Elon Musk fonda Neuralink con l'obiettivo delle connessioni neurali uomo-macchina

Elon Musk fonda Neuralink con l'obiettivo delle connessioni neurali uomo-macchina

Il papà di Tesla e SpaceX si getta in un'altra avventura dal sapore fantascientifico: una nuova azienda che lavorerà per studiare la possibilità di creare un'interfaccia brain-computer per migliorare le capacità dell'essere umano

di Andrea Bai pubblicata il , alle 16:21 nel canale Scienza e tecnologia
 

"Conosco il kung-fu". E' una delle citazioni più celebri del primo capitolo della saga cinematografica di Matrix: per poter apprendere le tecniche delle arti marziali cinesi il protagonista, Neo, sfruttava un particolare connettore che gli consentiva di collegare il proprio cervello direttamente con un computer. In molti, dinnanzi a quella scena, avremo provato un pizzico di invidia pensando "Magari fosse così facile imparare qualcosa...!".

Uno scenario che, per quanto fantascientifico, potrebbe un giorno diventare realtà: si apprende in questi giorni dell'esistenza di Neuralink, una società di ricerca medica fondata lo scorso luglio in California e che vede il diretto coinvolgimento di Elon Musk, l'imprenditore sudafricano che già coordina due importanti realtà tecnologiche come SpaceX e Tesla. L'obiettivo di lungo termine Neuralink è quello di realizzare un'interfaccia "brain-computer" che consenta di impiantare dispositivi nel cervello umano, dapprima per curare patologie neurodegenerative ed in un secondo tempo per migliorare le capacità dell'essere umano così che possa tenere il passo con il progresso dell'intelligenza artificiale.

Anche Musk ha tratto ispirazone dalla fantascienza, e precisamente dal "neural lace" inventato dal romanziere scozzese Iain M.Banks all'interno della serie Culture, dove i personaggi sono dotati di un reticolo semi organico che cresce sulla corteccia cerebrale e permette loro di interfacciarsi senza l'impiego di cavi con le intelligenze artificiali e creare un backup delle proprie memorie. Una caratteristica che rende le persone immortali, poiché in caso di decesso possono "resuscitare" grazie al recupero dell'ultimo backup.

Ad oggi, dispositivi impiantabili nel cervello sono usati in maniera molto limitata (sia numericamente, sia come tipo di azione) nel campo medico per aiutare a lenire gli effetti del morbo di Parkinson e per cercare di trattare gli effetti di alcune malattie neurodegenerative. Si tratta tuttavia di casi molto rari, poiché si tratta di interventi chirurgici particolarmente invasivi per il cervello umano, cui si ricorre solamente quando le altre strade percorribili non hanno dato esito favorevole.

Seguendo le orme di Tesla e SpaceX, anche Neuralink ha intenzione di presentare un prototipo funzionante che possa dimostrare che la tecnologia è sicura e operabile, prima di spostare il focus sull'ambizione di migliorare le capacità della razza umana. Un prototipo che verosimilmente assumerà la forma di un dispositivo in grado di trattare le malattie che colpiscono il cervello. Secondo lo stesso Musk sono necessari non più di cinque anni per poter realizzare un'interfaccia "parziale ma significativa", anche se ovviamente vi sarà ancora molta strada da fare prima di poter collegare un'intelligenza artificiale direttamente con il cervello di un individuo. I neuroscienziati ancora avvertono di come si abbia una limitata comprensione del modo in cui i neuroni comunicano tra di loro e i metodi di cui si dispone per raccogliere informazioni a riguardo sono ancora piuttosto rudimentali.

Stando alle informazioni rese disponibili dal Wall Street Journal la società avrebbe già arruolato tre figure: Vanessa Tolosa, ingegnere del Lawrence Livermore National Laboratory con competenza nel campo degli elettrodi flessibili, Philip Sabes, professore per l'University of California di San Francisco che si occupa di studiare il modo in cui il cervello controlla i movimenti, e Timothy Gardner, professore della Boston University che ha condotto studi sul canto degli uccelli impiantando piccoli elettrodi nel cervello dei fringuelli. La società dovrebbe essere finanziata interamente dallo stesso Musk, ma si fa il nome della partecipazione anche di Founders Fund, il venture-capital fondato da Peter Thiel, che già è principale investitore in SpaceX.

Con l'annuncio di Neuralink diventa possibile leggere sotto altra luce alcune delle recenti e sibilline dichiarazioni che Musk ha avuto modo di esporre negli ultimi mesi sul tema del rapporto tra intelligenza artificiale e capacità umane. Lo scorso mese, in occasione del World Government Summit di Dubai, Musk aveva affermato:

"Col tempo credo che vedremo una fusione più stretta fra intelligenza biologica e intelligenza artificiale. E’ per lo più una questione di larghezza di banda, la velocità di connessione tra il tuo cervello e la versione digitale di te stesso. Le macchine comunicano alla velocità di mille miliardi di bit al secondo, mentre l’uomo, il cui mezzo di comunicazione adesso è digitare sulla tastiera di uno smartphone, va a circa 10 bit al secondo. La mente umana ha bisogno di una marcia in più, e dovrà allearsi con l’intelligenza artificiale".

Una posizione sicuramente non disinteressata. E voi? Siete pronti a conoscere il kung-fu?

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16 Commenti
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cata8128 Marzo 2017, 16:49 #1
cit. <<Ancora non sappiamo chi colpì per primo, se noi o loro. Sappiamo però che fummo noi ad oscurare il cielo>>
arwar28 Marzo 2017, 18:50 #2
Originariamente inviato da: cata81
cit. <<Ancora non sappiamo chi colpì per primo, se noi o loro. Sappiamo però che fummo noi ad oscurare il cielo>>


Un film rivoluzionario
Vindicator2328 Marzo 2017, 21:06 #3
Vi ricordate Syndicate il gioco del 2012? Beh è qualcosa del genere

potete comandare col cervello tramite chip uno a suicidarsi era troppo figo sparava al suo compagno e poi si toglieva la vita
globi28 Marzo 2017, 23:11 #4
Sacrificheranno per questo in laboratorio altre scimmie con il cranio aperto e gli elettrodi al cervello?
Cappej29 Marzo 2017, 00:23 #5
Originariamente inviato da: globi
Sacrificheranno per questo in laboratorio altre scimmie con il cranio aperto e gli elettrodi al cervello?


Purtroppo temo di sì... Nel caso io avrei da proporre 315+630 non volontari ma votati a furor di popolo. Purtroppo questi personaggi sono molto meno intelligenti delle scimmie...
bio.hazard29 Marzo 2017, 07:46 #6
Originariamente inviato da: Cappej
Purtroppo temo di sì... Nel caso io avrei da proporre 315+630 non volontari ma votati a furor di popolo. Purtroppo questi personaggi sono molto meno intelligenti delle scimmie...


Pensa a quanto devono essere intelligenti quelli che li hanno eletti...
red.eye29 Marzo 2017, 11:03 #7
Originariamente inviato da: Vindicator23
Vi ricordate Syndicate il gioco del 2012? Beh è qualcosa del genere

potete comandare col cervello tramite chip uno a suicidarsi era troppo figo sparava al suo compagno e poi si toglieva la vita


sto decisamente invecchiando . Syndicate 2012... il remake del Syndicate originale, targato 1993

https://it.wikipedia.org/wiki/Syndicate_(1993)

Marco
red.eye29 Marzo 2017, 11:11 #8
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link alla notizia: http://pro.hwupgrade.it/news/scienz...hina_67921.html

Il papà di Tesla e SpaceX si getta in un'altra avventura dal sapore fantascientifico: una nuova azienda che lavorerà per studiare la possibilità di creare un'interfaccia brain-computer per migliorare le capacità dell'essere umano

Click sul link per visualizzare la notizia.


"... resistance is futile, your life, as it has been it's over. From this time forward, you will service us"

Arrivano i Borg
!fazz29 Marzo 2017, 11:20 #9
Non è che è una tecnologia nuova le BCI esistono a livello sperimentare da anni già 4 o 5 anni fa (a memoria ) avevo visto il video del risultato di una ricerca in cui un paziente tetraplegico comandava un piccolo antropomorfo a bordo del letto e lo usava per mangiare uno snack senza contare i vari progetti a livello militare per la riduzione dei tempi di reazione negli anni 80 o 90

mod mode on
Cappej , bio.hazard evitare ogni riferimento politico,ammonizione
rigelpd29 Marzo 2017, 13:10 #10
Noi siamo già fusi con la tecnologia, fino a qualche anno fa per ottenere informazioni dovevamo andare in biblioteca, il tempo tra la domanda e la risposta era dell'ordine delle ore, poi c'è stato il pc casalingo collegato a internet, e il tempo di attesa si è ridotto ai minuti/secondi, però solo quando siamo seduti davanti allo schermo. Poi c'è stato lo smartphone, ora quando vogliamo un'informazione qualsiasi ci basta alzare il cellulare e in pochi secondi ce l'abbiamo, in qualunque momento e in qualunque luogo ci troviamo. La differenza tra essere tuttologi e non esserlo si è ridotta a quei pochi secondi. Se consideriamo il sistema "uomo+smartphone" possiamo già dire di avere una memoria pressocchè infinita. Quello che si stà cercando di fare ora è ridurre quell'intervallo dall'ordine dei secondi all'ordine dei millisecondi. A quel punto sarà davvero difficile dire dove finisce la nostra memoria e dove inizia quella enorme di internet.

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