L'Agenda Digitale è legge, ma il percorso è già in salita

L'Agenda Digitale è legge, ma il percorso è già in salita

Il Decreto Crescita 2.0 è stato convertito in legge, ma la nomina dell'Agenzia per l'Italia digitale sarà rimandata dopo la formazione del nuovo governo a seguito delle prossime elezioni di febbraio

di Andrea Bai pubblicata il , alle 08:21 nel canale TLC e Mobile
 

Nel corso della giornata del 13 dicembre la Camera dei Deputati ha definitvamente approvato il Decreto Crescita 2.0, che viene pertanto convertito in legge, che comprende i vari piani che rientrano nel contesto dell'Agenda Digitale Italiana, della quale abbiamo avuto modo di parlare in maniera estensiva, in questo articolo: Agenda Digitale Italiana: parliamone, tutti.

Si tratta di un importante passo avanti, soprattutto dopo che l'improvvisa crisi di governo aveva seriamente minacciato l'affossarsi dell'intero decreto e, conseguentemente, anche l'avvio delle misure per l'Agenda Digitale. Tuttavia il percorso dell'Agenda Digitale non è ancora da considerarsi in discesa: all'interno del Decreto Crescita 2.0 viene infatti stabilita anche la nomina dell'Agenzia per l'Italia digitale, nomina che deve essere effettuata dal governo. Governo che, com'è ormai noto, andrà a cessare le sue funzioni a seguito dell'approvazione della legge di stabilità, prevista per i prossimi giorni.

La nomina dell'Agenzia, infatti, implica il lavoro congiunto di quattro ministeri (Sviluppo Economico, Economia, Pubblica Amministrazione e Istruzione) e prevede anzitutto la nomina di un Direttore Generale che si dovrà occupare della formazione dell'Agenzia. Attualmente il Direttore Generale designato lo scorso mese di ottobre, ma non ancora nominato, è Agostino Ragosa CIO di Poste Italiane e consigliere di Postecom. Una volta nominato il Direttore Generale, dovranno trascorrere 45 giorni per la formazione dell'agenzia.

E' opportuno considerare che difficilmente in momenti di "passaggio" come quello attuale vengano varate nomine su authority, garanti ed agenzie di controllo , dal momento che le figure nominate potrebbero non essere gradite al governo successivo all'attuale. Il che porta ad un quasi inevitabile rimando della nomina della nuova agenzia (non si sa quando, ma sicuramente dopo le elezioni di febbraio).

6 Commenti
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guido89_17 Dicembre 2012, 09:54 #1
sarà inoltre interessante vedere se i 750 mln per le infrastrutture tra 2 mesi saranno reindirizzati come successe nel 2009...
Capozz17 Dicembre 2012, 09:57 #2
Ovviamente bisogna nominare un nuova agenzia in cui piazzare gente, che ci costerà milioni e che non combinerà un c@xxo ecc ecc...
E' incredibile.
inited17 Dicembre 2012, 10:07 #3
Ma Poste Italiane è privata o sono rimasto indietro? E se è così, perché mettiamo un privato a fare questo lavoro, se il nostro sistema amministrativo ed economico non è basato sull'iniziativa privata? Che fiducia dà costui che implichi imparzialità e rettitudine nello svolgere il lavoro, se non motivata dalla fedeltà allo stato? Lo so, sono io ad essere un pio illuso...
guido89_17 Dicembre 2012, 10:10 #4
perchè, chi conosci dei capoccioni al governo (perchè le cariche vengono distribuite tutte li dentro se non vanno a privati) che abbia fedeltà allo stato?...troppa antipolitica?ops...
inited17 Dicembre 2012, 10:18 #5
L'ho detto, pio illuso io, ma d'altra parte dire "vabbé" e voltarsi dall'altra parte...da parte di tutti? Capisco noi gente qualsiasi priva di peso, ma chiunque ne abbia almeno un po' ha di meglio a cui pensare? Oh be'.
guido89_17 Dicembre 2012, 10:28 #6
Originariamente inviato da: inited
L'ho detto, pio illuso io, ma d'altra parte dire "vabbé" e voltarsi dall'altra parte...da parte di tutti? Capisco noi gente qualsiasi priva di peso, ma chiunque ne abbia almeno un po' ha di meglio a cui pensare? Oh be'.


si si era solo un po' d'ironia, ma d'altra parte il paese arriva da un anno dove (di fatto) è stato governato da privati, tecnici, professori che dir si voglia, che solo ora si stanno dando (forse) alla politica, quindi mi sembra veramente utopistico aspettarsi che le nomine andassero a qualcuno della PA no? ammettendo per assurdo, tra l'altro, che ci fosse qualcuno di qualificato per farlo.

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