Quasi 1 miliardo di posti di lavoro a rischio per colpa dell'automazione

Quasi 1 miliardo di posti di lavoro a rischio per colpa dell'automazione

Un nuovo studio del McKinsey Global Institute dimostra come quasi un miliardo di posti di lavoro sia a rischio per colpa dell'automazione. Ma la tecnologia è davvero così cattiva?

di Nino Grasso pubblicata il , alle 13:01 nel canale Scienza e tecnologia
 

Entro il 2030 circa 800 milioni di posti di lavoro potrebbero essere persi per via della cosiddetta automazione. Lo studio, realizzato dal McKinsey Global Institute, sostiene che i progressi nei campi dell'intelligenza artificiale e della robotica avranno un effetto drastico sulle vite lavorative, paragonabile all'abbandono delle società agricole durante la Rivoluzione Industriale. Solamente negli Stati Uniti i posti di lavoro che diventeranno obsoleti saranno fra i 39 e i 73 milioni, cioè circa un terzo della forza lavoro complessiva odierna verrà automatizzata.

Ma come avvenuto in passato la tecnologia non sarà solamente una forza distruttiva, sostiene la ricerca. Grazie ai nuovi progressi scientifici, infatti, verranno create nuove figure professionali e quelle attuali verranno ridefinite permettendo agli attuali mestieri di essere modificati per rispondere alle rinnovate esigenze del mercato del lavoro. La sfida peggiore per questa generazione di professionisti, secondo gli autori, diventa gestire il cambiamento senza ignorarlo. Del resto molti dei risultati del cambiamento possono essere previsti oggi.

L'ineguaglianza dei redditi potrebbe peggiorare e portare ad instabilità politica, mentre i professionisti di mezza età, e non quelli di primo pelo, dovranno cominciare da zero nuove carriere. I cambiamenti non colpiranno tutti i settori in egual misura: nel caso in cui le nuove tecnologie verranno adottate in larga scala solo il 5% delle occupazioni attuali verrà completamente automatizzato, mentre nel 60% delle professioni circa un terzo delle attività verrà svolta da sistemi robotici o intelligenze artificiali.

Corsi e ricorsi storici. lo studio cita una frase pronunciata dalla commissione governativa USA negli anni '60: "La tecnologia distrugge le professioni, ma non il lavoro". Un esempio lampante è l'uso dei personal computer nel mondo del lavoro a partire dagli anni '80, con la nuova modalità operativa che ha portato alla creazione di quasi 20 milioni di posti di lavoro, eliminandone comunque altri. Lo stesso potrebbe tuttavia potrebbe non succedere con l'automazione nei prossimi anni, con il monito che è stato lanciato anche da alcuni big del settore tecnologico.

Le previsioni economiche non sono comunque una scienza esatta, e così anche lo studio dei ricercatori del McKinsey Global Institute può essere rivisto e corretto. La cifra annunciata, pericolosamente vicina al miliardo, rappresenta lo scenario peggiore che può verificarsi nel mondo lavorativo globale, e lo studio stesso suggerisce una stima "media" di circa 400 milioni di posti di lavoro (che comunque sono un'enormità) persi per via dell'automazione. Si tratta però di uno degli studi più completi sull'argomento fatti ad oggi, con analisi differenziate.

I ricercatori hanno preso come riferimento più di 800 occupazioni e 46 nazioni differenti responsabili di circa il 90% del PIL globale. Lo studio è stato fatto in maggior dettaglio su Stati Uniti, Cina, Germania, Giappone, India e Messico, e chiaramente indica che in ogni nazione l'automazione verrà affrontata in maniera diversa e avrà effetti altrettanto diversi. Le situazioni più estreme verranno vissute da economie come Stati Uniti e Germania, e quelle che soffrono una tassazione forte del lavoro, ma ci sono anche altri aspetti da considerare.

Ad essere colpiti maggiormente saranno i lavori "meccanici" (macchinisti, ma anche cuochi), o quelli che prevedono la gestione di dati e calcoli matematici. Secondo lo studio gli effetti drastici dell'automazione possono essere mitigati solamente attraverso mirate iniziative politiche da parte dei governi, fra cui enormi investimenti come quello del Piano Marshall, con cui gli Stati Uniti hanno investito quasi 150 miliardi di dollari sull'Europa Occidentale dopo la Seconda Guerra Mondiale ,aiutando la ricostruzione dei paesi maggiormente colpiti e la loro industializzazione.

L'automazione quindi non va ignorata, ma gestita. È un "problema" reale, secondo lo studio, ma solo se la classe politica farà finta di nulla o ingenuamente cercherà di evitarla.

 

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279 Commenti
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Lampetto01 Dicembre 2017, 13:13 #1
Questo è un problema cui qualcuno deve pensare di risolvere prima che qualche tassatore psicopatico nostrano si inventi la tassa sui Robot....
H.D. Lion01 Dicembre 2017, 13:29 #2
Inventare? Perchè sull'acquisto dei macchinari e dei PC non c'è già la tanto decantata IVA?
demon7701 Dicembre 2017, 13:47 #3
Originariamente inviato da: Lampetto
Questo è un problema cui qualcuno deve pensare di risolvere prima che qualche tassatore psicopatico nostrano si inventi la tassa sui Robot....


Non la stai guardando nel modo giusto.
Piacerebbe a tutti non pagare tasse ma ovviamnte le tasse servono.

Premesso che per fornire servizi e gesione corretta di una nazione servono tot capitali, il punto è come e dove recuperare questi soldi.
Una volta per produrre un bene servivano venti persone, e veniva tassato il lavoro.
Adesso per produrre lo stesso bene ne servono due, il resto sono robot.
Come pensi di recuperare i corripaettivo in tasse che non ricevi più dai 18 lavoratori rimpiazzati dai robot?

C'è anche, cosa assai più grave, da riorganizzare il modello economico della nazione se andiamo verso un'epoca in cui i lavori manuali verranno eseguiti sempre più da macchine e sempre più persone resteranno a spasso.
sbaffo01 Dicembre 2017, 14:02 #4
mi ricorda il Luddismo agli inizi della rivoluzione industriale (in sintesi: le macchine ci tolgono il lavoro, sabotiamole), poi invece sappiamo come è andata.
Non è detto che la storia si ripeta però.

@demon
non si tassa il lavoro, si tassa il guadagno, sembra uguale ma non proprio.
Lampetto01 Dicembre 2017, 14:11 #5
Originariamente inviato da: demon77
Non la stai guardando nel modo giusto.
Piacerebbe a tutti non pagare tasse ma ovviamnte le tasse servono.

Premesso che per fornire servizi e gesione corretta di una nazione servono tot capitali, il punto è come e dove recuperare questi soldi.
Una volta per produrre un bene servivano venti persone, e veniva tassato il lavoro.
Adesso per produrre lo stesso bene ne servono due, il resto sono robot.
Come pensi di recuperare i corripaettivo in tasse che non ricevi più dai 18 lavoratori rimpiazzati dai robot?

C'è anche, cosa assai più grave, da riorganizzare il modello economico della nazione se andiamo verso un'epoca in cui i lavori manuali verranno eseguiti sempre più da macchine e sempre più persone resteranno a spasso.


Si capisco ciò che intendi, ma questo argomento complesso non può essere affrontato con una tassa nata secoli fa per gli umani applicandola a una macchina che sostituisce un operaio...
Anche perché in che modo applichi l'imposta al robot e su quale parametro visto che il robot non percepisce un salario, oltre naturalmente a costi di esercizio.
demon7701 Dicembre 2017, 14:24 #6
Originariamente inviato da: Lampetto
Si capisco ciò che intendi, ma questo argomento complesso non può essere affrontato con una tassa nata secoli per gli umani applicandola a una macchina che sostituisce un operaio...
Anche perché in che modo applichi l'imposta al robot e su quale parametro visto che il robot non percepisce un salario, oltre naturalmente a costi di esercizio.


Tassare il robot non è l'unica possibilità ma una delle tante opzioni.. chiaro che in uno scenario dove la fabbrica è fatta di robot è necessario riscrivere le regole della tassazione per avere un sistema proporzionato all'attività effettiva della fabbrica.
E per estensione diretta, come detto prima, è altrettanto necessario rivedere l'intero modello economico della nazione perchè quello attuale è inadeguato ad una forza lavoro sempre più automatizzata.
maxnaldo01 Dicembre 2017, 14:25 #7
Originariamente inviato da: Lampetto
Questo è un problema cui qualcuno deve pensare di risolvere prima che qualche tassatore psicopatico nostrano si inventi la tassa sui Robot....


non è un problema, è una certezza, soprattutto qui nel nostro paese,

appena il governo si accorge che qualcosa sta diventando particolarmente diffuso e utilizzato, ci appioppano subito sopra una bella tassa.

le ultime recenti ? Sigarette elettroniche, viaggi in aereo, web tax, airbnb, ecc...

insomma c'è qualcuno la in quelle stanze che monitora costantemente i nostri consumi e abitudini, e non appena si accorgono che qualche novità sta prendendo piede.... TAC !.... nuova tassa.

stai tranquillo che non appena si diffonderanno i Robots e diventeranno di uso quotidiano, qualche bel pensante di qualche ramo del governo proporrà una bella nuova tassa.
Alodesign01 Dicembre 2017, 14:27 #8
Originariamente inviato da: sbaffo
mi ricorda il Luddismo agli inizi della rivoluzione industriale (in sintesi: le macchine ci tolgono il lavoro, sabotiamole), poi invece sappiamo come è andata.
Non è detto che la storia si ripeta però.

@demon
non si tassa il lavoro, si tassa il guadagno, sembra uguale ma non proprio.


Per sopperire alla mancanza di lavoro quali potevano essere gli artigiani, soppiantati dalle macchine, si sono dovuti inventari lavori del cazzo come il sindacalista, lo psichiatra, l'avvocato delle masse, il pubblicitario, il battitasti, il guarda-battitasti, quello che controlla il controllore etc etc etc etc.
demon7701 Dicembre 2017, 14:31 #9
Originariamente inviato da: maxnaldo
non è un problema, è una certezza, soprattutto qui nel nostro paese,

appena il governo si accorge che qualcosa sta diventando particolarmente diffuso e utilizzato, ci appioppano subito sopra una bella tassa.

le ultime recenti ? Sigarette elettroniche, viaggi in aereo, web tax, airbnb, ecc...

insomma c'è qualcuno la in quelle stanze che monitora costantemente i nostri consumi e abitudini, e non appena si accorgono che qualche novità sta prendendo piede.... TAC !.... nuova tassa.

stai tranquillo che non appena si diffonderanno i Robots e diventeranno di uso quotidiano, qualche bel pensante di qualche ramo del governo proporrà una bella nuova tassa.


Ma guarda che è la cosa più logica e normale del mondo.
E' OVVIO che si tassano le cose che fanno girare l'economia. Altrimenti come conti di raccimolare il denaro necessario a far funzionare la nazione?

L'obiettivo di chi governa è di raccogliere tot miliardi di euro per far funzionare la macchina dei servizi. E dove vai a raccoglierli? Dove non c'è linfa o dove le cose girano meglio?
Antonio2301 Dicembre 2017, 14:32 #10
Originariamente inviato da: H.D. Lion
Inventare? Perchè sull'acquisto dei macchinari e dei PC non c'è già la tanto decantata IVA?


mica l'IVA e' una tassa apposita su macchinari e PC? E comunque no, l'IVA la puoi scaricare se compri macchinari per lavoro..

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