La NASA cerca esperti di origami per gli scudi anti-radiazioni

La NASA cerca esperti di origami per gli scudi anti-radiazioni

La NASA ha avviato una campagna di crowdfunding per trovare una soluzione al problema degli scudi anti-radiazioni per le missioni nello Spazio profondo: devono essere piegati, ma l'agenzia non sa come e si rivolge al pubblico.

di Riccardo Robecchi pubblicata il , alle 11:21 nel canale Scienza e tecnologia
 

Il problema dello spazio è di importanza fondamentale quando si tratta di inviare carichi nello Spazio, poiché i veicoli hanno una capacità molto limitata ed è quindi necessario far sì che ciò che viene inviato in orbita sia di dimensioni quanto più ridotte possibile. La NASA ha avviato una campagna di crowdsourcing che mira a trovare nuove idee su come piegare al meglio gli scudi anti-radiazioni da impiegare nelle missioni verso lo Spazio esterno.

Nel progettare missioni con persone a bordo verso Marte o verso altre destinazioni al di fuori dell'orbita terrestre (Venere, la fascia degli asteroidi, ecc) non è possibile non tenere conto dell'esposizione dell'equipaggio alle radiazioni. Visto che il tempo in cui gli astronauti sarebbero esposti a tali radiazioni sarebbero molto lunghi (mesi, come minimo), questo può portare a danni gravi ed estesi - sviluppo di tumori, degenerazione dei tessuti, cataratta (opacizzazione del cristallino), danni al sistema nervoso, problemi cardiovascolari e altro ancora.

Per prevenire tali gravi conseguenze è necessario prevedere la presenza di uno scudo che impedisca a tali radiazioni di colpire i passeggeri dei mezzi spaziali e che, una volta che questi abbiano raggiunto la destinazione (Marte, ad esempio), li proteggano anche una volta stabilita una base.

Seguendo il principio che molti cervelli siano meglio di pochi, la NASA ha avviato, come riportato da ScienceAlert, una collaborazione con il sito di crowdsourcing Freelancer per chiedere agli esperti di origami suggerimenti su come piegare al meglio lo scudo anti-radiazioni.

Sebbene le possibili applicazioni siano ancora lontane diversi anni, con le missioni verso lo Spazio profondo che non avverranno prima di una ventina d'anni, lo sviluppo di queste tecniche porterebbe beneficio anche per i trasporti sulla Terra di materiali che richiedono di essere piegati in maniera efficiente ed efficace, oltre a fornire spunti per risolvere altre sfide ingegneristiche simili.

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