Viva la Fibra! Per Fastweb sono pronti i tre pilastri per diventare operatore con infrastruttura 5G

Viva la Fibra! Per Fastweb sono pronti i tre pilastri per diventare operatore con infrastruttura 5G

Il primo operatore strutturato per il 5G in Italia potrebbe essere Fastweb: facendo leva sulla sua rete in fibra, sui cabinet sparsi per l'Italia e sulle frequenze ottenute grazie all'accordo con Tiscali, Fastweb punta a passare da operatore mobile virtuale e operatore con infrastruttura proprietaria 5G.

di Roberto Colombo pubblicato il nel canale TLC e Mobile
Fastweb
 

La fibra pilastro per il 5G

Fastweb ha costruito il suo successo sulla fibra e lo ha fatto grazie all'intuizione, nell'ormai ben lontano 1999, che lì sarebbe stato il futuro delle connessioni internet. A 17 anni di distanza, con buona parte del mercato delle linee fisse in spostamento proprio su questo tipo di tecnologia, Fastweb punta a spiccare il suo nuovo salto quantico per porre le basi per un solido futuro. 5G è la parola d'ordine secondo Fastweb per il futuro e ieri, in una conferenza stampa a Milano, il CEO della compagnia, Alberto Calcagno, ha delineato la visione dell'operatore da qui al 2020.

La fibra continuerà a essere un asset fondamentale per Fastweb, ma lo diventerà anche in modi diversi da quelli attuali. La fibra di oggi sarà la base del 5G di domani: portando in mobilità una banda che raggiungerà 1 Gbps le tecnologie 5G avranno bisogno di un'infrasttruttura di backhaul in grado di trasportare la mole di dati che verrà generata. La fibra è la risposta più immediata per le esigenze dell'ossatura delle reti 5G, che rappresenteranno anche a livello infrastrutturale una profonda novità rispetto alle reti mobile a cui siamo abituati adesso.

Se ora 2G, 3G e 4G si basano su uno schema fatto di grandi antenne e celle per la distribuzione del segnale, il 5G vedrà un contributo molto più importante da parte delle small cell, piccole celle, molto capillari sul territorio, in gradi di rispondere alle esigenze sia di banda, sia di numero di dispositivi connessi. Oltre ai cellulari saranno tutti gli oggetti dell'Internet of Things a fare intenso uso della rete, dai contatori connessi alle telecamere di videosorveglianza, dai sensori annegati nell'asfalto per i parcheggi intelligenti alle auto connesse.

Le micro celle saranno in grado di assumere il doppio ruolo di distribuzione della banda ai clienti e di trasporto del segnale verso tra di loro versi i nodi dell'infrastruttura, il cosiddetto self-backhaul. Ogni gruppo di small cell farà capo a un nodo in cui il traffico viene instradato sulla fibra (o su tecnologie wireless come le microonde). Proprio qui si apre per Fastweb la possibilità di un importante vantaggio competitivo: per una rete 5G che rispetti le aspettative servirà un'infrastruttura adeguata e la capillarità della rete in fibra Fastweb dovrebbe rappresentare per l'operatore un punto di grande forza.

Il secondo pilastro su cui Fastweb punta a costruire il suo futuro deriva sempre dal lavoro fatto in questi anni per estendere la copertura della fibra e si concretizza nei 20.000 cabinet sparsi per il territorio del nostro paese. Cabinet di grosse dimensioni, in cui per adesso solo metà dello spazio a disposizione è stato sfruttato: Fastweb ha quindi già ora 20.000 punti a disposizione per posizionare l'hardware che servirà a gestire le small cell, con accesso diretto alla rete in fibra. La somma del numero di cabinet e dell'estensione della rete in fibra rappresentano, secondo Calcagno, un vantaggio che non sarà colmabile dagli altri operatori in breve tempo e che potrebbe riuscire a posizionare Fastweb 4/5 anni avanti i concorrenti, arrivando nel 2020 con 50.000 'armadi' a disposizione.

Fibra, cabinet, frequenze: tre pilastri per una rete 5G

Il terzo pilastro è rappresentato dalle frequenze: sotto questo punto di vista Fastweb poteva sembrare in difetto rispetto a operatori mobili già infrastrutturati come Vodafone e TIM, ma l'accordo con Tiscali di un paio di giorni fa ha cambiato le carte in tavola. All'annuncio l'accordo di cessione a Fastweb del ramo di azienda Tiscali Business era parso un po' oscuro, ma ieri l'amministratore delegato Calcagno ha chiarito come la contropartita per Fastweb sia rappresentata dall'accesso alle frequenze nella banda dei 3,5GHz di Tiscali. Proprio queste frequenze saranno utilizzate per i servizi 5G e Fastweb si è assicurata uno spettro di ben 40MHz, decisamente ampio e adatto a proporre una ampia gamma di servizi 5G.

Fibra, capillarità dei cabinet e frequenze: Fastweb è convinta di avere in mano le tre carte fondamentali per il 5G e ha deciso di destinare una bella fetta di investimenti già oggi allo sviluppo della propria infrastruttura 5G. Da operatore mobile virtuale MVNO, Fastweb punta a diventare forse il primo operatore 5G con infrastruttura proprietaria e conta di iniziare i primi trial sul campo già nel corso del 2017, arrivando al 2020 con una rete pronta per il lancio dei servizi 5G. Questo spiega forse anche il 'disinteresse' con cui Fastweb ha affrontato il 4G, che solo ora comincia a essere offerto ai propri clienti di servizi mobili, con un certo ritardo rispetto alla concorrenza: tutte le energie sono indirizzare alla prossima generazione di servizi.

È pronto il mercato per 5 operatori strutturati? Questa una delle domande poste a Calcagno dai giornalisti durante la conferenza stampa. "In realtà ne vedo 3 al massimo pronti per avere un'infrastruttura proprietaria per il 5G" - questa la risposta dell'AD . Questo potrebbe essere molto interessante per Fastweb che nel fare il grande salto da MVNO a operatore con infrastruttura 5G potrebbe passare dalla situazione di 'prendere in affitto' rete per erogare servizi mobili (come fa oggi da operatore virtuale) a quella di 'concedere in affitto' parte della propria rete agli operatori virtuali 5G. Ho personalmente chiesto a Calcagno quale sia 'il cavallo su cui Fastweb ha scommesso' come partner tecnologico per lo sviluppo della propria rete 5G, visto che lo standard è ancora in fase di definizione e i big delle infrastutture di rete stanno sgomitando per far emergere ognuno la propria visione tecnologia per il 5G. "Con i tre pilastri di infrastruttura di fibra e cabinet e delle frequenze già in mano, possiamo cominciare a progettare la nostra rete senza dover puntare per forza su un partner solo. Coi cabinet già a disposizione, ad esempio, il roll-out delle small cell potrà avvenire in modo molto rapido non appena queste ultime avranno il loro profilo definitivo, dopo la ratifica degli standard". questo il punto di vista dell'amministratore delegato di Fastweb.

Per Fastweb possiamo dire che il motto 'Viva la Fibra' continua a valere e lo farà sempre di più anche in futuro grazie alle tecnologie 5G.

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31 Commenti
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mmiat07 Dicembre 2016, 11:59 #1
ma anziché lasciare che ogni operatore si faccia le sue antenne e posi i suoi cavi, non sarebbe stato più efficiente che ci fosse 1 azienda che posa tutto e le altre la noleggiano e la rivendono ai clienti finali?
è come se BMW si facesse le sue strade, FIAT le sue, Renault le sue, e via di questo passo.... la strada è pubblica ed è fatta dallo stato, poi ognuno ci mette le auto che vuole.... o no?
roccia123407 Dicembre 2016, 12:16 #2
Originariamente inviato da: mmiat
ma anziché lasciare che ogni operatore si faccia le sue antenne e posi i suoi cavi, non sarebbe stato più efficiente che ci fosse 1 azienda che posa tutto e le altre la noleggiano e la rivendono ai clienti finali?
è come se BMW si facesse le sue strade, FIAT le sue, Renault le sue, e via di questo passo.... la strada è pubblica ed è fatta dallo stato, poi ognuno ci mette le auto che vuole.... o no?


Era così per l'infrastruttura telefonica... poi è stata privatizzata con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.
Mechano07 Dicembre 2016, 13:52 #3

Te li raccomando

Te li raccomando quelli di Fastweb...
Tempi di attivazione biblici.
Assistenza schifosa.
E poi la chicca della presa per il culo, sul mio indirizzo faccio il contratto e subito dopo sparisce la disponibilità di fibra c'è solo ADSL. Penso, magri mi sono comprato io l'ultima disponibile. Aspetto 1 mese e mi chiamano per dirmi che sul mio cabinet hanno esaurito le risorse c'è solo ADSL.
La rifiuto.

Dopo un mese sembra ci siano di nuovo le risorse, riprovo a fare il contratto, ancora aspetto, ma nel sito è nuovamente disponibile solo l'ADSL. Ora vediamo se si ripete la presa in giro che dopo 1 mese mi dicono che non c'è disponibilità della fibra.
Notturnia07 Dicembre 2016, 14:06 #4
si chiama privatizzazione.. quando lo stato (all'epoca di sinistra.. Bersani) convinse la plebe che privatizzare le ditte con asset importanti era intelligente.. e svendemmo ENI, ENEL e SIP/Telecom

adesso lo sappiamo tutti che abbiamo peggiorato la qualità dei servizi, aumentato i prezzi, devastato il territorio..

io votai contro.. era ovvio che delle SPA non potevano essere migliori di enti no profit.. ma così va il mondo.. e adesso fastweb (ho vinto una casa dopo 1 anno contro di loro e adesso attendo il rimborso da 3 mesi..) ci dice che per il 20% a 5G dobbiamo attendere altri 4 anni..
Phoenix Fire07 Dicembre 2016, 15:12 #5
Originariamente inviato da: roccia1234
Era così per l'infrastruttura telefonica... poi è stata privatizzata con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.


questo è stato il grande problema, infrastruttura svenduta senza controllo e nessuna imposizione dall'alto per migliorarla quando serviva.
mmiat07 Dicembre 2016, 15:23 #6
Originariamente inviato da: Mechano
Te li raccomando quelli di Fastweb...
Tempi di attivazione biblici.
Assistenza schifosa.
E poi la chicca della presa per il culo, sul mio indirizzo faccio il contratto e subito dopo sparisce la disponibilità di fibra c'è solo ADSL. Penso, magri mi sono comprato io l'ultima disponibile. Aspetto 1 mese e mi chiamano per dirmi che sul mio cabinet hanno esaurito le risorse c'è solo ADSL.


in ufficio da me hanno chiamato per dirmi che c'era la fibra, abbiamo fissato un appuntamento e quando si sono presentati in 2 ci hanno detto che avevano solo adsl.... non li abbiamo nemmeno fatti sedere....
roccia123407 Dicembre 2016, 15:42 #7
Originariamente inviato da: Mechano
Te li raccomando quelli di Fastweb...
Tempi di attivazione biblici.
Assistenza schifosa.
E poi la chicca della presa per il culo, sul mio indirizzo faccio il contratto e subito dopo sparisce la disponibilità di fibra c'è solo ADSL. Penso, magri mi sono comprato io l'ultima disponibile. Aspetto 1 mese e mi chiamano per dirmi che sul mio cabinet hanno esaurito le risorse c'è solo ADSL.
La rifiuto.

Dopo un mese sembra ci siano di nuovo le risorse, riprovo a fare il contratto, ancora aspetto, ma nel sito è nuovamente disponibile solo l'ADSL. Ora vediamo se si ripete la presa in giro che dopo 1 mese mi dicono che non c'è disponibilità della fibra.


Io continuo a raccomandare di evitarla come la peste fastweb, a meno di avere la fibra FTTH...
Vive solo sul nome e sulla fama che si è fatta anni fa...
Personaggio07 Dicembre 2016, 16:11 #8
Originariamente inviato da: mmiat
ma anziché lasciare che ogni operatore si faccia le sue antenne e posi i suoi cavi, non sarebbe stato più efficiente che ci fosse 1 azienda che posa tutto e le altre la noleggiano e la rivendono ai clienti finali?
è come se BMW si facesse le sue strade, FIAT le sue, Renault le sue, e via di questo passo.... la strada è pubblica ed è fatta dallo stato, poi ognuno ci mette le auto che vuole.... o no?


LA privatizzazione di telecom è stata gestita male, diverso per le altre infrastrutture. Per il SNAM rimane pubblica e gestisce la rete, Italgas che vende i servizi è privata (parzialmente). Trenitalia gestisce i servizi ferroviari ed è stata privatizzata, ma la rete ferroviaria è di RTI che è pubblica. Per l'elettricità abbiamo Terna pubblica per il 70% che gestisce la rete ad Alta Tensione, Enel Distribuzione che gestisce la rete a media tensione e che è pubblica al 50%, infine Enel Servizi, che produce energia e la rivende direttamente ai cliente, privatizzata, ma cmq a controllo statale con il 30%. Per SIP si doveva prima scorporare la rete e privatizzare solo i servizi. In realtà le Telecomunicazioni sono stati le prime ad essere privatizzate e fu fatto lo stesso errore in tutta Europa, non ripetuto per le altre Utility.
Riguardo alla rete mobile, è impossibile avere una sola rete per 60 mln di persone nel territorio Italiano, deve essere per forza divisa fra più operatori altrimenti i costi sarebbero troppo alti.

In ogni caso Fastweb parla di Cabinet, 50'000 grazie ai quali avrà un vantaggio di 5 anni sulla concorrenza. In realtà nei prossimi 3 anni potremmo vedere solo il 5G "pre-standard". La release finale è prevista per Dicembre 2018 con le prima applicazioni nel 2020. le quali prevedono apparati di reti grandi come una scatola di scarpe che lavorano a 12V, avranno consumi dell'ordine di 1.5/2Ah con trasfromatore AC/DC e batterie integrati (24h con batteria da 12V/50A), che si allacceranno direttamente ad una presa da 220V. C'è gia stato un prototipo mostrato da Ericsson all'ultimo MWC a Barcellona (solo aveva dimensione doppie rispetto a quelli che saranno commercializzati). Quindi non servono cabinet, questi servono per gli apparati 5G pre-standard che saranno una via di mezzo, ma saranno cmq ingombranti a 48V con consumi di 50/60A in linea con gli apparati 3G/4G attuali e avranno la necessita di una stazione di energie e le classiche 4 batterie in serie da 100A. Il 5G standard che vedremmo dalla fine del 2019 saranno apparati che verranno montati direttamente sui muri dei palazzi o sui lampioni, più o meno uno ogni 200m in città, in alcune zone sarà necessaria una rete a 2 o più piani, dove ci sono grattaceli. Oltre a creare vere reti indoor negli uffici e nei palazzi. Non saranno poi i 3.5Ghz le frequenza spaccatutto, anzi sono le peggiori. Sono troppo alte per essere penetranti, diffusive e per i clienti in velocità (copertura indoor, grandi aree, autostrade e reti ferroviarie) sono anche troppo basse per avere grandi quantitativi di banda. Con queste poi massimo avere una banda condivisa di 1Gbps per cella, stiamo ancora quindi nell'area 4G. Di contro il vero 5G standard userà frequenze che andranno da 6 a 60Ghz, con bande enormi tali da poter garantire il Gbps a tutti quelli connessi contemporaneamente. Per l'Alta velocità, indoor e le zone rurali si continuerà ad usare bande 4G con le 700/800 e 900Mhz. Per chi vuole bande più ampie e 5G anche indoor un condominio potrà chiedere di cablare il palazzo, un azienda il suo ufficio. E prima che mi cominciate a dire che nessuno vorrebbe queste antenne dentro casa, in realtà non causeranno problemi, il 5G utilizza potenze in partenza che vanno dall'1 ai 100mW, esattamente come il router wifi, un 3G/4G spara 20W per canale!

Concludo che 50'000 antenne 5G per una copertura Capillare Outdoor/Indoor ci copri solo Roma!
Mechano07 Dicembre 2016, 18:25 #9
Originariamente inviato da: mmiat
in ufficio da me hanno chiamato per dirmi che c'era la fibra, abbiamo fissato un appuntamento e quando si sono presentati in 2 ci hanno detto che avevano solo adsl.... non li abbiamo nemmeno fatti sedere....


Mi hanno appena telefonato per dirmi che non ci sono risorse e mi hanno proposto ancora l'ADSL.
Ho rinunciato.
Pazienza vedrò con Tiscali se va meglio.
Dalle mie parti funziona discretamente.
maxfrata08 Dicembre 2016, 10:31 #10
Non è l'unica... e comunque ha perso la gara Consip per la fornitura delle linee DATI per le pubbliche amministrazioni, una bella mazzata!
Dopo alcune vicissitudini, concordo con chi dice "fastweb è da evitare come la peste".

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