BAE Systems presenta RAD5545, un computer pensato per lo Spazio

BAE Systems presenta RAD5545, un computer pensato per lo Spazio

È pensato esplicitamente per l'ambito spaziale il nuovo BAE Systems RAD5545, che tra le sue caratteristiche più di rilievo annovera la resistenza hardware alle radiazioni, annoso problema per i computer nello Spazio

di Riccardo Robecchi pubblicata il , alle 09:21 nel canale Scienza e tecnologia
 

BAE Systems è un'azienda britannica specializzata nella difesa, produttrice di una ampia varietà di prodotti che vanno dai dispositivi elettronici per l'ambito militare fino ai sottomarini. L'azienda ha ora annunciato il lancio di un nuovo computer studiato per operare in ambiente spaziale e dotato di maggior resistenza alle radiazioni.

Il nuovo BAE Systems RAD5545 adotta un approccio inverso a quello del supercompuer HPE lanciato in orbita qualche settimana fa: se, infatti, il computer HPE sfrutta il software per compensare alle difficoltà di operare nello spazio, il BAE Sysems RAD5545 è invece hardware hardened, ovvero con hardware costruito appositamente per resistere alle condizioni estreme dello spazio.

Particolarità del RAD5545 è il fatto che è composto da una sola scheda su cui sono presenti le varie componenti. Questo non inficia però la possibilità di eseguire più sistemi operativi alla volta, lavorare con dati cifrati, elaborare immaigni ad altissima risoluzione e governare i mezzi spaziali in autonomia.

Destinato prevalentemente ai satelliti, il BAE Systems RAD5545 è molto più potente di qualunque altro computer su singola scheda per l'ambito spaziale lanciato finora, stando al produttore (e come riporta TechCrunch).

Computer di questo tipo sono cruciali per lo sviluppo dei progetti spaziali, soprattutto quelli a lungo termine come le missioni su altri pianeti del Sistema Solare. Potrebbe, però, trovarsi a metà strada tra l'approccio hardware e quello software la ricetta del successo.

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2 Commenti
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Paganetor30 Agosto 2017, 09:42 #1
in effetti non ci si pensa, ma tutto ciò che sta oltre una certa quota si becca un'escursione termica importante (relativamente semplice da gestire/evitare) e una bella dose di radiazioni (più difficile da contenere).

Basti pensare - con le dovute differenze - alla "vita utile" dei dispositivi robotizzati inviati a ispezionare il reattore di Fukushima che si misura in ore, dopodiché va tutto a ramengo!
+Benito+30 Agosto 2017, 09:48 #2
l'escursione termica è un non-problema, nel senso che se fosse quella "reale" figlia della variazione di bilancio energetico luce-ombra sarebbe insopportabile. I sistemi elettronici spaziali hanno un sistema di gestione della temperatura che irraggia un calore variabile in funzione delle condizioni. Il problema di gran lunga maggiore sono le radiazioni, soprattutto per i saltelliti che operano oltre la LEO e a maggior ragione che attraversano le fasce di Van Allen. Le la ISS fosse oltre una LEO gli astronauti non sopravviverebbero.

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