Europa: niente uso dei servizi di streaming all'estero. Approvata la nuova norma

Europa: niente uso dei servizi di streaming all'estero. Approvata la nuova norma

I cittadini europei non potranno utilizzare liberamente i servizi di streaming ai quali sono abbonati al di fuori dei territori della propria nazione, nemmeno in Europa. Salta lo "streaming zero" nella nuova norma approvata dalla Commissione Europea.

di pubblicata il , alle 10:41 nel canale TLC e Mobile
 

Sembrava tutto in discesa almeno secondo quanto si era visto qualche mese fa quando la Commissione Europea aveva ratificato le nuove norme sulla portabilità dei servizi di streaming, musicali e video, nei diversi paesi da quello di residenza. Tutto è invece cambiato e i cittadini europei non potranno accedere online a film, serie TV o show prodotti o coprodotti a livello nazionale dai broadcaster locali, come ad esempio la Rai, per chi vive o viaggia all'estero. Il voto in plenaria del Parlamento Europeo ha affossato la proposta della Commissione Ue, permettendo ai cittadini fuori dal proprio Paese di residenza di poter visionare solo i telegiornali via internet.

Era il mese di febbraio quando la Commissione europea assieme al Parlamento e agli Stati Membri ratificava nuove norme sull'eliminazione della territorialità dei servizi di streaming in Europa. La volontà espressa era quella di indirizzare le norme europee sul diritto di autore ad una modernizzazione con una strategia per il mercato unico digitale, che era già stato in qualche modo anticipato con l'introduzione del Roaming Zero che permette ad oggi di utilizzare i propri dati internet o le chiamate presenti nell'offerta nazionale anche nei paesi dell'Europa.

Con 344 voti a favore, 265 contrari e 36 astenuti è passato il rapporto del provvedimento già adottato dalla Commissione Affari Giuridici che era apparso decisamente snaturato rispetto a quello presentato dalla Commissione Ue al punto che lo stesso relatore, l'europarlamentare socialdemocratico tedesco Woelken, ha voluto ritirare il suo nome dal provvedimento in quanto non ritenuto più suo.

“Il voto odierno è una delusione per la gente, i creatori e la diversità culturale, sembra di essere ancora nel XX secolo”, ha attaccato il vicepresidente della Commissione Ue per il mercato digitale Andrus Ansip, promettendo di “continuare a difendere con forza la proposta equilibrata” nei negoziati che si apriranno ora. Secondo il Parlamento Europeo le nuove norme mirano a rispondere alla crescente domanda di televisione e radio online e rendono più semplice la diffusione, sempre online, di notiziari e programmi di attualità anche in Stati membri diversi da quello dove sono stati prodotti.

Attualmente le emittenti radiotelevisive devono ottenere la liberatoria dai diritti d'autore per ogni Paese in cui intendono trasmettere online notiziari e programmi di attualità, spesso necessaria in tempi brevissimi. Con le nuove norme, sarebbe possibile ottenere l’autorizzazione solo nel proprio Paese, per poi poter diffondere il programma in tutta l’UE.

Tuttavia, gli europarlamentari hanno anche confermato la norma che prevede la possibilità di escludere un prodotto da tale procedura semplificata e dunque riaffermare il cosiddetto "Principio di Territorialità" in caso di accordo formale tra il titolare dei diritti e l'emittente radiotelevisiva. Insomma sembra proprio che la promessa di poter vedere la propria serie TV o ascoltare la propria playlist musicale su PC o smartphone, anche nei paesi al di fuori di quello di residenza, sia ancora un "sogno".

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8 Commenti
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supertigrotto15 Dicembre 2017, 10:47 #1

Ragionandoci

Non é che usando lo streaming estero si eludono le tasse del proprio paese e si va ad ingrassare le casse dei paesi esteri?Lo fanno per evitare fughe di capitale?
jepessen15 Dicembre 2017, 11:02 #2
Originariamente inviato da: supertigrotto
Non é che usando lo streaming estero si eludono le tasse del proprio paese e si va ad ingrassare le casse dei paesi esteri?Lo fanno per evitare fughe di capitale?


In effetti pensavo pure io la stessa cosa, ma in questo caso non basterebbe assicurarsi che per avere (e pagare) il servizio bisogna avere la residenza nella stessa nazione di erogazione? In questo modo se io abito in italia potrei (sparo un esempio a caso) guardare il Netflix italiano in inghilterra, quando vado li' per trasferta, ma non potrei comprare un abbonamento dal Netflix irlandese anche se costa di meno.

In questo modo pagherei il servizio della mia nazione (che e' giusto), ma mi permetterebbe di vederlo ovunque vada.
Doraneko15 Dicembre 2017, 11:03 #3
In questa, come in altre votazioni, mi immagino la gente che si siede e si guarda intorno come quando a scuola c'era un compito a sorpresa...e poi subito veloci a cercare "streaming" su Wikipedia!
astaroth215 Dicembre 2017, 12:29 #4
Chissà se riusciranno a castrare anche gli ISP satellitari
Lian_Sps_in_ZuBeI15 Dicembre 2017, 19:17 #5
Vpn is the way.
Sandro kensan15 Dicembre 2017, 21:25 #6
Ma devo parteggiare per la Commissione? Ma se fino a ieri chi parteggiava per il Popolo era il Parlamento, adesso invece i pro lobbisti sono gli europarlamentari. Non c'è più religione!

Se non ricordo male il Parlamento può legiferare insieme alla Commissione, quindi penso se ne riparlerà.
Marci15 Dicembre 2017, 23:59 #7
E intanto mentre fino a ieri a Londra potevo guardarmi House of Cards su Netflix in italiano qui in Italia non posso
h4xor 170116 Dicembre 2017, 08:08 #8
meno male che esistono le VPN...

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