Un cavo internet da 60Tbps lungo 9 mila chilometri collegherà USA e Giappone

Un cavo internet da 60Tbps lungo 9 mila chilometri collegherà USA e Giappone

Al progetto ha preso parte anche Google: USA e Giappone verranno collegate nelle prossime ore da un cavo, chiamato Faster, che garantirà trasferimenti complessivi nell'ordine delle decine di terabit al secondo

di Nino Grasso pubblicata il , alle 14:46 nel canale TLC e Mobile
GoogleNEC
 

Supportato finanziariamente in parte da Google il nuovo cavo transoceanico collegherà il Giappone e gli Stati Uniti. Ad annunciarlo è stata NEC Corporation all'interno di una nota pubblica in cui scrive che i lavori di costruzione e test di "Faster", questo il suo nome, sono finalmente giunti al termine e che tutti i sistemi sono operativi. L'intera linea copre una lunghezza di circa 9.000 chilometri e si estende dall'Oregon alle prefetture di Chiba e Mie in Giappone. Sebbene approdi in solamente tre località distinte, Faster ha la capacità di estendere connessioni in grado di coprire tutta la West Coast con le principali città giapponesi, oltre che con le sue località più importanti.

Il cavo è stato annunciato originariamente nell'estate 2014 ed è stato seguito da un consorzio di compagnie internet al fine di migliorare l'infrastruttura di rete transcontinentale. Fra i grandi nomi dei membri partecipanti al progetto troviamo Google, China Telecom Global, Global Transit, Singtel, China Mobile International, KDDI, i quali hanno collaborato con la giapponese NEC per ottenere le competenze necessarie per la posa dell'infrastruttura. Le società coinvolte sostengono che Faster sia l'unica linea transpacifica in fibra capace di trasferire dati a velocità che si aggirano intorno ai 60 Terabit al secondo.

"Dall'inizio del progetto ci dicevamo l'un l'altro 'faster, Faster and FASTER', e ad un punto è diventato il nome del progetto. Oggi Faster è realtà", commenta così Hiromitsu Todokoro, chairman del comitato gestionale del progetto. "Questo è il risultato della collaborazione e delle competenze di tutti i sei membri partecipanti, insieme al supporto di NEC". Gli interessi da parte dei partecipanti sono ben chiari: aumentando la capacità delle reti e i bit rate, aumenta di riflesso anche la capacità di crescita per le realtà che affidano il loro business su connessioni ad internet veloci, affidabili e, soprattutto, presenti in ogni situazione e ogni luogo.

Non è la prima volta che Google scende in campo su progetti sottomarini. La compagnia ha già finanziato parte di almeno altri due progetti transoceanici per collegare gli Stati Uniti all'America Latina, al Giappone e ad altre parti del continente asiatico. Questi particolari tipi di cavo consentono un boost prestazionale enorme sia per quanto riguarda la disponibilità della connessione ad internet, che per quanto riguarda le velocità di connessione. Per Google Faster si integra alla perfezione all'interno dei piani della società con cui realizzare un'infrastruttura di rete globale, sia sul piano internazionale che su quello più prettamente locale.

Google ha una divisione apposita, Google Fiber, che si occupa della diffusione delle infrastrutture in fibra ottica soprattutto negli Stati Uniti e che potenzialmente è in grado di infastidire i provider di banda ultralarga nazionali. Project Loon, sempre sotto il cappello di Alphabet, vuole invece portare internet in tutto il mondo, anche nelle aree meno raggiungibili, sfruttando palloni aerostatici. 

9 Commenti
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h4xor 170101 Luglio 2016, 09:23 #1
mi chiedo se a breve, con la progressiva diffusione di queste nuove e più performanti infrastrutture "portanti", si verranno a risolvere i problemi di latenza su connessioni intercontinentali
Vendicatore01 Luglio 2016, 09:35 #2
Originariamente inviato da: h4xor 1701
mi chiedo se a breve, con la progressiva diffusione di queste nuove e più performanti infrastrutture "portanti", si verranno a risolvere i problemi di latenza su connessioni intercontinentali


Risolveranno alcuni problemi di congestione sicuramente, ma per quanto riguarda la latenza c'è il limite invalicabile della velocità della luce: la latenza sulle connessioni intercontinentali è latenza "fisica" dovuta alla distanza.
djfix1301 Luglio 2016, 10:11 #3
ed ancora una volta...ciao ciao europa!
Raffo_8502 Luglio 2016, 15:54 #4

Raffaele

"ed ancora una volta...ciao ciao Europa!"

Sono d'accordo, ci lasciano sempre per ultimi sulla base delle innovazioni. Discriminazione? Congiura? Chi può dirlo. Spero solo sia una lacuna momentanea.
ventuc8604 Luglio 2016, 09:48 #5
Originariamente inviato da: Raffo_85
"ed ancora una volta...ciao ciao Europa!"

Sono d'accordo, ci lasciano sempre per ultimi sulla base delle innovazioni. Discriminazione? Congiura? Chi può dirlo. Spero solo sia una lacuna momentanea.


Non esageriamo con il solito disfattismo italico...

Allacciamento dell'italia alla nuova dorsale europa-asia da 24 TBps completata a inizio anno: http://www.tomshw.it/news/ti-sparkl...-in-fibra-73973

Progetto per una nuova dorsale europa-USA da 160 Tbps (quasi 3 volte la capacità di quella dell'articolo) previsto entro il 2017: http://www.ilsole24ore.com/art/tecn...ml?uuid=ADcHTaQ
Tony.Montana04 Luglio 2016, 11:03 #6
A 50 euro al metro... viene 450 milioni di euro, per non parlare dei lavori, si sfiora il miliardo... Poi dicono che c'è la crisi economica ahahah!
Correx04 Luglio 2016, 15:49 #7
Notevole che NEC sia riuscita far passare, nello stesso spazio dove prima loro e i concorrenti arrivavano alle canoniche 80 lambda (->vedi il resto dei cavi sottomarini e non), ben 100 lambda, a 100Gb/s, cioè 20 in piu', arrivando cosi' a 10 terabit/s a coppia di fibre.
60 Terabit/s naturalmente è la velocità massima teorica, ipotizzando di riempire tutte e 100 le lambda, ciò significa che ogni stazione deve avere tutti e 100 i transponder, a 100Gb/s, per ogni coppia di fibre, che costerebbero uno sproposito... Quindi partiranno ad esempio con una decina di lambda, per poi aggiungere le altre nel tempo (cosi' come gli altri cavi sottomarini e il resto delle reti DWDM terrestri)...
Notturnia05 Luglio 2016, 14:31 #8
cosa non si fa per collegare i mega computer per il trading super rapido..
Notturnia05 Luglio 2016, 14:36 #9
@Tony.Montana .. Alphabet ha problemi economici ?.. non sapevo.. vuoi dirmi che non possono spendere un misero miliardino per posare un cavo ?.. io credo che non abbiano questi problemi..

inoltre la crisi è fatta pesare in europa, italia in particolare.. in USA sono tornati a lavorare bene da tempo..

non confondere il "mood" o sentiment, o come lo si vuole chiamare, che i giornali ci fanno pesare qui in europa con quello che realmente succede.. la brexit ci fanno capire che ucciderà l'economia e prima del 2019 non avverrà nulla.. manco l'hanno ancora chiesta.. era solo un referendum ma le borse hanno bruciato il 30% del valore per farci capire che sta finendo il mondo.. e nel resto del mondo le cose stanno invece andando bene..

su su.. un cavo da 1 miliardo Alphabet se lo puo' permettere ogni settimana senza farsi male.. caso mai il prossimo lo posa Apple e ne facciamo due alla settimana.. scordavo zucchina.. se si mette anche lui ne posiamo uno ogni due giorni :-D

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