VMware raddoppia con le versioni 6 di vSphere e Virtual SAN

VMware raddoppia con le versioni 6 di vSphere e Virtual SAN

Importanti annunci da parte dell'azienda americana, vero e proprio riferimento nel mondo della virtualizzazione. Con le nuove release di vSphere e Virtual SAN raddoppiano le prestazioni e vengono estese le potenzialità d'uso, per un enterprise sempre più guidato dal software

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 14:01 nel canale Software
VMwareNVIDIA
 

Sono questi giorni di importanti novità per VMware, azienda americana da sempre impegnata nel settore della virtualizzazione con una completa gamma di soluzioni. L'annuncio più recente riguarda la nuova piattaforma di gestione del cloud ibrido, all'interno della quale quindi poter gestire in un unico ambiente tanto cloud privati come pubblici.

In un contesto che vede il software operare una vera e propria trasformazione delle aziende è secondo VMware fondamentale fornire ai propri clienti una piattaforma unificata di tipo software defined, in grado di metterli nella condizione di poter scegliere il miglior bilanciamento tra i servizi e venendo guidati in questo proprio dalla componente software.

Da questo giunge la sesta release per vSphere, la piattaforma per il cloud ibrido di VMware che l'azienda americana ha annunciato nei giorni scorsi. Ben 650 nuove caratteristiche, tra le quali spicca il raddoppio nel numero di host gestiti per cluster passando dai 32 della versione 5.5 agli attuali 64. Incremento anche per il numero di macchine virtuali, che passano da 4.000 alle attuali 8.000, mentre le CPU host salgono da 320 sino a 480. Aumenta il quantitativo di memoria per ogni host (da 4 a 12 TB), oltre al numero di virtual machines configurabili per host (da 512 a 2048): raddoppia il numero di virtual CPUs per virtual machine (da 64 a 128) e quadruplica, da 1 a 4 TB, la virtual ram per ogni virtual machine.

Non solo velocità e quantitativi di dato superiori per vSphere; la nuova versione 6 della piattaforma è stata ottimizzata per il supporto a applicazioni di tipo scale-up, come ad esempio SAP HANA, senza perdere di vista scenari di utilizzo scale-down come Hadoop e le applicazioni mission critical come Microsoft SQL Server, Oracle Database e SAP ERP.

Long-Distance vMotion è una nuova funzionalità di vSphere 6 che gestisce in modo efficiente la migrazione live dei carichi di lavoro anche su lunghe distanze, evitando che questo porti a downtime del servizio. Non manca inoltre la partnership con NVIDIA, grazie alla quale le soluzioni NVIDIA GRID vGPU potranno venir utilizzzate per gestire desktop virtuali con pieno supporto alla grafica 3D gestita da remoto nel datacenter.

Grande attenzione anche al mondo OpenStack, con VMware Integrated OpenStack: si tratta di una distribuzione OpenStack che consentirà alle organizzazioni di fornire agli sviluppatori API aperte in modo rapido e conveniente. Viene fornita gratuitamente a tutti i clienti vSphere e supportata direttamente da VMware. In questo modo sarà particolarmente agevole implementare su un cloud OpenStack, utilizzando la stessa piattaforma di gestione cloud di VMware.

Virtual SAN 6 è altra importante novità di VMware, ideale connubio storage a vSphere nell'ottica dell'azienda americana. Troviamo anche in questo caso importanti aumenti prestazionali, grazie principalmente all'utilizzo di una nuova architettura all-flash nella quale i dispositivi flash sono utilizzati sia per la cache sia per la persistenza dei dati. Latenza inferiore a 1 millisecondo, aumento del troughput di input/output pari a 4 volte quello della release 5.5 e supporto sino a 64 nodi per cluster tra le principali caratteristiche tecniche della release 6 di Virtual SAN.

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