Western Digital fa la pace sulla vendita della divisione memorie di Toshiba

Western Digital fa la pace sulla vendita della divisione memorie di Toshiba

Le due società trovano un accordo, appianano le divergenze e cessano tutte le ostilità: Western Digital ottiene un'estensione degli accordi, la protezione della proprietà intellettuale e la prelazione sugli investimenti futuri

di pubblicata il , alle 12:41 nel canale Mercato
ToshibaWestern Digital
 

Western Digital e Toshiba hanno raggiunto un accordo che pone fine a tutti i contenziosi sorti a seguito della decisione di Toshiba di vendere la propria divisione memorie ad un consorzio di investitori coordinato da Bain Capital. Ricordiamo che tutto nasce dalla necessità per Toshiba di vendere la propria divisione memorie per recuperare risorse da usare allo scopo di appianare le pesanti perdite dovute ad un aggravio dei costi nella costruzione di uno stabilimento nucleare negli USA, che altrimenti avrebbero costretto la società a registrare un passivo per due anni consecutivi con il rischio di essere estromessa dal listino Nikkei.

Cosa c'entra Western Digital in tutto ciò? Nel maggio del 2016 il produttore di hard disk acquisì SanDisk e con essa metà della joint-venture Toshiba-SanDisk dedicta alla produzione di memorie NAND Flash. Western Digital, facendosi forte dei diritti acquisiti mediante questa operazione, ha ritenuto che Toshiba necessitasse del suo consenso prima di qualsiasi operazione inerente la joint-venture. Nel frattempo Western Digital non è riuscita a tenere testa ai concorrenti nella guerra di offerte per la divisione memorie di Toshiba, e ha deciso di percorrere le vie legali per risolvere la questione.

A maggio del 2017 Western Digital ha dato il via ad un arbitrato contro Toshiba e quest'ultima ha risposto con una azione legale in Giappone accusando Western Digital di concorrenza sleale e di cattiva gestione di segreti industriali. Il contenzioso si è fatto aspro, con Western Digital che ha accusato Toshiba di estromettere alcuni impiegati dall'accesso ad un database condiviso e agli stabilimenti. Toshiba ha inoltre tagliato fuori Western Digital dal primo round di investimenti per la costruzione di una nuova fabbrica. Le due società si sono poi riavvicinate, riaprendo i negoziati, ma a settembre Toshiba ha preso la decisione di vendere la divisione memorie ad un consorzio coordinato da Bain Capital e composto anche da società statunitensi come Apple, Seagate e Dell quali investitori, oltre al concorrente coreano SK Hynix.

Il patteggiamento di oggi prevede la cessazione di tutte le ostilità e come contropartita Western Digital riceve l'estensione di numerosi accordi fino al 2027 e fino al 2029 e si assicura che la proprietà intellettuale della joint-venture non sarà accessibile ai membri del consorzio come SK Hynix e Seagate che sono diretti concorrenti della stessa Western Digital. La società si è inoltre assicurata il diritto di rispondere ai futuri investimenti di Toshiba nella nuova Fab 6 presso Yokkaichi e ad un nuovo progetto di Iwate. Queste ultime due clausole rappresentano elementi chiave per la competitività a lungo termine di Western Digital, poiché in caso contrario si sarebbe trovata nella condizione di avviare da zero un'attività di produzione di memorie NAND flash.

Western Digital ha inoltre condiviso alcuni aggiornamenti relativi alla propria tabella di marcia e si aspetta di terminare l'anno solare 2017 con oltre il 65% della propria produzione NAND (in termini di bit) passata a 3D NAND e oltre il 90% della produzione 3D NAND che viene condotta sul processo 64L BiCS3. I primi prodotti retail realizzati con processo 96L BiCS4 saranno invece disponibili questa settimana, ma non sono stati rilasciati ulteriori dettagli su questo argomento. Sul lungo periodo Western Digital si aspetta di poter ridurre i costi di produzione NAND in maniera pià rapida di quanto sia avvenuto con il passaggio da 2D a 3D, anche se l'evoluzione delle NAND 3D è attesa essere più lenta di quanto fosse la miniaturizzazione delle NAND 2D. Con un allentamento della scarsa disponibilità si dovrebbe assistere anche ad un calo dei prezzi delle memorie NAND, sebbene un fattore che sta ritardando tutto ciò è il fatto che alcuni concorrenti hanno deciso di migrare alcune fabbirche NAND 2D alla produzione DRAM invece che 3D NAND per risolvere il problema delle carenze presente anche nel mercato DRAM.

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