attuale e che senza le sue idee siamo spacciati. Questo è ciò che deve fare il politico, ribadire la sua essenzialità. Anche quando è palesemente falso (ovvio, se non è essenziale e le cose vanno già bene come stanno, perché votarlo?).
Infatti nel caso specifico i video illegali sono stati prontamente rimossi dal servizio, e i dati personali degli uploaders comunicati, permettendo alla magistratura di raggiungere i presunti colpevoli e rendendo possibile un processo.
Ora mi sembra accettabile convenire che quando si giunge alla punizione di un reo, la legge funziona bene. Qualcuno non è d'accordo? Qualcuno vuole spiegarmi quale vuoto normativo ci sarebbe? Dove intervenire?
La rete funziona così, non è un'affermazione semplicistica.
Anche la vita reale funziona così. Se non funziona, facciamo le leggi per farla funzionare. Se funziona, no.
fry28 Novembre 2006, 11:27 #5
io credo che la posizione di google sia più che ragionevole. non dimentichiamo che la rete è nata come strumento di comunicazione libero tra le persone e che di questo passo, esigendo regolamentazioni fortemente restrittive, si ottrà un'effetto perverso che danneggerà soprattuto noi utenti.
pensiamo solo al discorso del file sharing: chi condivide è considerato a priori un pirata (senza verificare che il file scambiato sia coperto da copyright) e questo à assurdo!
WarDuck28 Novembre 2006, 11:27 #6
Concordo, sarebbe come dire nella vita reale, "la polizia non fa abbastanza per prevedere i crimini".

A qualcuno viene in mente Minority Report?
supermarchino28 Novembre 2006, 16:05 #7
Originariamente inviato da: avvelenato
Talvolta, su discussioni relative ai diritti d'autore, la linea della redazione mi pare decisamente reazionaria.
L'idea di mettere in discussione il concetto di copyright, il suo significato, i suoi limiti, non credo vada svilita.
Per quanto riguarda altri tipi di contenuti illegali, io sinceramente non vedo né problemi né vuoti normativi, a dispetto di ciò che è stato affermato da diverse personalità politiche. Ogni politico che ne avesse avuto occasione ha cavalcato il cavallo della demagogia con i recenti casi di violenze filmate per ribadire, in sintesi, che serve una strategia differente dalla attuale e che senza le sue idee siamo spacciati. Questo è ciò che deve fare il politico, ribadire la sua essenzialità. Anche quando è palesemente falso (ovvio, se non è essenziale e le cose vanno già bene come stanno, perché votarlo?).
Infatti nel caso specifico i video illegali sono stati prontamente rimossi dal servizio, e i dati personali degli uploaders comunicati, permettendo alla magistratura di raggiungere i presunti colpevoli e rendendo possibile un processo.
Ora mi sembra accettabile convenire che quando si giunge alla punizione di un reo, la legge funziona bene. Qualcuno non è d'accordo? Qualcuno vuole spiegarmi quale vuoto normativo ci sarebbe? Dove intervenire?
La rete funziona così, non è un'affermazione semplicistica.
Anche la vita reale funziona così. Se non funziona, facciamo le leggi per farla funzionare. Se funziona, no.


Ti quoto in pieno. Affermazioni come questa
Il problema deve necessariamente essere affrontato non tanto con lo strumento legislativo, quanto piuttosto con lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche capaci di "validare" in modo autonomo la liceità di un video. indicano inequivocabilmente un favore della Redazione - sia pure talvolta indiretto - rispetto all'utilizzo più discusso di Palladium e consimili, cioè la censura preventiva. Affermazione tra l'altro molto grossolana, laddove giustifica il primato della tecnologia a disposizione, non scordiamolo, di soggetti privati, sulla Legge espressione di democrazia. È stupefacente che proprio da questa fonte si manifesti una così gracile, anche e soprattutto scientificamente, visione della disciplina in materia d'informazione. Il principio di responsabilità unito all'identificabilità di chi immette in aree pubbliche i contenuti è sufficiente; d'altra parte in una realtà civile la regola è rispettata per timore dell'applicazione della sanzione, e la punizione o costrizione della libertà preventive non sono (di regola) concepite. L'invocazione di ogni altra scure tecnologica sa tanto di propaganda compiacente, atta a far digerire meglio agli utenti le nuove limitazioni alla loro libertà, a favore del solito consorzio dei produttori hardware software e di contenuti che hanno in questo momento interesse al maggior controllo possibile sull'informazione.

D'altra parte, anche grazie a queste linee editoriali, sto riscoprendo sempre più il piacere di leggermi in inglese le notizie e gli articoli in materia informatica.
zerothehero28 Novembre 2006, 21:57 #8
Se la redazione voleva degli applausi demagogici da parte del popolo di internet, evidentemente questo articolo (che mi trova d'accordo) non è proprio il massimo.
E' chiaro che la legge di uno stato vale per tutti, non solamente per la carta stampata e le televisioni.
Quindi google deve trovare un modo per eliminare questi video sia quelli coperti da copyright (visto che gli spezzoni televisivi non mi risulta si possano uplodare liberamente, senza autorizzazione da parte di chi detiene diritti) sia quelli che quantomeno violano la privacy delle persone..o forse se qualcuno dovesse essere pestato o dileggiato da una persona deve ritrovarsi su internet con il video liberamente scaricato dai tanti imbecilli che si divertono a vedere una persona (tra l'altro hanticappata) pestata?

Assurdo.
La libertà non è mai assoluta, ma è vincolata in base alle leggi di uno stato di diritto.

Se poi liberali vuol dire mettere in rete materiale televisivo o filmati amatoriali senza il consenso della parte interessata, bè meglio essere reazionari.
avvelenato29 Novembre 2006, 06:32 #9
Originariamente inviato da: zerothehero
Se la redazione voleva degli applausi demagogici da parte del popolo di internet, evidentemente questo articolo (che mi trova d'accordo) non è proprio il massimo.
E' chiaro che la legge di uno stato vale per tutti, non solamente per la carta stampata e le televisioni.
Quindi google deve trovare un modo per eliminare questi video sia quelli coperti da copyright (visto che gli spezzoni televisivi non mi risulta si possano uplodare liberamente, senza autorizzazione da parte di chi detiene diritti) sia quelli che quantomeno violano la privacy delle persone..o forse se qualcuno dovesse essere pestato o dileggiato da una persona deve ritrovarsi su internet con il video liberamente scaricato dai tanti imbecilli che si divertono a vedere una persona (tra l'altro hanticappata) pestata?

Assurdo.
La libertà non è mai assoluta, ma è vincolata in base alle leggi di uno stato di diritto.

Se poi liberali vuol dire mettere in rete materiale televisivo o filmati amatoriali senza il consenso della parte interessata, bè meglio essere reazionari.



Frena, frena, il tuo ragionamento, come anche quello dell'articolista, contiene una fallacia (errore logico-retorico) grossa quanto una casa.

Dici che la legge dev'essere uguale per tutta implicitamente affermando che così non è, e come dimostrazione a questa tesi argomenti:


1)la legge X vale per la televisione
2)la legge X non vale per google
3)ergo: la legge non è uguale per tutti
.

Il problema di questo modo di vedere le cose è che parifichi un fornitore di servizi, Google, con un'entità redazionale gerarchizzata come può essere un format di un programma televisivo, un sito internet, una rivista. Così non è. Google è un fornitore di servizi, esattamente come lo può essere ad esempio una tipografia: vogliamo che la legge sia uguale per tutti? Allora se google dev'essere obbligato a controllare i contenuti che i fruitori dei suoi servizi uploadano, allo stesso modo una tipografia dovrebbe essere obbligata a controllare cosa una rivista vi fa stampare, o il provider di HWupgrade controllare se il sito non pubblica materiale illegale.
Il ché è una follia!
Per due motivi:
1) Scoraggerebbe l'iniziativa privata nell'ambito della fornitura di servizi;
2) Creerebbe la possibilità di comportamenti arbitrari e discriminazioni dei fornitori di servizi verso i propri clienti.

Ed è per questo che la linea attuale, e la legge attuale, mi paiono più che sufficienti: il fornitore deve aver l'obbligo di sospendere i suoi servizi dietro ordini motivati dalla magistratura, ma prima di questi dev'essere giuridicamente immune da denunce a causa dei contenuti pubblicati dai propri clienti!
GianoM29 Novembre 2006, 10:50 #10
Un vero peccato che tanta tecnologia, che potrebbe risultare veramente molto utile, venga frenata dalla solita idiozia di pochi.

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