BYOD, resistenze alla sua diffusione in Europa

BYOD, resistenze alla sua diffusione in Europa

Il fenomeno Bring Your Own Device sembra avere qualche difficoltà ad attecchire in Europa: gli operatori di rete hanno paura del cambiamento, ma stanno perdendo opportunità di fatturato

di Andrea Bai pubblicata il , alle 08:41 nel canale TLC e Mobile
 

Il fenomeno BYOD, acronimo di Bring Your Own Device, rappresenta uno dei trend più significativi che abbia mai colpito il mercato enterprise: la possibilità concessa dalle aziende ai dipendenti di utilizzare per scopi lavorativi e professionali il proprio dispositivo smartphone, tablet o notebook contribuendo in qualche modo all'acquisto o al suo mantenimento.

La società di analisi Strategy Analytics osserva però come l'area EMEA non abbia, fino ad ora, preso parte in maniera consistente alla rivoluzione BOYD e come gli operatori di reti mobile nel Vecchio Continente stiano perdendo le interessanti opportunità di fatturato che possono derivare da questo trend. Rispetto all'area nord-americana e Asia-Pacific, dove il volume BYOD supera l'80% di tutti gli smartphone business acquistati da e per gli utenti business, il volume del BYOD europeo si attesterà a meno della metà delle vendite di smartphone business per il 2013, principalmente per via di una certa resistenza da parte degli operatori di rete.

Sebbene il BYOD possa essere spesso ritenuto di beneficio per tutte le parti coinvolte, in Europa vi sono ancora molte resistenze da scardinare. Gli operatori, ad esempio, vedono il BYOD come una minaccia poiché sottrae fatturati dalla stabilità dei contratti corporate e molti sono ostacolati da sistemi di billing separati per l'utenza commercial e consumer che non riconoscono gli uni dagli altri. Le imprese cercano invece di proteggere gli impegni presi nel supporto di un operatore, tramite i contratti corporate, che vanno riducendosi di pari passo all'espansione del BYOD. L'utente finale, infine, realizza le restrizioni d'uso di cui avrebbe bisogno per poter operare in una regione dove il roaming può ancora sconvolgere la bolletta.

Ma sono proprio gli operatori che dovrebbero rivestire il ruolo degli abilitatori perché le sfide di roaming, che sono alla base dei molti problemi che ostacolano la diffusione del BYOD, richiedono che vengano compiuti passi avanti nella realizzazione dei sistemi di billing degli operatori stessi affinché il paradigma BYOD possa funzionare. La suddivisione delle opzioni di billing a carico dell'impresa e dell'utente sulla base del rispettivo utilizzo è una soluzione fortemente richiesta da parte delle imprese.

L'obiettivo ultimo per tutte le parti coinvolte è rappresentato da opzioni di billing diretto che permettano agli operatori di fatturare direttamente professionisti individuali per il loro piano corporate, anche se non si tratta di una soluzione facile da implementare sul piano pan-Europeo. Anche in questo caso vi è pressione sugli operatori affinché tutto ciò possa funzionare. Le realtà multinazionali che hanno implementato il BYOD in altre aree chiedono perché non possa essere implementato anche in Europa, con gli operatori che hanno disperatamente bisogno di più strumenti per distinguersi agli occhi dei clienti corporate e con l'EU che va a stabilire ciò che un operatore può addebitare.

"Il tempo per gli operatori europei di temere il BYOD deve finire. Accettare il cambiamento porterà ad ulteriori opportunità di fatturato e aiuterà a differenziarsi dinnanzi ai clienti corporate corporate in un momento in cui l'EU continua a stabilire norme e politiche che omogenizzano ulteriormente i loro servizi. Sarà una grande vittoria competitiva per il primo operatore che arriverà in tempo, quando ogni operatore Europeo sta adoperandosi per proteggere i suoi mercati per capire come supportare al meglio questo trend" ha commentato Kevin Burden, Director of Mobility per Strategy Analytics.

4 Commenti
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Er Scode31 Luglio 2013, 09:23 #1

L'ITALIA A STO GIRO E' PIù AVANTI DI TUTTI

Ebbene sì cara redazione: informatevi meglio!
I liberi professionisti già adottano da sempre questa abitudine quando lavorano per altri studi professionali. Notebook, cell e quant'altro te lo porti tu da casa, con una piccola differenza che fa diventare l'iniziativa ancora più innovativa: I SOLDI LI METTI TUTTI TU E NON C'E' RIMBORSO!!!!!
O così o stai a casa.
Altro che l'america è più avanti di noi! Ditegli a quei signori che non abbiano timore e vengano in italia a vedere la situazione: è 40 anni che è così!
fgpx7831 Luglio 2013, 10:18 #2
Originariamente inviato da: Er Scode
Ebbene sì cara redazione: informatevi meglio!
I liberi professionisti già adottano da sempre questa abitudine quando lavorano per altri studi professionali. Notebook, cell e quant'altro te lo porti tu da casa, con una piccola differenza che fa diventare l'iniziativa ancora più innovativa: I SOLDI LI METTI TUTTI TU E NON C'E' RIMBORSO!!!!!
O così o stai a casa.
Altro che l'america è più avanti di noi! Ditegli a quei signori che non abbiano timore e vengano in italia a vedere la situazione: è 40 anni che è così!


Stavo giusto per dire...a me cellulare, notebook, stampante e quant'altro non me li ha pagati nessuno. Eppure li uso anche per lavoro...eeehhh...belli i tempi in cui i liberi professionisti venivano pagati anche per questo. Ora prendono quanto un impiegato, ma senza benefit e posto fisso.
biffuz31 Luglio 2013, 12:14 #3
Non so in altri paesi, ma non ho mai visto in Italia qualcuno che ti proponesse un contratto aziendale con il tuo telefono. O ti danno il telefono con il contratto aziendale, o non ti danno niente del tutto (caso sempre più tipico).
darkpella01 Agosto 2013, 09:15 #4
Esatto, qua si parla di parla di dipendenti, non di professionisti esterni.

Nella mia azienda di danno un cellulare fornito da vodafone, leggasi cellulari nokia fuori produzione e manco vogliono che tu ci metta il tuo smartphone per ipotetici problemi di sicurezza..

Non siamo mica gli americani...

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