Le 3 belle storie hi-tech italiane con un denominatore comune: la Sicilia

Le 3 belle storie hi-tech italiane con un denominatore comune: la Sicilia

Salvatore Sanfilippo di Redis, Antonio Tomarchio e Walter Ferrara di Cuebiq/Beintoo e Maurizio Sciglio e Marco Anastasi di Cloudgine/Epic Scotland. Sono tre storie che hanno un unico comune denominatore: provengono dall'Italia, precisamente le loro fondamenta sono racchiuse in pochi chilometri. In Sicilia

di pubblicato il nel canale Mercato
 

Il sole accecante riscaldava il cortile della scuola dove i ragazzi trascorrevano i pochi minuti di pausa tra una lezione e l'altra. Improvvisamente qualcuno lasciava cadere rovinosamente una gran quantità di dischetti da 3,5 pollici, ciascuno con un'etichetta diversa di un gioco per Amiga. Sui banchi di scuola, incisi, complessi diagrammi, mentre c'era chi cercava di spiegarli ai meno dotti, non celando l'entusiasmo per una futuro imprevedibile a tratti, certamente molto diverso dal presente.

Era la culla di un grande cambiamento, che custodiva i presupposti per queste tre grandi storie di successo. Tutte con un unico comune denominatore, l'assolata Sicilia, uno dei posti più controversi e problematici d'Italia, e dell'area mediterranea nel suo complesso, capace però di offrire il potenziale alle grandi menti che hanno forgiato i progetti di cui ci accingiamo a parlare, capaci di modellare il futuro dell'hi-tech, non solo in Italia ma con respiro internazionale.

Nell'aria si respirava il pionierismo informatico che oggi non c'è più, in un mondo dove il computer è diventato una commodity per le persone. Ma quello che sta dietro all'ecosistema, il software che ne alimenta lo sviluppo e le idee che segnano il passaggio da una fase evolutiva all'altra è ancora tutto, letteralmente, da scrivere. Storie di programmatori e teorici del progresso, che si concretizzano ora, ma che hanno radici ormai qualche anno indietro nel tempo, quando quel sole meridionale riscaldava la brezza del cambiamento.

Redis

Iniziamo il nostro viaggio con Salvatore Sanfilippo, famosissimo programmatore conosciuto negli ambienti anche come "antirez". Lo si definisce come il "genio del web che fa girare i colossi della Silicon Valley", e tutto è merito del famosissimo database NoSQL Redis, ormai diventato un punto di riferimento del settore e utilizzato da piattaforme popolari come Twitter, Yahoo e altre.

Salvatore Sanfilippo ha 41 anni, è cresciuto a Campobello di Licata e oggi è sostanzialmente alla vigilia della pensione. Il suo accordo di collaborazione con Redis Labs, infatti, sta per scadere, e fra poco capitalizzerà completamente il lavoro di tanti anni sulla piattaforma. Agli inizi Sanfilippo ha lavorato a Redis per un anno gratuitamente, rilasciandolo come software gratuito e aperto. In seguito è stato profumatamente retribuito per lavorare su Redis, che oggi non è più di sua proprietà.

Redis

Lui ha detto che la sua passione per l'informatica e la programmazione nasce per merito di suo padre, che negli anni '80 era già un appassionato di computer. Comprò al figlio uno ZX Spectrum (rivale del Commodore 64 in quel periodo) e dal momento partì tutto.

Redis è un sistema di tipo Key-value database: può essere definito come un programma che assiste altri programmi nella gestione dei dati in loro possesso
Sanfilippo iniziò a studiare architettura, ma presto sentì che le opportunità vere erano da un'altra parte. Quando arrivò internet, letteralmente gli si aprì davanti un nuovo mondo. Si appassionò di C e di sicurezza informatica, e questo lo indusse a scoprire un exploit nei sistemi Unix, che lo portò ad essere convocato dall'Università di Milano. Un genio della programmazione Sanfilippo, uno dei talenti del settore che di più merita i risultati che ha ottenuto, con tanto lavoro ma anche tante soddisfazioni.

Cos'è Redis? Se chiedete a qualsiasi esperto di database saprà rispondervi molto bene, perché è una piattaforma famosissima, conosciuta in tutto il mondo. Fondamentalmente può essere descritto come un programma che assiste altri programmi nella gestione dei dati in loro possesso. Twitter usa Redis in modo da memorizzare gli ultimi tweet dei suoi utenti e visualizzarli istantaneamente quando vengono richiesti. Sono le prestazioni e l'efficacia di Redis che hanno portato la piattaforma a essere usata dai sistemi con la maggiore quantità di dati con la necessità di fornirli agli utenti nella maniera più rapida possibile. Redis, infatti, risiede completamente nella memoria di sistema e contempla un modo per duplicare i dati presenti sul disco senza perdita di prestazioni. Oggi è usato anche da Yahoo, Instagram, Pinterest, Craigslist, The Guardian, Tumblr e Youporn. Ma anche Microsoft e Amazon hanno usato Redis per i loro servizi in cloud Azure e AWS.

Salvatore Sanfilippo

Salvatore Sanfilippo

Redis, il cui nome deriva da REmote DIctionary Server, è completamente open source e oggi una prolifica community di programmatori lo supporta e lo migliora. È protagonista di una conferenza annuale che si tiene a San Francisco e si chiama, appunto, Redis Conference. La prima versione risale ad aprile 2009, mentre il suo sviluppo è stato sponsorizzato da Pivotal a partire da maggio 2013, mentre precedentemente è stato sponsorizzato da VMware Inc. Oggi è nelle mani di Redis Labs, una grande compagnia con sede nella Silicon Valley e sedi distaccate a Londra e Tel Aviv. Secondo il ranking mensile di DB-Engines.com, Redis è, a dicembre 2016, il più diffuso nella categoria dei key-value store.

Redis supporta diversi tipi di strutture di dati astratti, come stringhe, elenchi, mappe, insiemi ordinati, hyperloglog, bitmap e indici spaziali. Molti linguaggi di programmazione contemplano supporto diretto a Redis, tra cui Java, JavaScript (Node.js), C, C++, C#, Python, R, Racket, Ruby, Rust, Scala, Smalltalk, Swift, solo per citarne alcuni.

Una differenza importante tra Redis e altri sistemi di storage strutturati è che Redis supporta non solo stringhe, ma anche tipi di dati astratti dove il tipo di valore determina quali operazioni sono disponibili per il valore stesso. Redis supporta operazioni di alto livello e lato server come intersezione, unione e differenza tra insiemi e ordinamento di elenchi e serie ordinate.

La piattaforma ideata da Sanfilippo conserva l'intero set di dati in memoria, con la persistenza che è ora ottenuta in due modi diversi. Uno è chiamato snapshotting ed è una modalità di durata semi-persistente in cui il set di dati viene trasferito all'occorrenza in modo asincrono dalla memoria al disco. L'alternativa viene definita AOF e consiste in un registro (journal) che viene aggiornato nel momento in cui vengono elaborate nuove operazioni che modificano il dataset. Per impostazione predefinita, Redis scrive i dati su un file system almeno ogni 2 secondi e, in caso di errore, il sistema perderebbe solamente i dati elaborati negli ultimi secondi.

Inoltre, i dati provenienti da qualsiasi server Redis possono essere replicati su qualsiasi numero di slave. Ciò consente a Redis di implementare un replication tree single-rooted. In questo modo, un client di uno slave può iscriversi a un canale e ricevere un feed completo dei messaggi pubblicati sul master, il tutto in qualsiasi punto del replication tree. Ciò è utile per la scalabilità di lettura (ma non di scrittura) o ridondanza dei dati. La natura in-memory di Redis gli consente di funzionare bene rispetto ai database che scrivono ogni modifica sul disco prima di considerare una transazione eseguita.

L'evoluzione di Redis nel corso degli ultimi sei anni è stata importante, e il lavoro di Sanfilippo è stato ampliato da squadre di esperti dislocate in varie parti del mondo. Si tratta oggi del sistema di database più sicuro, con i migliori meccanismi di failover, e con un sistema di distribuzione dei carichi di tipo master-slave particolarmente efficiente.

Salvatore Sanfilippo ha vissuto per molti anni fuori dalla Sicilia, ma oggi adora soggiornare a casa propria, a differenza di molti altri programmatori che hanno avuto successo. "Penso che il modello per il Sud sia questo dal punto di vista dell’IT. Creare aziende che offrano servizi informatici al Nord e all’estero, tenendo i costi bassi, e la qualità alta", ha detto in un'intervista.

Cuebiq/Beintoo

Oggi una delle realtà informatiche che affondano le radici in Italia, e in particolare in Sicilia, più promettenti è Cuebiq, spin-off americano dell'azienda italiana Beintoo. Il suo CEO è Antonio Tomarchio, già conosciuto per il suo lavoro in Dada sul sistema di online advertising Simply. Oggi Tomarchio guida il successo di Cuebiq da New York e le ultime procedure per la conclusione della fase di startup. La squadra di Tomarchio, così come i due ragazzi della prossima storia, ha molti elementi originari della provincia di Catania.

Recentemente Cuebiq ha ricevuto un secondo round di finanziamento da 27 milioni di dollari. Si tratta del secondo round di finanziamento per l'azienda che già nel 2012 aveva ottenuto 5 milioni di dollari. Più di 1300 tra aziende e brand usano le tecnologie di Cuebiq per fornire soluzioni mirate ai loro clienti. Questo finanziamento supporterà lo sviluppo di ulteriori prodotti, contribuirà all'espansione delle operazioni su scala globale e all'avanzamento delle iniziative sulla privacy dei dati attualmente in discussione. Fra gli altri elementi della sua strategia, infatti, Cuebiq si fa promotore delle tecnologie a garanzia della privacy e dell'esportazione del GDPR su tutto il pianeta.

Cuebiq

Cuebiq è un'azienda di business intelligence. La metodologia proprietaria di Cuebiq consente la raccolta anonima dei dati sulla posizione e l'analisi offline dei trend aggregati. Il modo in cui le persone si muovono all'interno dei punti vendita viene elaborato sulla base di altri dati sul comportamento dei consumatori. Il tutto avviene in forma completamente anonima.

La metodologia proprietaria di Cuebiq consente la raccolta anonima dei dati sulla posizione e l'analisi offline dei trend aggregati
Ciò permette alle aziende di realizzare campagne pubblicitarie mirate: queste informazioni aggregate, infatti, hanno dimostrato di fornire notevoli capacità predittive per la previsione delle prestazioni allo scopo di correlare tendenze e vendite per un'ampia gamma di settori verticali. Una vera e propria manna dal cielo per tantissime imprese il cui business funziona sulla raccolta e l'elaborazione dei dati.

L'azienda affonda le sue radici in Beintoo, brand con il quale Tomarchio e la sua squadra hanno saputo cogliere i trend di mercato e modificare il suo orientamento iniziale, più votato al concetto di gamification, come abbiamo visto in una precedente intervista ad Antonio Tomarchio. "La ricerca di fondi è una sfida fondamentale perché è necessario essere finanziati per poter avere la tranquillità di lavorare focalizzati sul prodotto e senza distrazioni", diceva Tomarchio in quell'intervista. "In Italia esiste una comunità di angel e inizia a esserci una comunità di venture capital di rilievo formata da persone competenti. È chiaro che non vi è la stessa disponibilità di fondi che si può avere negli Stati Uniti, ma è anche chiaro che il numero di startup è decisamente ridotto".

Antonio Tomarchio

Antonio Tomarchio

La tecnologia Beintoo ha rappresentato una parte cruciale di uno dei titoli mobile di maggior successo di quel periodo, Fruit Ninja. La software house di origine siciliana con sede a Milano ha infatti collaborato con Halfbrick Studios, la software house australiana che ha creato Fruit Ninja e Jetpack Joyride.

Beintoo

Le tecnologie di localizzazione di Cuebiq vengono anche utilizzate dagli sviluppatori di app per creare esperienze migliori per gli utenti, consentendo la pubblicazione di messaggi pubblicitari contestuali. Cuebiq sfrutterà la tecnologia blockchain per creare un mercato di dati aperto capace di portare valore economico non solo alle società che gestiscono dati e ai loro clienti, ma anche agli utenti finali.

"Fin dalla sua istituzione, Cuebiq si è impegnata a proteggere la privacy degli utenti, ottenendo le certificazioni NAI e TRUSTe", ha affermato Antonio Tomarchio. "Questo impegno ha reso un fattore critico la volontà di collaborare con investitori che la pensassero allo stesso modo. Cuebiq non solo è conforme al GDPR in Europa, ma sta anche lavorando con le sue app partner per adottare lo stesso framework lungimirante in tutto il mondo. Riteniamo che la privacy e la trasparenza offrano vantaggi per tutte le parti interessate, dagli utenti finali agli sviluppatori di app fino alle data companies".

"È per noi fonte di orgoglio che l'intero R&D dell'azienda sia basato a Milano, nella nuova sede che conta già oltre 40 dipendenti con un forte piano di crescita", aggiunge Walter Ferrara, Country manager italiano. "Abbiamo moltissime posizioni aperte, disponibili nella sezione career del nostro sito, tra cui Data Engineers, Data Scientist, Full Stack Engineers in un contesto di innovazione tecnologica che ci ha portato all'uso di soluzioni top-notch".

Cloudgine/Epic Scotland

Chiudiamo con uno sconfinamento nel mondo dei videogiochi. Forse non tutti sanno che Cloudgine, la software house alla base del motore fisico gestito in cloud di Crackdown 3, è stata fondata da due programmatori italiani, Maurizio Sciglio e Marco Anastasi. Che lavorano insieme a Dave Jones, indimenticato veterano dell'industria dei videogiochi alla base della creazione, insieme agli altri talenti dell'allora DMA Design, del primo Grand Theft Auto e di Lemmings.

Cloudgine è stata recentemente acquisita da Epic Games, e adesso si occupa della componente eSport di Fortnite, il gioco multiplayer del momento. Il che ha fatto schizzare verso l'alto la popolarità di questo gruppo di programmatori italiani, che adesso sono alle prese con tutto quello che sta dietro la fruibilità come evento mediatico di Fortnite.

Cloudgine

Tornando a Jones, però, è opportuno sottolineare come questa importante figura dell'industria videoludica sia alla base della trasformazione della città di Edimburgo a cruciale sede europea dello sviluppo di videogiochi, visto che DMA Design nel corso del tempo è diventata Rockstar North e visto che è lì che sono stati sviluppati alcuni dei videogiochi di maggior rilievo delle ultime generazioni come Grand Theft Auto V e Red Ded Redemption 1 e 2.

Cloudgine è stata recentemente acquisita da Epic Games, e adesso si occupa della componente eSport di Fortnite
Per quanto riguarda Cloudgine, si tratta di una sorta di motore per simulazione che funziona tramite il cloud, sfruttando la capacità di calcolo messa a disposizione da un qualunque tipo di piattaforma cloud. Pensate a un razzo indirizzato contro un edificio: a seconda dell'angolazione del razzo e della violenza dell'impatto si produrrà un certo numero di particelle, che andranno a disporsi a terra in certe posizioni. Ora un motore fisico deve calcolare l'esatta posizione in cui finirà ciascuna delle particelle, il che porta a consumare una notevole quantità di potenza di calcolo. Se questi calcoli venissero demandati a un sistema in remoto, ovvero così come avviene con Cloudgine, l'hardware locale potrebbe essere sfruttato per altro, magari migliorando altri aspetti della grafica.

"Tradizionalmente, tutti i giochi, indipendentemente dal dispositivo sul quale vengono eseguiti, sono limitati dalla potenza di calcolo del dispositivo stesso" diceva Sciglio in una precedente intervista. "Per poter garantire un frame rate di 30 fps (minimo per qualunque gioco moderno), l'engine del gioco ha a disposizione solamente 33 millisecondi ogni frame per aggiornare tutti i sotto sistemi del gioco (rendering, fisica, intelligenza artificiale, audio, logica di gioco...). La comunità dei videogiocatori ha da sempre spinto verso l'aumento della qualità visiva dei giochi e questo è avvenuto a scapito degli altri sistemi che non hanno mai avuto sufficiente potenza di calcolo dedicata. La nostra tecnologia consente di utilizzare il cloud per assegnare interi server a componenti fondamentali per l'esperienza di gioco e che prima avevano a disposizione solo una piccola parte delle risorse della macchina di gioco. All'aumentare della complessità della simulazione fisica, la nostra tecnologia distribuisce il calcolo su più server in maniera completamente trasparente. Lo stesso modello può essere applicato ad altri componenti di gioco, rendendo a tutti gli effetti la potenza di calcolo a disposizione del gioco virtualmente illimitata. Come puoi immaginare, le prospettive dal punto di vista di esperienza e profondità di gioco sono assolutamente affascinanti".

Maurizio Sciglio

Maurizio Sciglio

Un'idea molto brillante che per il momento deve essere accantonata per la necessità di concentrarsi su Fortnite, oggi in assoluto il videogioco più remunerativo e più seguito al mondo. Serve tantissimo lavoro, che Epic in parte devolve alla sua nuova sede scozzese (ma con cuore italiano), oltretutto da concentrarsi nel più breve periodo possibile per poter sfruttare al meglio il successo di Fortnite. E del supporto eSport per Fortnite è proprio Epic Scotland ad occuparsene.

Epic si è vista catapultata in un vortice di successo che prima di oggi non aveva mai conosciuto, neanche con il primo Unreal, neanche con una qualsiasi versione di Unreal Engine. Con sede principale a Cary, nel North Carolina, la società di Tim Sweeney ha dovuto espandersi velocemente, in Europa come altrove, per poter gestire l'imperiosa crescita di Fortnite, oggi il gioco più condiviso su Twitch.

Fortnite

Fortnite ha generato ricavi per 223 milioni nel solo mese di marzo, 300 ad aprile e 318 a maggio per un totale di 1 Miliardo nella prima metà del 2018 con la prospettiva concreta di raggiungerne almeno il doppio a fine anno. Niente male per un gioco che viene distribuito gratuitamente con una struttura di acquisti in-app: tutti questi ricavi, infatti, sono dovuti agli oggetti cosmetici che è possibile acquistare per migliorare il proprio aspetto in-game, senza toccare le prestazioni. Epic metterà in palio 100.000,000 $ per il torneo eSport di Fortnite nel primo anno di gioco competitivo.

Grazie al successo di Fortnite, Epic Games vale ora 8 miliardi di dollari, una crescita piuttosto importante e una cifra veramente alta se paragonata a quella spesa dalla cinese Tencent nel 2012 per acquistare il 40% delle quote di partecipazione. Al tempo Epic fu valutata 825 milioni di dollari.

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7 Commenti
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Giouncino23 Agosto 2018, 08:40 #1
Questa è la parte più bella delle storie:
"Salvatore Sanfilippo ha 41 anni, [...] e oggi è sostanzialmente alla vigilia della pensione"
un sogno...
Zenida23 Agosto 2018, 16:55 #2
Originariamente inviato da: shouldes
L'articolo l'ho letto fin dove c'è scritto che la Sicilia è uno dei posti più problematici dell'intera area mediterranea nel suo complesso.
Fate sul serio? Questo è l'articolo che lascerete pubblicato?
Per scrivere una cosa simile devi non aver mai letto un quotidiano negli ultimi 10 anni, oppure hai la testa talmente ficcata nei tuoi problemi personali da non vedere cosa succede ad una metro di distanza.
Neanche un keeg cresciuto allo ZEN scriverebbe mai una roba simile, sapendo cosa è successo e cosa succede nelle vere aree problematiche del mediterraneo.
Per me è problematico trattenere il respiro dalla macchina al portone dell'ospedale di Sesto San Giovanni, perché mi fa schifo respirare quella puzza di smog, cosa che mi è successa, ma non scrivo che Lombardia è l'area più problematica dell'intero mediterraneo, ma scherziamo?

Condivido in pieno!

Questo paese è pieno di problemi in ogni dove, come molti altri nel mondo. Ma solitamente, quando si parla di un argomento, si parla del tema in questione, che poco ha a che fare con le problematiche a cui si fa riferimento.

Posso capire che forse si voleva scrivere qualcosa come
"la sicilia non è certo l'incubatore della cultura informatica, regione che di certo non stimola la crescita del settore, eppure abbiamo 3 grandi geni...."
ma vi è uscita davvero malissimo come espressione per rappresentare la straordinarietà di questi progetti.
]Rik`[24 Agosto 2018, 09:56 #3
Originariamente inviato da: shouldes
L'articolo l'ho letto fin dove c'è scritto che la Sicilia è uno dei posti più problematici dell'intera area mediterranea nel suo complesso.
Fate sul serio? Questo è l'articolo che lascerete pubblicato?
Per scrivere una cosa simile devi non aver mai letto un quotidiano negli ultimi 10 anni, oppure hai la testa talmente ficcata nei tuoi problemi personali da non vedere cosa succede ad una metro di distanza.
Neanche un keeg cresciuto allo ZEN scriverebbe mai una roba simile, sapendo cosa è successo e cosa succede nelle vere aree problematiche del mediterraneo.
Per me è problematico trattenere il respiro dalla macchina al portone dell'ospedale di Sesto San Giovanni, perché mi fa schifo respirare quella puzza di smog, cosa che mi è successa, ma non scrivo che Lombardia è l'area più problematica dell'intero mediterraneo, ma scherziamo?


beh vuoi mettere il nordafrica quant'è meno problematico?
tallines24 Agosto 2018, 13:16 #4
..." l'assolata Sicilia, uno dei posti più controversi e problematici d'Italia, e dell'area mediterranea nel suo complesso,......"

Solo in Sicilia c'è il sole..........

Il resto della frase è offensivo ehhhh, se potete cambiare la frase, grazie .

[U]Fatta la segnalazione .[/U]
Zenida05 Settembre 2018, 01:11 #5
Originariamente inviato da: tallines
[U]Fatta la segnalazione .[/U]


Seguo. Dato che non considerano spesso le critiche, speriamo che almeno questa la prendano in considerazione.

I blog sono come dei geroglifici sulla pietra, saranno qui anche quando noi non ci saremo più, quindi sempre meglio intervenire con una rettifica dell'articolo che lasciare questo scempio ai posteri
tallines06 Settembre 2018, 12:12 #6
Originariamente inviato da: Zenida
Seguo. Dato che non considerano spesso le critiche, speriamo che almeno questa la prendano in considerazione.

I blog sono come dei geroglifici sulla pietra, saranno qui anche quando noi non ci saremo più, quindi sempre meglio intervenire con una rettifica dell'articolo che lasciare questo scempio ai posteri

La segnalazione non è stata minimamente........ presa in considerazione .

Io non sono siciliano, mahhhhh.........certe cose non si scrivono daiiiii.........su nessuna Regione d' Italia!
Zenida19 Settembre 2018, 23:54 #7
Originariamente inviato da: tallines
La segnalazione non è stata minimamente........ presa in considerazione .

Io non sono siciliano, mahhhhh.........certe cose non si scrivono daiiiii.........su nessuna Regione d' Italia!


Ri-uppo e riquoto

Non sono siciliano anch'io, ma certe cose si scrivono se il contesto riguarda l'argomento "parliamo di cosa funziona male in sicilia".
Ma tirare in ballo delle non meglio specificate criticità senza neanche citarne qualcuna (se mai ci fosse stato un nesso logico), serve solo ad alimentare i soliti luoghi comuni che vengono appunto consolidati da questi atteggiamenti.

Rinnovo il mio invito:
Rettificate l'articolo!

@Rosario Grasso

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