Anche Texas Instruments guarda ai server ARM-based

Anche Texas Instruments guarda ai server ARM-based

La compagnia annuncia sei nuovi SoC ARM-based che potranno essere usati anche a supporto di applicazioni server

di Andrea Bai pubblicata il , alle 08:31 nel canale Server e Workstation
ARM
 

La statunitense Texas Instruments ha intenzione di estendere le proprie soluzioni basate su architettura ARM all'interno di server appositamente realizzati, con particolare attenzione al mondo cloud, e negli apparati di rete, grazie ad una serie di sei nuovi System-on-Chip a 28 nanometri, conosciuti con il nome di Keystone, che faranno uso sia di core ARM Cortex A15, sia dei DSP TI C66x, assieme ad altre architetture di sicurezza e di networking di Texas Instruments.

"Crediamo che la reale opportunità per noi sia di scaricare una parte delle operazioni general purpose compiute dai server. In alcuni casi si potrebbero usare i core ARM per le applicazioni server tradizionali, ma non è il nostro obiettivo primario" ha dichiarato Tom Flanagan, responsabile della strategia tecnica per i processori multicore di TI.

Oltre all'ambiente server e cloud, l'obiettivo di Texas è di riuscire a guadagnarsi una posizione all'interno di sistemi progettati per l'elaborazione di contenuti multimediali, analitica video, industrial imaging, controllo e qualsiasi impiego che preveda lavori di elaborazione adatti ai propri DSP.

Si tratta del primo passo che TI compie oltre il settore dei router e degli switch, andando a confrontarsi con una serie di concorrenti piuttosto importanti tra cui Freescale, LSI e Cavium anch'essi impegnati nella realizzazione di SoC basati su core ARM e integrati con elementi proprietari.

I nuovi chip Keystone entreranno nella fase di sampling nel corso del mese di dicembre mentre la produzione in volumi è attesa per il mese di giugno per le soluzioni di fascia alta e per la seconda metà del 2013 per le versioni di fascia media e bassa.

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