Pat Gelsinger, VMware: il 5G non può funzionare senza virtualizzazione

Pat Gelsinger, VMware: il 5G non può funzionare senza virtualizzazione

Cosa c'entra VMware con il 5G? Le reti di telecomunicazioni di prossima generazione opereranno grazie ad architetture virtualizzate: VMware è pronta a supportare il passaggio tecnologico che rappresenta la convergenza di telco e cloud

di Andrea Bai pubblicata il , alle 17:16 nel canale TLC e Mobile
VMware
 

Anche VMware, realtà leader per il mondo della virtualizzazione e del cloud, non ha fatto mancare la propria presenza al Mobile World Congress 2017 di Barcellona annunciando tre importanti tasselli della propria strategia che ricalcano, in realtà, altrettanti temi che hanno rappresentato una parte dell'ossatura di questa edizione della fiera catalana: stiamo parlando di 5G, Network Function Virtualization (NFV) e Internet of Things.

Cosa c'entra VMware con il 5G? C'entra, c'entra, perché le future reti 5G saranno interamente virtualizzate e più precisamente costruite su architetture NFV per le quali VMware propone vCloud NFV 2.0, piattaforma NFV ETSI-compliant integrata, modulare e multi-tenancy che combina un’infrastruttura di virtualizzazione delle funzioni di rete (NFVI) a elevata disponibilità e carrier-grade con funzionalità di gestione delle operazioni e di garanzia del servizio per assicurare il successo delle implementazioni.


Jean-Pierre Brulard, a sinistra, SVP & GM EMEA e Pat Gelsinger, a destra, CEO VMware

Pat Gelsinger, CEO di VMware che dopo Barcellona ha fatto tappa a Milano per commentare le novità con la stampa, osserva: "Il 5G sta diventando entusiasmante perché al MWC abbiamo visto il passaggio dai progetti su carta alle prime implementazioni. Si tratta di un'infrastruttura virtualizzata e, per questo, software-driven. E' la convergenza di cloud e telco". Ma NFV è importante già oggi, poiché numerose realtà aggiungono questo paradgima a infrastrutture già esistenti così da poter aggiungere funzionalità e servizi nuovi sulle piattaforme 4G ed LTE già allestite e fluidificare il passaggio verso il 5G.

E con l'attesa esplosione del mercato Internet of Things, VMware non può farsi trovare impreparata. Pat Gelsinger scherza: "IoT è un mercato enorme, molto diversificato. Noi ci siamo, ma non facciamo tutte quelle cose cool che si possono fare con IoT. Il nostro compito è dietro le quinte, a fare tutto quel lavoro sporco perché le cose cool possano funzionare". Un lavoro che si preannuncia sicuramente oneroso (e remunerativo) nei prossimi anni, con le previsioni che indicano come nel 2025 gli oggetti connessi saranno tre volte tanto gli esseri umani.

Un esempio concreto? La partnership stretta con HARMAN, società specializzata per le tecnologie connesse per il mercato automotive, che avrà lo scopo di fornire soluzioni IoT semplificate e specializzate per clienti enterprise nei mercati manifatturiero, della vendita al dettaglio, delle costruzioni, dell'efficienza energetica e automotive. Le soluzioni OTA di HARMAN, assieme alla piattaforma VMWare vCloud NFV, permetteranno di rendere più semplice, immediata e sicura la gestione delle infrastrutture IoT, andando a rivolgersi in maniera mirata a casi d'uso e mercati specifici.

Una parte di quel "lavoro sporco" citato da Gelsinger riguarda ovviamente la sicurezza. Se qualche esperto di cybersecurity ha definito IoT come "insecure-by-design", Gelsigner osserva che un giusto approccio di segmentazione può permettere al settore di trovare una via d'uscita a questo problema: "Ogni dispositivo deve essere gestibile, sicuro e aggiornabile, oppure il gateway a cui è connesso. Se si segue questo principio, anche un endpoint non aggiornato può velocemente essere isolato o gestito" ha sottolineato il CEO di VMware.

Infine VMware ha annunciato la possibilità per i Communications Service Provider di offrire VMware AirWatch Mobility services, la piattaforma di Enterprise Mobility per la gestione e l'accesso alle app aziendali, come servizio gestito tramite il programma VMware vCloud Air Network. Questo consente la possibilità di mettere a disposizione servizi gestiti senza la necessità di dover investire in una propria infrastruttura applicativa o semplicemente con l'hosting di licenze EMM di determinati clienti nel loro datacenter.

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1 Commenti
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giovanni6902 Marzo 2017, 20:40 #1
A me basta che VMware nel realizzare l'infrastruttura per il 5G sia in grado di dimostrare chiaramente che nella gestione IoT viene gestita la massima privacy e non sia una versione hardware di quanto esiste già as-a-service in altri ambienti e settori, in cui dall'inizio alla fine quello che passa per di lì prima o poi finisce in mano diverse da quello che dovrebbe essere, ovvero solo il cliente finale ed invece in tutti i vari passaggi hardware e software ciascuno si prende le informazioi che gli servono. Con la scusa di telemetria e servizi in un modo o nell'altro ci si sente sotto un grande fratello.

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