Western Digital annuncia l'impiego dell'architettura RISC-V sui propri prodotti

Western Digital annuncia l'impiego dell'architettura RISC-V sui propri prodotti

Western Digital ha annunciato il proprio impegno a sviluppare l'architettura open source RISC-V e a utilizzarla all'interno dei propri prodotti: l'azienda si impegna anche a rendere pubbliche le proprie modifiche

di Riccardo Robecchi pubblicata il , alle 18:01 nel canale Server e Workstation
Western Digital
 

Western Digital ha annunciato che adotterà l'architettura open source RISC-V per la sua prossima generazione di prodotti destinati ad impieghi nel settore del big data e del fast data. Si tratta di uno dei più grandi annunci riguardanti l'ISA open source, sviluppata dall'Università di Berkeley.

Western Digital ha annunciato la novità alla conferenza RISC-V Workshop, durante la quale ha comunicato che prevede di consegnare ai clienti 2 miliardi di core RISC-V all'anno. L'azienda utilizzerà i processori RISC-V all'interno di processori e controller per dispositivi purpose-built.

L'intento dell'azienda è infatti quello di modificare l'architettura per adattarla alle sue necessità, in modo da superare i limiti delle architetture general purpose. Secondo Western Digital, infatti, "le tecnologie e architetture general purpose che sono state presenti per decenni stanno raggiungendo i loro limiti in termini di scalabilità, prestazioni ed efficienza. [...] Poiché il fenomeno Big Data diventa più grande e più veloce, e Fast Data diventa più veloce e più grande, l'approccio one size fits all dell'elaborazione general purpose comincia a non rispondere più correttamente alle esigenze dei carichi di lavoro delle applicazioni nel nostro mondo incentrato sui dati."

Particolare interessante è l'impegno di Western Digital a contribuire attivamente alla comunità rendendo pubbliche le proprie modifiche, nonostante la licenza BSD di RISC-V non lo renda obbligatorio. Secondo l'azienda, RISC-V può essere l'equivalente di Linux nel mondo dell'hardware e per questo crede nella partecipazione attiva al progetto.

Da non sottovalutare in questo contesto è anche l'inclusione del supporto all'architettura RISC-V in Linux 4.15, che rende più semplice lo sviluppo e l'impiego dei sistemi basati su Linux su questa architettura.

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20 Commenti
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Bellaz8929 Novembre 2017, 22:28 #1
Fico. Pero' dall'articolo non si capisce bene in che tipo di prodotti verrebbe utilizzato.
frankie29 Novembre 2017, 22:41 #2
Gli SSD utilizzano ARM per il controller.
Questi userebbero RISC-V
cdimauro30 Novembre 2017, 06:58 #3
Pazzesco. Non avrei mai creduto che RISC-V trovasse così velocemente un partner/padrino con numeri così elevati.

Sia chiaro: ero e sono già convinto da tempo che RISC-V avesse/ha tutte le carte in regola per ritagliarsi una buona fetta di mercato assieme a Intel e ARM, perché l'architettura ha notevoli vantaggi (in primis e la più importante: la totale assenza di licenze), ma pensavo che sarebbero stati necessari ancora parecchi anni, visto che una nuova ISA ha necessità di "tempi biblici" (e notevoli investimenti, anche per il supporto) per potersi affermare.

L'unica cosa sui cui non sono d'accordo è la dichiarazione di WD:

[I][INDENT]"le tecnologie e architetture general purpose che sono state presenti per decenni stanno raggiungendo i loro limiti in termini di scalabilità, prestazioni ed efficienza. [...] Poiché il fenomeno Big Data diventa più grande e più veloce, e Fast Data diventa più veloce e più grande, l'approccio one size fits all dell'elaborazione general purpose comincia a non rispondere più correttamente alle esigenze dei carichi di lavoro delle applicazioni nel nostro mondo incentrato sui dati."[/INDENT][/I]

E' vero che RISC-V consente di adattare velocemente le proprie esigenze (il core, anche sintetizzato, è molto piccolo, e facile da modificare), ma non è vero che altre architetture non possano comunque rispondere efficientemente alle diverse esigenze.

L'idea è che i chip attualmente sono costituiti da centinaia di milioni, miliardi, o addirittura decine di miliardi di transistor, per cui il costo del "legacy" non ha più un peso come in passato, ma risulta notevolmente ridimensionato.

Per essere chiari, un core RISC-V sarà anche piccolissimo e usare poca logica / transistor / silicio, però poi gli devi anche accoppiare register file ad alte prestazioni, cache, etc., e diventa subito molto più grande, e comparabile a quello di altri core.

In ogni caso questa notizia cambierà più velocemente gli scenari ed equilibri del mondo delle architetture.
s-y30 Novembre 2017, 07:42 #4
beh, il rimescolamento di equilibri che potevano sembrare immobili ormai è palese, e non posso dire che mi dispiaccia, come idea. a livello pratico si vedrà
Lampetto30 Novembre 2017, 09:00 #5
RISC, è tanto che non si sentiva questo acronimo, dai tempi delle W.S. SGI, SUN, Spark, Mips

Presumo che il nome sia anche il tipo di architettura...
Ma non ho capito che tipo di vantaggi ha questa architettura rispetto agli attuali ARM o X86, probabilmente un set di istruzioni più efficiente e moderno oppure solo perchè non ha licenze ha uno sviluppo condiviso?
Bellaz8930 Novembre 2017, 10:17 #6
Originariamente inviato da: Lampetto
RISC, è tanto che non si sentiva questo acronimo, dai tempi delle W.S. SGI, SUN, Spark, Mips

Presumo che il nome sia anche il tipo di architettura...
Ma non ho capito che tipo di vantaggi ha questa architettura rispetto agli attuali ARM o X86, probabilmente un set di istruzioni più efficiente e moderno oppure solo perchè non ha licenze ha uno sviluppo condiviso?


Da quello che ho capito da una presentazione al FOSDEM l'anno scorso, il vantaggio tecnico principale è che l'architettura è stata pensata per essere molto modulare. C'È un'architettura base e una serie di estensioni standardizzate che possono essere aggiunte . In questo modo i proponenti di risc-V sperano di produrre un'architettura che può essere usata dai microcontrollori alle cpu ad alte prestazioni.
fano01 Dicembre 2017, 15:11 #7
Lettore il manuale dell'ISA sembra davvero interessante come architettura, bravi continuino così!
Antonio2301 Dicembre 2017, 15:24 #8
Originariamente inviato da: Bellaz89
Da quello che ho capito da una presentazione al FOSDEM l'anno scorso, il vantaggio tecnico principale è che l'architettura è stata pensata per essere molto modulare. C'È un'architettura base e una serie di estensioni standardizzate che possono essere aggiunte . In questo modo i proponenti di risc-V sperano di produrre un'architettura che può essere usata dai microcontrollori alle cpu ad alte prestazioni.


la modularita' non e' niente di innovativo, es. ARMv8-M...
Bellaz8901 Dicembre 2017, 18:16 #9
Originariamente inviato da: Antonio23
la modularita' non e' niente di innovativo, es. ARMv8-M...




Non ho proprio idea di come si compari la modularita' offerta da RISC-V rispetto a ARMv8-M.
Antonio2301 Dicembre 2017, 18:28 #10
Originariamente inviato da: Bellaz89


Non ho proprio idea di come si compari la modularita' offerta da RISC-V rispetto a ARMv8-M.


sul manuale di RISC-V ci sono i motivi per cui uno dovrebbe preferire RISC-V alle architetture commerciali esistenti (*secondo gli autori, naturalmente)

• Commercial ISAs are proprietary. Except for SPARC V8, which is an open IEEE
standard [1], most owners of commercial ISAs carefully guard their intellectual property
and do not welcome freely available competitive implementations. This is much less of an
issue for academic research and teaching using only software simulators, but has been a
major concern for groups wishing to share actual RTL implementations. It is also a major
concern for entities who do not want to trust the few sources of commercial ISA implementations,
but who are prohibited from creating their own clean room implementations.
We cannot guarantee that all RISC-V implementations will be free of third-party patent
infringements, but we can guarantee we will not attempt to sue a RISC-V implementor.
• Commercial ISAs are only popular in certain market domains. The most obvious
examples at time of writing are that the ARM architecture is not well supported in the server
space, and the Intel x86 architecture (or for that matter, almost every other architecture)
is not well supported in the mobile space, though both Intel and ARM are attempting to
enter each other’s market segments. Another example is ARC and Tensilica, which provide
extensible cores but are focused on the embedded space. This market segmentation dilutes
the benefit of supporting a particular commercial ISA as in practice the software ecosystem
only exists for certain domains, and has to be built for others.
• Commercial ISAs come and go. Previous research infrastructures have been built
around commercial ISAs that are no longer popular (SPARC, MIPS) or even no longer
in production (Alpha). These lose the benefit of an active software ecosystem, and the
lingering intellectual property issues around the ISA and supporting tools interfere with the
ability of interested third parties to continue supporting the ISA. An open ISA might also
lose popularity, but any interested party can continue using and developing the ecosystem.
• Popular commercial ISAs are complex. The dominant commercial ISAs (x86 and
ARM) are both very complex to implement in hardware to the level of supporting common
software stacks and operating systems. Worse, nearly all the complexity is due to bad, or
at least outdated, ISA design decisions rather than features that truly improve efficiency.
• Commercial ISAs alone are not enough to bring up applications. Even if we
expend the effort to implement a commercial ISA, this is not enough to run existing applications
for that ISA. Most applications need a complete ABI (application binary interface)
to run, not just the user-level ISA. Most ABIs rely on libraries, which in turn rely on
operating system support. To run an existing operating system requires implementing the
supervisor-level ISA and device interfaces expected by the OS. These are usually much less
well-specified and considerably more complex to implement than the user-level ISA.
• Popular commercial ISAs were not designed for extensibility. The dominant
commercial ISAs were not particularly designed for extensibility, and as a consequence have
added considerable instruction encoding complexity as their instruction sets have grown.
Companies such as Tensilica (acquired by Cadence) and ARC (acquired by Synopsys) have
built ISAs and toolchains around extensibility, but have focused on embedded applications
rather than general-purpose computing systems.
• A modified commercial ISA is a new ISA. One of our main goals is to support architecture
research, including major ISA extensions. Even small extensions diminish the
benefit of using a standard ISA, as compilers have to be modified and applications rebuilt
from source code to use the extension. Larger extensions that introduce new architectural
state also require modifications to the operating system. Ultimately, the modified commercial
ISA becomes a new ISA, but carries along all the legacy baggage of the base ISA.

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